Come guadagnare 100 mila euro a 24 anni, storia vera di un successo irreale

Il sogno delle nuove 25 - 35 non è più "sposare uno ricco": ormai lo sappiamo tutte di cosa siamo capaci...

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Szymon BrzoskaImaxtree

Tra 20 anni ripenseremo ridendo a quelle pubblicità online che si aprono in pop up e che promettono come fare soldi in poco tempo, addirittura come fare soldi in una notte (sbancando un casinò è l’unica opzione possibile?). Le cose si son evolute da quando nei film degli anni 80 americani ricorreva il tormentone dei due personaggi che, appena accettati in prestigiose università, festeggiavano fumando sostanze sospette e promettendosi l’un l’altro di guadagnare il primo milione di dollari entro i 30 anni. Era la versione edonista del sogno americano che per il potere globalizzante della cinematografia si diffondeva poi ovunque, in proporzione agli stipendi locali (in Italia, spesso la promessa si aggirava sui 100 milioni). Oggi, però, che tutto è più veloce e i tempi più che bruciare si incendiano, le attese per la realizzazione degli obiettivi si sono accorciate e i cliché si sono smontati. Ora negli innumerevoli articoli (veri, non pop up truffa) che spuntano sul web, a metà fra il tutorial e il provato per voi, a spiegare “come ho gonfiato il conto in banca in breve tempo” sono le ragazze.


Età media: fra i 25 e i 35 anni. Una generazione che non aspira più al posto fisso al catasto me che è pronta a gettare, dall’alto della maggiore ostinazione e della saggezza femminili, le basi per piccoli o grandi imperi. Un balzo in avanti dalla mentalità per cui la realizzazione dei sogni implicavano solo lo stereotipo dello “sposare uno ricco”. Oggi la giovane donna con qualche titolo di studio e un sacco di soft skill vuole diventare ricca grazie alle proprie forze per alimentare l’autostima e mette in atto sistemi collaudati in tempi di carestia. Durante la crisi economica del 2008, ad esempio, pur di restare negli appartamenti affittati a Manhattan i giovani rampanti americani hanno imparato l’arte del minimalismo identificando le trappole del consumismo. Complice anche l’urgenza ambientale che invita a consumare consapevolmente, nessuno rischia più di essere biasimato se risparmia molto.


Un articolo recente uscito su The Cut si concentra proprio su una di queste storie il cui topic è come risparmiare su tutto e vivere bene lo stesso. Tori Dunlap ha 25 anni ed è una digital marketing manager di Seattle, un mestiere che non esisteva nemmeno, quando era bambina. Appena uscita dall’università, Tori ha lanciato la sua profezia:

guadagnare i suoi primi 100mila dollari prima dei 25 anni.

C’è arrivata quando ne aveva 24 e conducendo una vita normale, senza fare la cosiddetta “fame”, per usare un termine abusato. La premessa, sull’intervista che ha rilasciato, è che al contrario dei suoi compagni, lei ha portato a termine gli studi grazie alle borse di studio senza i famigerati debiti universitari, quell’incubo di cui parla anche Michelle Obama nella sua biografia Becoming e che lasciano in genere uno strascico di almeno 30mila dollari a studente. In Italia, dove le rette universitarie sono molto meno aggressive e per i redditi familiari bassi sono addirittura agevolate, il vantaggio è bilanciato dalla minore possibilità di trovare subito un ottimo lavoro appena terminati gli studi, e va tenuto in conto. Quando aveva 22 anni, Tori aveva letto proprio un articolo simile a quello in cui ha raccontato la sua esperienza e l’aveva ispirata a imitare l’impresa. Appena finito di lavorare è stata assunta in un’azienda in cui la paga era buona ma si è trovata malissimo. Per cui dopo qualche settimana era già in cerca di altro.


Ha impiegato dieci settimane di lavoretti prima di trovare quello di oggi, durante i quali ha pensato di non poter raggiungere l’obiettivo perché stava erodendo i suoi risparmi. Per aumentare le entrate, si è offerta di tenere anche dei workshop per guadagnare soldi extra e si è imposta di mettere via il 30% esatto delle sue entrate complessive. Okay, Tori Dunlap era così concentrata sul suo obiettivo che a un certo punto è entrata un filo in paranoia. Quando le veniva voglia di mangiare fuori pensava: “perché farlo, se ho del cibo già pronto in casa?”. Magari invitava in casa l’altra persona e cucinava lei. Se non poteva fare a meno di andarci perché si trattava di una festa di compleanno o simili, doveva prepararsi mentalmente all’idea di spendere quel denaro. Ma era entrata anche nell’ordine di idee che trascorrere dei bei momenti con persone a cui si tiene non vuol dire necessariamente dover spendere 100 dollari in una serata. Fare una passeggiata insieme e mangiare in casa era ciò che proponeva “e funzionava, alla gente piace!”.

Oggi Tori Dunlap, dopo aver raggiunto l’obiettivo, ha allentato un po’ la presa. Ha imparato come investire i soldi risparmiati in azioni, conti deposito, pensione integrativa. Ha tenuto liquidi solo 12mila dollari, un fondo di salvataggio di sei mesi nel caso in cui rimanga senza lavoro. Oggi mette da parte ancora il 27% dei suoi guadagni e ha ricominciato a mangiare fuori più spesso, anche solo per il gusto di farlo. Ha identificato tre aree della sua vita su cui è meno disposta a dirsi di no. I ristoranti ora, sono una di queste; le altre due sono i viaggi e la cura della casa. Le piace che la sua casa sia così accogliente che starci dentro sia un piacere puro, per cui si concede piante e accessori. Una curiosità: non spende nulla nelle caffetterie. Il caffè non la entusiasma per cui non butta soldi nel berlo solo perché così fan tutti. Chissà, con una linda riflessione, possiamo accorgerci anche noi quali sono i pozzi in cui gettiamo i nostri soldi senza avere nulla di concreto in cambio e darci da sole dei consigli per risparmiare soldi. Come diceva agli amici un famoso showman italiano anni fa, quando ha smesso di fumare, più che per la salute, perché con due conti si era accorto di aver mandato in cenere, da quando aveva iniziato, l’equivalente di un appartamento a Roma.

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