Il problem solving è cosa per gente smart che scala montagne in ufficio (e noi la impareremo)

Risolvere problemi sul lavoro, in casa, nella coppia non è scienza infusa: seguendo una serie di regole (e leggendo qualche libro) tutti lo possiamo fare.

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Laetizia Haessig / EyeEmGetty Images

Beato chi nasce con l’attitudine al problem solving. Tutti gli altri lo possono imparare, perché può fare un'enorme differenza nella carriera. Risolvere problemi, infatti, è diventata una parte importante di quasi ogni tipo di lavoro, che siano quelli di un cliente, del tuo capo, di un collega o tuoi. Anche se i può parlare persino di problem solving nella vita quotidiana e di problem solving nella vita di coppia. Non entrare mai nel panico, non dire mai “non si può risolvere” sono le caratteristiche naturali di chi è nato problem solver. Per tutti gli altri, come sviluppare il problem solving, seguendo delle regole, non è un utopia.

Come migliorare nel problem solving. La prima tappa da compiere è prendere l’abitudine di identificare e isolare il problema. Chiedersi qual è. Sembra una cosa scontata da dire, ma in realtà non è rara la tendenza a spostare l'attenzione da un problema vero a un fittizio, a far finta che non sia quello la causa del disastro, perché per tanti motivi si reagisce così. Può essere che non lo vogliamo vedere perché lo abbiamo causato noi, o una persona che vogliamo difendere. O perché si vuole attribuire inconsciamente la colpa a qualcuno che non ci piace. Invece ci vuole il coraggio di prendere il toro per le corna.

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Come si usa il problem-solving? Un altro step decisivo è quello di definire gli obiettivi da raggiungere, e che ci vengono ostacolati dal problema. Quando abbiamo ben chiaro il traguardo, e lo intravediamo all’orizzonte, è più facile prendere la rincorsa e siamo più spronati alla corsa agli ostacoli. L’ostacolo è il problema, e più siamo determinati a risolverlo, e siamo convinti che si possa risolvere, più rapida sarà la soluzione. In linea di massima, i problemi insormontabili e gli obiettivi irraggiungibili sono la percentuale minore delle seccature che ci pone davanti la vita. Ma la suggestione ci fa sembrare montagne altissime anche tutti gli altri.

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Metodo problem solving: il brainstorming. La “tempesta di idee”, quando si riunisce un gruppo di persone per ascoltarne le proposte, è uno dei metodi per risolvere problemi più efficace che ci sia. Ma in tanti la reputano ancora qualcosa di inutile, se non di imbarazzante. L’ostacolo maggiore è infatti la paura di dire cose sciocche, mentre invece, che tu sia il capo o un sottoposto, anche una stupidaggine può servire a toccare in fondo al cervello di un altro la soluzione vincente. E in questo caso il merito è di tutti.

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Problem solving esempi pratici. Che ci si trovi da soli o in compagnia durante un brainstorming, il modo migliore per trovare esempi pratici di questo metodo è impararne le regole. Perché si entra in un ordine di idee che fa percepire l’ambiente circostante con una nuova chiave di lettura. Le regole per ottenere questa attitudine sono essenzialmente quattro. La prima è quella di valutare tutte le alternative possibili. Magari, se abbiamo una memoria visiva e capiamo meglio le cose con uno schema, si possono elencare su un foglio bianco. La successiva, dopo averle esaminate con molta, molta concentrazione, è quella di scegliere una o al massimo due alternative. Quando siamo sicuri che le possibilità sono solo e soltanto quelle, è inutile perdere ancora del tempo ad aspettare i miracoli. Si sceglie la migliore, o se alle strette, la meno peggio. Meglio non essere troppo impulsivi, non farsi influenzare da fattori esterni, sentimentali, personali. Tenere a mente che la soluzione migliore, l’unica possibile, è sempre quella che provoca meno danni possibili a persone e cose, all’azienda, al cliente, o qualsiasi sia l’ente coinvolto. Una volta scelto, bisogna metterla in atto. Il passo finale, per affinare ulteriormente le proprie tecniche di problem solving, è quello di fermarsi a problema risolto, riesaminare i passaggi e valutare ancora se avremmo potuto fare di meglio. Mai pentirsi di quello che è stato fatto. Rimpianti e rimorsi sono due sentimenti inutili perché il passato non si può cambiare, e no, non è disumano pensarlo. Piuttosto, se la soluzione scelta ci sembra che potesse essere ancora più perfettibile, bisogna prenderlo come insegnamento per la volta successiva. In verità seguendo questi step, difficilmente ci si pente di quello che si è fatto. Provare.

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