A Milano è nato un villaggio dell'innovazione, gestito da una vera sindaca

È una donna, Gabriella Scapicchio, a dirigere il primo Le Village by Crédit Agricole d'Italia, che ospita startup della moda, del design, del food.

Le Village Milano
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Un ex convento del 1400 può ospitare il villaggio più futuristico di Milano ed essere diretto da una "sindaca" donna? Sì. È la sede di Le Village by Crédit Agricole, un incubatore dell'innovazione per startup che oggi ne ospita 28 e arriverà a ospitarne ben 50. Chi dirige questo "villaggio" è in effetti chiamata sindaca, Gabriella Scapicchio. È lei che ha trovato e fatto ristrutturare questo edificio straordinario nascosto su corso di Porta Romana (oltrepassate il cancello per dare un occhio al bellissimo chiostro). È sempre lei che ci accoglie all'ingresso: «Milano era il posto ideale per aprire il primo Le Village italiano (in Francia ne esistono già 28): il fermento in questa città è tale che nel 2019 è stata registrata una nuova startup al giorno», spiega Scapicchio, «noi non ospitiamo quelle che muovono i primissimi passi, ma chi ha già un certo fatturato, e le aiutiamo a crescere con servizi legali o tributari, consulenze di fundraising e mentorship, attività di espansione sul territorio e connessioni internazionali. Vogliamo che diventino aziende vere e proprie».

Si può mandare la propria candidatura spontaneamente o aspettare una delle cosiddette "call", bandi, che Le Village pubblica per trovare startup che operano in determinati ambiti. In occasione della settimana della moda di Milano di settembre 2019 sarà invece pubblicata una call per startup a tema moda. Le specializzazioni di questo incubatore sono infatti legate alle realtà che caratterizzano l'Italia e Milano, Fashion, Furniture e Food, ma sono presenti anche startup del Fintech e del Future Mobility. Infatti ora lavorano già al Village: Artemest, il primo e-commerce per l’artigianato di lusso made in Italy; DIS, un brand di calzature personalizzate che rinnova l’eccellenza artigianale italiana grazie alla tecnologia digitale; Divinea, un marketplace per l’enoturismo; Eligo, che connette gli amanti dello stile con un network di personal stylist.

Uno spazio interno, condiviso dalle startup.
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Fashion, food e furniture, cos'è l'innovazione in questi ambiti? «L'innovazione serve per mantenere la leadership e l'eccellenza delle aziende italiane in questi settori, per esempio creare un metodo condiviso e accessibile per contrastare le contraffazioni dei prodotti. Essere in grado di tracciare i prodotti con esattezza è un'esigenza sempre più richiesta. E poi innovare i processi, la filiera, i canali distributivi per continuare a eccellere o migliorare: chiunque abbia idee in questo senso, sta pensando in termini innovativi», continua Scapicchio.

Gabriella Scapicchio, "sindaca" di Le Village by Crédit Agricole, il primo villaggio italiano dell’innovazione aperto a Milano.
Giulia Grossi/courtesy Le Village by CA

La vicinanza fisica delle startup all'interno di Le Village è un tratto distintivo: essere vicini di scrivania, scambiarsi idee anche alla macchinetta del caffè, incrociare qualcuno per caso nel chiostro e scoprire di avere un obiettivo in comune. Tutto questo stimola la creatività e il business. Anche se, come racconta Scapicchio, il punto debole delle startup (che nel corso dei primi due anni di esistenza hanno un altissimo tasso di "mortalità") sono proprio le relazioni personali: «Le difficoltà o lo stress di creare qualcosa da zero rendono difficili i rapporti all'interno della startup. Ti viene voglia di abbandonare, senti la pressione degli obiettivi, si è meno distesi. Anche perché non è come in una grande azienda, ti devi occupare di tutto: dalle pulizie, al wi-fi che non funziona, a qualunque altra piccola necessità. Serve una grande intelligenza emotiva per superare queste difficoltà».

Qual è il suo consiglio quando entrano nel suo ufficio dicendo "voglio mollare"? «Il punto di rottura è un passaggio obbligato per tutte le giovani startup. Quando ci arrivate, staccate tutto e cercate di ragionare a mente fresca. Lo stress non permette di prendere decisioni razionali. Magari avete lavorato per un anno ininterrottamente. Bene, questo è il momento di fermarsi per capire cosa cambiare se le cose non stanno ingranando. Superare questo momento è la vera forza di una startup».

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