Moving to Mars, la mostra londinese che lascia poco all'immaginazione

Trasferirsi su Marte è possibile al Design Museum di Londra: chi parte?

image
Mars Habitat di HASSELL. Foto di Felix Speller per il Design Museum

Al Design Museum di Londra la mostra Moving to Mars, visitabile fino al 23 Febbraio 2020, racconta come l’idea che l’uomo arrivi su Marte rappresenti una nuova frontiera non soltanto per la scienza ma anche per il design. Ogni dettaglio di questa nuova stimolante avventura deve ancora essere progettato: dal viaggio, al cibo che mangeremo, agli abiti, fino agli spazi da abitare. Ed allora perché non iniziare a farsi un’idea?

Mostra “Moving to Mars”
Ed Reeve

A 54 anni dalle prime foto scattate dalla sonda spaziale statunitense Mariner-Mars 4 nel 1965, il Design Museum lancia una nuova provocazione raccontando - attraverso le installazioni, le immagini e gli oggetti originali forniti dalla Nasa, dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Space X, e le opere firmate da Raymond Loewy, Chesley Bonestell, l’azienda Raeburn, Anna Talvi e Konstantin Grcic - come progettare per Marte.Come potrebbe essere la vita sul Piante Rosso? Come rendere accogliente Marte? E perché mai l’uomo dovrebbe trasferirsi in un pianeta dalle condizioni così inospitali?

The Wilding of Mars di Alexandra Daisy Ginsberg, Moving to Mars
Ed Reeve

L’esibizione, curata da Justin McGuirk, si apre con Imagining Mars, in mostra i modi in cui abbiamo concepito il pianeta più suggestivo del cielo notturno, nel corso della storia: dalle prime menzioni sulle tavole cuneiformi conservate al British Museum, alle mappe di Giovanni Schiaparelli, al prototipo della sonda Rover ExoMars realizzata dall’ESA, fino a fantascienza e cultura popolare. On Mars Today è, invece, un'esperienza multisensoriale che stimola i cinque sensi ed invita a riflettere sull’inospitalità di Marte, riproducendone i suoni e gli odori.

Mars Habitat di HASSELL. Foto di Felix Speller per il Design Museum
Ed Reeve

Quale sarà il ruolo che il design avrà nel viaggio di oltre sette mesi che l’umanità dovrà intraprendere verso il pianeta rosso? The Voyage risponde attraverso i vassoi per alimenti della NASA, il tavolo da cucina a gravità zero di Konstantin Grcic, i progetti di Galina Balashova, dal 1964 al 1980, per gli interni spaziali russi, e le stazioni spaziali di Raymond Loewy. Esposta, per la prima volta, la tuta spaziale NDX-1 progettata dall’Università del North Dakota proprio per le missioni su Marte.

Coltivazioni idroponiche di GrowStack, Moving to Mars.
Foto di Felix Speller per il Design Museum

Nella sezione Survival i visitatori approdano finalmente sul Pianeta Rosso grazie all’habitat stampato in 3D dello studio di architettura Hassell. In esposizione anche i capi d’abbigliamento della collezione NEW HORIZON Primavera/Estate 2020 di RÆBURN, le coperte solari ed i paracadute RÆMADE. Qui, anche un focus su i sistemi di coltivazione idroponica, gli unici possibili per ora su Marte visto che l’acqua si trova allo stato ghiacciato.

Entrare in Mars Futures, prego, la provocatoria installazione dell’artista e ricercatrice Alexandra Daisy Ginsberg propone un pianeta selvaggio, colonizzato soltanto da organismi vegetali. E ai visitatori rimane, quindi, soltanto una scelta netta da affrontare: Dovremmo o non dovremmo trasferirci su Marte? La risposta in Down to Earth, l’ultima sezione della mostra.

Photo06: Esperienza multisensoriale “On Mars Today”, Moving to Mars.
Foto di Felix Speller per il Design Museum
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Coolmix