Hanno rubato il wc d'oro di Maurizio Cattelan: provocazione o realtà alla Lupin?

Storia del furto dell'opera da cinque milioni di dollari sparita poche ore dopo l'inaugurazione della mostra Victory is not an opinion.

Blenheim Palace Hosts Artist Maurizio Cattelan's First Solo UK Exhibition
Leon NealGetty Images

“Reality is far more provocative than my art” – “la realtà è più provocatoria della mia arte”, dice Maurizio Cattelan nella brochure che accompagna “Victory is not an opinion”, la grande mostra a lui dedicata a Blenheim Palace, nel Regno Unito e a giudicare da quello che è successo la scorsa notte – subito dopo la festa d’inaugurazione – non possiamo che dargli ragione. Un Arsenio Lupin de’noantri ma agé (sessantasei anni), ha aspettato che tutti i duecentocinquanta invitati lasciassero il castello dopo il Silent Party, e ne ha approfittato assieme ad altri complici – almeno così racconta la CNN che è stata la prima a dare la notizia – per rubare nientemeno che una delle opere più provocatorie dell’artista padovano più conosciuto al mondo.

Si tratta di “America”, un wc d’oro che Cattelan ha realizzato nel 2016 e che in precedenza è stato esposto (funzionante) al Guggenheim Museum di New York. “I criminali sono entrati nella notte nel palazzo e hanno lasciato la scena attorno alle 4.50, nessuno è rimasto ferito”, ha spiegato la polizia locale. A risentirne è stato però l’edificio, patrimonio dell’Unesco, dal momento che l’opera – usata dagli invitati per fare il photocall con tanto di istruzioni e hashtag correlato, come vi mostriamo nella foto - era attaccata alle tubature dell’edificio, causando così gravi danni e allagamenti.

Il Wc d’oro di Maurizio Cattelan
Courtesy Photo

Maurizio Cattelan produce opere innovative da decenni, quindi è un orgoglio per noi presentare la sua prima mostra personale nel Regno Unito in vent’anni”, dichiarava il direttore della Blenheim Art Foundation Michael Frahm pochi mesi fa. “‘America’ dà il tono per quello che dovrebbe essere una mostra audace e stimolante”, continuava senza pensare affatto che i ladri lo avrebbero preso in parola. Che sia vero o no - perché diverse persone hanno pensato al furto come a una sorta di installazione tra installazioni, un qualcosa che rientra insomma nella mostra stessa – il “cesso” d’oro più costoso della storia che a Blenheim Palace era stato posizionato adiacente alla stanza di nascita di Winston Churchill, non è stato ancora recuperato e il museo al momento è chiuso. A L’Aquila, dopo il terribile terremoto del 2009, rubarono in molte case del centro storico lasciate incustodite persino i pomelli dei lavandini e dei bidet, quindi se fosse tutto vero nessuno si meraviglierebbe poi più di tanto.

Cattelan è un geniale maestro nella provocazione, crea opere famose per il loro carattere iperrealistico e audacemente pop con cui esprime commenti acuti e satirici sulla società, il potere e l’autorità. E poi anche perché quel wc è d’oro 18 carati, è perfettamente funzionante, pesa 103 chili e ha un valore complessivo di quasi cinque milioni di dollari.

Tutti pazzi per un wc insomma, ladri e non. L’unico ad aver detto di no fu proprio Donald Trump a cui la stessa opera pare ispirarsi e che, ai tempi della realizzazione della stessa, non era ancora stato eletto presidente degli Stati Uniti. Quasi due anni fa, la Casa Bianca avrebbe chiesto in prestito al Guggenheim un dipinto di Vincent van Gogh (Landscape With Snow) che rappresenta un uomo con un cappello nero che cammina lungo un sentiero ad Arles, in Francia, con il suo cane. La curatrice del museo, Nancy Spector, però, avrebbe gentilmente declinato la richiesta della Casa Bianca per via delle delicate condizioni conservative del dipinto. In cambio offrì proprio “America” di Cattelan, ma dalla White House non sarebbe arrivato nessun feedback. “È una faccenda molto delicata”, rispose Cattelan. Adesso, più che mai, il suo prezioso water si renderà utile, in Inghilterra (o altrove?), questo è sicuro. O magari verrà recuperato e tornerà in mostra (aperta fino al 27 ottobre prossimo), e allora sarà tutto un parlarne, seguirà attenzione mediatica, pubblicità su pubblicità, curiosità del pubblico che vorrà visitarla e allora, il gioco sarà fatto.

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