Dall'asso al re come leggere le carte è un affare (anche) per non professionisti?

How to di un antico adagio: nelle carte ci sono più letture. Abbiamo chiesto a un esperto di spiegarci le basi di un'arte.

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Quando parliamo di lettura delle carte ci riferiamo principalmente ai Tarocchi, uno strumento antico e molto affascinante. Ma questa non è l’unica lettura nel suo genere. Esiste infatti anche una divinazione che si basa sull’interpretazione delle carte normali, quelle che si usano per giocare a giochi quali la briscola, in pratica quelle che partono dall’asso fino al sette e che si concludono poi con il fante, la donna e il re. Perché (e come funzionano)? Semplicemente perché si rifanno ai numeri, alla numerologia, al significato più profondo di una antica scienza che collega le cifre ai destini. Specifichiamo: questa è una primissima base per principianti sulla lettura delle carte.

L’Asso. È la carta collegata al numero uno, ovvero al numero che esprime una forte componente individuale, che parla di eventi importanti, unici (l’uno è il tutto). Per questo se l’asso è di cuori dovremo aspettarci un grande successo amoroso o affettivo, se è di quadri un risultato importante che riguardi il lavoro o i guadagni (più in generale ogni successo materiale o che abbia una componente quantificabile, economica), se è di fiori racconta di un evento che ci porterà serenità, gioia, soddisfazione, che migliora la vita (può indicare anche un matrimonio), mentre se è di picche esprime di un evento negativo, un cambiamento importante e netto.

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Il due. Il numero che ci racconta il distacco, la socialità. Il due è insomma l’energia che fa succedere gli incontri, che consente alle cose di accadere - sebbene si tratti di avvenimenti che sono perlopiù accessori a quelli indicati dall’asso. E dunque un due di cuori parlerà del processo di innamoramento, quello di denari di nuove opportunità, di possibili viaggi o novità in arrivo, quello di fiori indica rasserenamenti e chiarimenti. E il fatidico due di picche? Beh, di un rifiuto, di una negazione, di qualcosa che non andrà come avremmo voluto.

Il tre. Qui abbiamo il confronto, la competenza, i primi risultati in seguito a qualcosa che si è mosso. Indica piccoli successi che avranno però bisogno di essere confermati e sostenuti da carte più forti, più importanti. Il tre di cuori descrive una situazione affettiva tranquilla, gradevole, quello di denari un piccolo guadagno o una situazione professionale accettabile, quello di fiori rileva armonia nella quotidianità, nel presente, quello di picche minaccia scontri e frizioni risolvibili, che possono essere chiariti.

Il quattro. Il quadrato fa… quadrato, ovvero blocca, stabilisce, definisce e razionalizza. Indica stabilità e completezza, promesse di consolidamento e di qualcosa che sia destinato a durare. Con i cuori propone ovviamente il consolidamento di un sentimento, con i denari un aumento di stipendio, un’assunzione o un’entrata economica fissa, con i fiori una serenità destinata a durare e con le picche il consolidarsi di una situazione negativa, ad esempio una rottura definitiva. Oppure qualcosa che non ci piace ma che non offre speranze di miglioramento.

Il cinque. È un numero legato alla condizione umana, ai destini che possono essere mutevoli (ognuno di noi vive sotto l’influsso delle stelle che, non a caso, vengono disegnate a cinque punte). Generalmente esprime limitatezza, incompletezza, per cui se declinato ai denari racconta di guadagni esigui o di una situazione lavorativa precaria, se ai cuori di un rapporto che vacilla, che non convince, se ai fiori di una situazione destinata a essere meno facile e meno soddisfacente, se alle picche di insoddisfazioni e di insofferenza verso una certa situazione o realtà.

Il sei. Racconta di stabilità, di completezza ma più legata all’equilibrio, alla maturazione. Perché il sei è il doppio del tre, ovvero il proseguimento di ciò che il tre aveva solo iniziato (pensate che il polo nord di Saturno, pianeta del consolidamento, ha una forma esagonale). Lo sanno bene le api quando costruiscono le loro cellette. Se dedicato ai cuori aiuta a far crescere un rapporto, ai denari migliora una situazione professionale o economica, ai fiori rende più solida e facile una situazione, alle picche invece promette un non miglioramento, una prosecuzione di qualcosa che non ci piace.

Il sette. Simbolo della mente razionale ma soprattutto della fortuna, del settimo giorno, quello di Dio. A differenza del quattro che stabilizza, il sette esprime fortune rumorose e evidenti ma passeggere, che non sono destinate a durare troppo a lungo. Così se il sette sarà di denari allora suggerirà un arrivo di denaro o un importante riconoscimento intesi però come singolo episodio, se è di cuori un innamoramento, un colpo di fulmine che dovrà però essere meritato e coltivato per avere un seguito, se è di fiori una situazione che offre gioia e armonia, benessere, se è di picche minaccia un evento sfortunato, un rovescio di fortuna, appunto.

Il fante. Si collega all’8 che è il numero del successo materiale, di tutto ciò che si può ottenere senza però avere anche imparato a conservare, a gestire facendone tesoro. Qualcosa che potrebbe quindi andare perso. Il fante di cuori parla di un amore effimero, passeggero, quello di denari di successi professionali o materiali modesti e discutibili, quello di fiori di un partner poco affidabile, forse non fedele, quello di picche identifica infine una persona bugiarda, una situazione assolutamente non chiara.

La donna. Seguendo la sequenza numerica, essa viene collegata al 9, numero di trascendenza, di spiritualità, di un potere non materiale, di una crescita interiore. Ma, nella pratica, racconta di figure femminili che vivono e che si muovono accanto alla persona che richiede la lettura. La donna di cuori sarà l’amante o la fidanzata, quella di denari la capa o la collega, quella di fiori la moglie o la parente, quella di picche la nemica (può anche simboleggiare un problema oggettivo).

Il re. Ecco la carta più alta, quella che completa, che domina tutte le altre. Il re è una carta portatrice di fortuna (a meno che non sia di picche), che indica persone potenti e capaci di aiutarci, di starci vicino. Se il re appartiene ai cuori allora parliamo di un partner serio e innamorato, se è invece di denari possiamo contare su soci, colleghi e capi che ci sono amici, che ci sanno fare. Il re di fiori racconta di mariti, di parenti o di amici di cui possiamo fidarci, mentre quello di picche è un nemico in genere, una persona da cui proteggerci, di cui non fidarsi.

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