Guardare Roma dal traffico è un obbligo. Noi automobilisti romani, piloti di auto vagamente abbozzate davanti e dietro per tattiche di parcheggio che somigliano alla sopravvivenza, perdiamo almeno 254 ore all’anno in coda al semaforo, sulle grandi arterie di scorrimento della città, e sul mitico Grande Raccordo Anulare parodizzato da Corrado Guzzanti. La capitale d’Italia è la decima città più trafficata la mondo secondo il Global Traffic Scorecard (il report 2018 la colloca anche al primo posto in Italia). Ed è in questa delizia di giungla urbana, nei primi giorni ufficiali di sole che viene presentata su strada la Nuova Twingo, una delle citycar più cartoon che il mercato abbia conosciuto. L'hashtag della campagna promozionale di Renault è già una promessa: #NeverTooMuch. Non è mai troppo (tardi) per scoprire la propria città di adozione, non è mai troppo sradicare la convinzione calcarea "donne al volante, pericolo costante".

L’appuntamento per conoscere il restyling della piccola di casa Renault e dare il via al test drive della Nuova Twingo è in orario aperitivo alla Città dell’Altra Economia di Roma, a Testaccio, che srotola un cielo azzurro punteggiato di nuvole perfette per riflettersi sulle carrozzerie lucide. Gli uomini sono praticamente il 95% dei presenti, ma la curiosità è, fortunatamente, universale. C’è chi estorce dettagli tecnici, chi controlla volumi e praticità di carico, chi si concentra sui motori e chi sfoglia la nuova cartella colori. Perché anche l’occhio vuole la sua parte, quindi il modaiolo giallo mango e il perlescente bianco quarzo entrano a far parte di una gamma che comprende anche rosso passion, blue shopping (un ceruleo delizioso), verde acqua, cosmic grey e il nero. Ma è la tonalità vitaminica a far venire voglia di portare in giro la Nuova Twingo. Le novità di Renault per la sua auto da città sono riassumibili in tre punti: coolness, agility, connection. Una macchina più bella e pratica da guidare, connessa e smart q.b. per renderla ancora più personale. D'altronde in macchina trasciniamo le preoccupazioni quotidiane, allestiamo beauty salon d'emergenza e intere cabine armadio, condividiamo poké trasformandola nel nostro tristellato, cantiamo e raccontiamo la giornata (quando non la vita) a chi viaggia con noi via bluetooth. Normale desiderare che la piccola estensione di casa sia sempre più unica e rappresentativa di noi. Nella Nuova Renault Twingo il sistema informatico Easy Link, già sperimentato sulla sorella maggiore Clio, permette di collegare lo smartphone con il Car Play di Apple o Android Auto, e gestire navigazione, musica e chiamate attraverso lo schermo ampio posizionato sul cruscotto. Per le eterne smanettone che corrono in continuazione da una parte all’altra della città cariche di computer e cellulari, poi, ci sono due prese USB comodissime.

Courtesy Renault

Il design di interni ed esterni su Nuova Twingo si è adeguato alle esigenze. Renault ha scoperto che oltre il 70% dei compratori della citycar sono donne ed è a loro che vanno i primi pensieri sulla praticità di guida e uso dell'auto. Il restyling ha rinforzato il muso con nuovi indicatori di direzione a forma di C, e griglia e paraurti completamente ripensati, mentre sul posteriore il portellone è stato semplificato per facilitare carico e scarico (il bagagliaio è solo apparentemente compatto, in verticale è in grado di accogliere molti volumi e i sedili posteriori si abbassano rapidamente per i carichi più complessi). Con la macchina strapiena non ci sono comunque problemi di parcheggio, perché le telecamere e i sensori facilitano le operazioni. E a Roma, dove ogni buco è trincea del sabato sera (ma anche del venerdì, della domenica, del giovedì...), l’essenzialità del parcheggio rapidissimo è fondamentale. La Nuova Twingo ha il punto di forza nei 4,3 metri di sterzata, concetto stesso di agilità perché ruota quasi su se stessa senza problemi. La presentazione culmina con lo spot coloratissimo e inclusivo della campagna promozionale della Nuova Twingo voluta da Renault: tre donne diversissime che rappresentano tre distinte fasi della vita, tre bellezze non standardizzate che sottolineano lo splendore dell’unicità. Un messaggio vestito di colori saturi e vibranti, che non passerà inosservato.

Il test drive della Nuova Twingo è un viaggio nella Roma che pochi scelgono a conoscere. Perché sì, Roma è il centro, Trastevere, i musei vaticani, il Colosseo e i Fori Imperiali, il biondo fiume che la vena verso il mare. Ma la vera Roma, la città dove giungla urbana non è solo uno scherzoso modo di dire, è molto di più. E il plauso a Renault va proprio per aver disegnato un circuito obbligato di due ore nel traffico reale verso e da la periferia, volto a mostrare la grande bellezza per eccellenza lontana dai soliti turisti. La street art di Porto Fluviale, i murales condominiali di Tor Marancia, la resistenza colorata che tinge zone lontanissime dalle solite rotte come Quarto Miglio, Porta Furba, Torpignattara e lo storico Quadraro, sono i protagonisti assoluti di un viaggio che non è solo la prova tecnica dell’auto su strada, ma un modo per riappropriarsi delle città che troppo distrattamente ci scivolano davanti agli occhi negli impegni di ogni giorno. Nel percorso a tappe si raccontano in meno di un minuto le storie della street art romana più bella, e ogni disegno su muri prima anonimi viene affidato alla descrizione di David “Diavù” Vecchiato, artista e disegnatore tra i più celebri d’Italia e direttore del Museo Urbano di Roma, che ne disvela autore e rappresentazione via smartphone installato nella Twingo. Dall’Hunting Pollution di Iena Cruz, il murale che “assorbe” l’inquinamento grazie ad una speciale vernice antismog, ai dirimpettai volti tatuati da Blu sui muri di Porto Fluviale, il viaggio comincia dal quartiere Ostiense e vola verso Tor Marancia, un vero e proprio museo urbano a cielo aperto dove l’edilizia popolare ha accolto l’upgrade regalato da tantissimi artisti. La carovana slegata, divertente e coloratissima di Nuova Twingo, 9 diverse realizzazioni, fa girare più di un curioso. I parcheggi creativi per scattare foto perfette per Instagram (complice il giallo mango che si staglia contro il verde degli alberi frondosi e un cielo azzurro da manuale della primavera) vengono persino facilitati dagli autisti ATAC che intuiscono il momento promozionale, da veri esperti di linguaggio urbano, e non toccano il clacson pur di non turbare lo scatto a Il Bambino Redentore di Seth, invito esplicito a fermarsi a Tor Marancia e scoprire la meraviglia di un museo a disposizione di tutti. La timidezza nell’avventurarsi nel lotto (così si chiamano i complessi di case popolari dagli anni 20 agli anni 60) è proverbiale, sembra di violare una proprietà privata nonostante cancelli perennemente aperti, quindi scegliamo di occhieggiare i murales che si disvelano da un angolo all’altro fino al viale principale. Il peso della Storia dell’argentino Faz, con i due lottatori che combattono ma si appoggiano l’uno all’altro, e il meraviglioso La percezione di Vihls, realizzato con una tecnica particolarissima (ha verniciato il muro e ha usato il trapano per sottrazione per realizzare il gigantesco occhio), sono i più fotografati del quartiere. Ma ciascuno dei 22 murales ufficiali del progetto di riqualificazione urbana che ha fatto breccia nel cuore (e nelle necessità) dei residenti di Tor Marancia merita più visite, magari ascoltando le voci del lotto che si rincorrono da una finestra all’altra.

Courtesy Renault

La Nuova Twingo, in questa dimensione propriamente urban, si muove benissimo. Svicola senza problemi nelle stradine che il servile navigatore indica verso le semiperiferie di Torpignattara, Porta Furba, Quarto Miglio, toponimi che a Roma evocano antiche borgate lontane diventate veri e propri paesoni con un’identità multietnica, multisociale, per nulla classista. Sono luoghi di accoglienza e tolleranza, la diffidenza viene polverizzata dal primo caffè al bar o dalla prima manovra da esperto pilota nel traffico. Brulicanti di persone e negozi e macchine in doppia fila, obbligano a slalom divertenti e momenti di purissimo gioco stradale, un test per gli ammortizzatori. I curiosi non possono fare a meno di notare le tante Twingo quasi identiche, fresche di concessionario Renault, che punteggiano le strade. Non solo per il colore vivace tra i quali il giallo mango incontra l'approvazione di tutti (sì, i colleghi maschi) ma anche per gli stili di guida dei non romani accorsi al test drive. Il capitolino doc, tra un murale e l’altro, riconosce a colpo d’occhio il pilota non autoctono. Ma il gruppo di driver a caccia di murales a Torpignattara impara in fretta la magica regola del 2x2: doppia fila, quattro frecce. E i sensi di colpa dell’infrazione si perdono in un tac tac tac rassicurante.

L’approdo finale del test drive della Nuova Twingo a Roma è il Quadraro, borgata partigiana resistente dove la Storia si è mascherata da innocente cetaceo per una delle peggiori pagine mai scritte. L’operazione Balena o rastrellamento del Quadraro, progettato dai nazisti, catturò di più di duemila residenti della zona, partigiani, oppositori politici del regime fascista e militari renitenti. È un ricordo collettivo che si rinnova ogni anno, superando le barriere del tempo. Logico che la street art del Quadraro, così legata al posto in cui è realizzata, richieda pazienza e senso dell'orientamento. Ma sopratutto, pedale lieve. Il muso della Nuova Twingo fa capolino in stradine minuscole che sul navigatore sembrano sfuggenti uncini di un reticolato, tra uomini canuti che camminano lenti con borse della spesa. E altrettanto facciamo noi, lasciando che il cambio automatico adegui il motore al passo d’uomo. Il Quadraro è una poesia continuamente scritta in versi sbilenchi e orgogliosi, territoriali ma accoglienti, identitari senza serrare gli occhi: qui le parole d’ordine sono l’apertura e l’inserimento positivo nel tessuto sociale. E l’amore per il quartiere, tassativo.

Al Grandma Bistrot di Via dei Corneli c’è il pit stop definitivo (e tattico) di fronte alla stupenda Grandma firmata da Jim Avignon, una donna nuda solcata da strade che fa da sfondo agli ultimi scatti. Nell’aria dolcissima dell’ultimo giorno di maggio, si intrecciano chiacchiere tecniche e pareri in un locale di una bellezza resistente, ex officina meccanica riconvertita con ancora le macchie di grasso a terra, mentre sfilano baccalà mantecato, spaghetti al nero di seppia, e il tiramisù tra i più genuini degli ultimi anni. Gli smartphone si riempiono di scatti delle 9 Twingo parcheggiate in strategica sequenza grazie alla collaborazione dei residenti del Quadraro che, nell’impeto supremo di accoglienza, hanno tenuto appositamente i posti liberi per garantire il colpo d’occhio migliore su murales, quartiere e auto accostate al marciapiede. Risaliamo per concludere il tour con le ultime sgasate per la città, ultimo test: la Twingo giallo mango col motore più potente della gamma scivola sulla Tuscolana, l'Alberone, sfiora l'Appia e San Giovanni, regge buche e brucia il verde ai semafori con un'ottima risposta. E con una valigia da fine settimana nel bagagliaio, sembra quasi di fare vacanza in città.