Perdersi per ritrovarsi nel Labirinto Arnaldo Pomodoro di Milano

How to della mostra da "vivere"fisicamente nello show-room di Fendi . Obiettivo? Tornare un po' bambini.

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Perdersi in un labirinto per ritrovarsi. Se questo è l'obiettivo il luogo giusto per voi è il labirinto di Arnaldo Pomodoro nello show-room di Fendi a Milano. La premessa per chi entra in questa mostra da prenotare è provare a tornare bambini, a subire l'arte contemporanea quasi come didattica per gli under 12 anni. Ripartiamo dai più piccoli, buffi esploratori del mondo, anime impavide che vivono senza preconcetti e senza paura. Spesso capita di pensare a quanto il mondo sembrava più semplice e sincero da bambini. "Maturare verso l'infanzia. Questa è forse l'autentica maturità” dichiarava lo scrittore e pittore Bruno Schulz. Rivivere quella sensazione è possibile, seppur attraverso un breve viaggio, all'interno dell’opera ambientale Ingresso nel Labirinto (1995-2011) di Arnaldo Pomodoro, recentemente riaperta al pubblico. Situata nei sotterranei dell’ex Riva Calzoni in via Solari a Milano, ora Showroom di Fendi, è visitabile previa prenotazione su Fondazionearnaldopomodoro. La struttura è data dalla fusione degli elementi fondamentali nel percorso artistico di Arnaldo, quali: "la grande tavola della memoria", l'uso di materiali metallici, l'uso del binomio vuoto-pieno e la presenza di un grande osso di seppia (mezzo con cui iniziò a ideare le prime colature).

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Il Labirinto è creato dall'artista, ma esperito dal visitatore. Lo spazio, tramite stimoli percettivi di tipo visivo, tattile e uditivo, permette allo spettatore di provare nuove sensazioni o ritrovate ricordi conservati nel bagaglio della vita. Da qui l'idea dell’opera che diventa libro Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro (nuovissimo, uscito in 1a edizione a novembre 2019, curato dalla Fondazione Pomodoro e da Corraini Edizioni, €15, disponibile su corraini.com). Chi meglio dei bambini può liberare la fantasia e vivere questo spazio a 360°? Il punto di partenza è stato un esperimento (voluto nel progetto Explor:art con Fondazione Cariplo): i bambini di alcune scuole milanesi sono stati accompagnati nel labirinto senza che venisse spiegato loro chi fosse l'autore. Senza sovrastrutture vincolanti, hanno indagato questo luogo magico, annotando su un taccuino le loro impressioni. Ne è risultato che l'arte contemporanea in fondo non è così inaccessibile come i più credono. Se si chiama così, è per il suo legame con la contemporaneità. La realtà invia messaggi che l'artista recepisce e incanala in un'opera, nella quale possiamo immedesimarci tramite i messaggi che noi, con le nostre esperienze, riusciamo a trarre. Il volume ha scopo didattico. Insegna ai bambini ad osservare i luoghi quotidiani (la casa, la scuola, il parco) da una prospettiva differente, ponendo loro domande come "È più importante trovare l'uscita o fare nuove scoperte esplorando l'intreccio di stanze e corridoi?".

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Ma non è solo un libro per l’infanzia. Anzi, tutti, indipendentemente dall’età, devono trarre una preziosa lezione: "Anche un luogo conosciuto, cambiando punto di vista, diventa sorprendente come un labirinto." Ciò vale per qualsiasi situazione, persona o idea, per esempio la concezione di arte contemporanea come un’esperienza incomprensibile. Cambiando approccio, cambia il risultato. I misteri di un labirinto si sciolgono in fretta se li guardiamo con occhi diversi. Racconta l'artista della sua creazione: "È un frammento del labirinto della mia vita. Segue il mio percorso e non finisce mai: cambia con le scelte che faccio, si trasforma per fare spazio alle novità."Più il labirinto della vita cresce, più vengono aggiunti intrichi. A tal proposito Arnaldo Pomodoro, nonostante i suoi 93 anni, ha in progetto l'ampliamento della sua creazione. Sempre più grande e sempre più magico. E noi non vediamo l’ora di perderci. Ancora.

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