A Courmayeur abbiamo trovato il luogo “dove lavorare nel modo più seducente possibile”

Il gotha degli architetti e designer, una gara storica di sci e un luogo di montagna con molte anime.

Pavillon du Mont-Fréty, panorama from Mont Blanc massif, Italy.
Gina PricopeGetty Images

Courmayeur sa abbracciare le nuove tendenze con lo spirito di una ragazza-nonna che ne ha viste di tutti i colori: un po’ ti ridacchia dietro ma, in fin dei conti, è sempre pronta a regalarti i copertoni nuovi per la snow bike, per giunta elettrica, che hai deciso di praticare al Fun Park di Dolonne, oppure nei tracciati pedonali che fiancheggiano le piste da fondo nella Val FerretGiovanni De Stefano, romanziere del lifestyle, racconta così su MarieClaire.it i tratti di Courmayeur, meta sciistica in preda ai cliché di un passato e porto sicuro di un futuro - non solo sulla neve. Ce ne accorgiamo quando entriamo nell’edificio dove la Grivel ha costruito il futuro della montagna, tra moschettoni, chiodi e caschi: qui i nuovi designer riuniti ne collettivo NEO stanno esponendo idee intelligenti per futuri molto lucidi. Siamo stati alla prima Courmayeur Design Week-End (lo scorso 6/8 febbraio), ideata dall’architetto Paola Silvia Coronel e la cartolina vanziniana di Courma sbiadisce davanti a strumenti che simulano lo street-food, servi muti gentili e dondoli in stampa 3D.

Poche ore prima, a solleticare il dente del Gigante, punto di vista sul Monte Bianco, Michele De Lucchi ha preso i suoi tempi e ha introdotto il verbo: “ho pensato a stazioni della terra per stare sulla terra” una lectio magistralis vestita da presentazione di un progetto che indaga gli spazi del vivere quotidiano a partire dalla seconda tappa di SkyWay Monte Bianco, la più alta funivia delle Alpi “posti che testimoniano il cambiamento delle architetture: la stazione di una funivia non è più solamente una stazione di una funivia” racconta il vincitore del Compasso d’Oro. Il godimento degli spazi, il rischio di “diventare programmati dai nostri stessi software”, il mito di disegnare un ufficio “dove lavorare nel modo più seducente possibile”: tutto questo è il racconto di un uomo e sciatore che entra di rigore nella skiCAD storica gara amatoriale di sci per architetti e pensatori del bello.

Giuseppe Geppo Di MauroGetty Images

Tutto questo è Courmayeur oltre Courmayeur: un fine settimana dedicato al design dove incontri, round table e gare di sci raccontano il potenziale (molto vasto) della montagna oltre le piste e il weekend Milano/Courma. Dalla maison di Jaguar Land Rover dove il nuovo Defender racconta di un design del moto a luogo al Le Massif, l’hotel di lusso nel centro storico del paese che ha ridisegnato il relax insieme ad Armani/Casa, partner di una lounge dove la sartorialità di Re Giorgio dialoga con il comfort del legno, delle ore dopo sci e delle avventure sulla neve.

“Creare luoghi dove far crescere le idee” è la frase di Michele De Lucchi rimasta sospesa a mezz’aria in vetta a 4.810 metri. E i luoghi dove nascono le idee possono essere anche in centri di co-working dove il sacco di Zanotta ospita designer con gli scarponi da snowboard ai piedi mentre maxi-stampanti generano plotaggi per progetti di riqualificazione. Il luogo dove andiamo a sciare è unicamente il luogo dove andiamo a sciare? Non è una frase così inutile. Design week(end) a Courmayeur vuole far incontrare architetti che già si conoscono e probabilmente già sciano insieme sulle piste o vuole usare quella pubblicità gratuita per offrire opportunità di scouting verso nuovi talenti che hanno bisogno di luoghi dove far crescere le idee? Puntiamo alla seconda, decisamente alla seconda.

Giuseppe Geppo Di Mauro
This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Coolmix