Teorema (ipotetico) dell'instagrammabilità: date due stanze in formato 1:1, riceverà più like quella che sarà identificabile come "stanza da millennials". Tradotto per i non pratici dell'estetica millennials, significa incontrare il gusto di chi ha saputo cogliere lo stile del nuovo millennio. Slogan motivazionali in grafica pop, tocchi di pastello polveroso, giungle domestiche affollate di vegetali, qualche mobile vintage pescato in negozi specializzati o mercatini di fortuna, altissimo livello di "comprensione" parte terzi. Qualunque #roomporn su Instagram che possa far scattare l'impulso di riprodurre quell'esatta estetica nel proprio appartamento, un click-to-buy che accorcia la distanza tra desiderio e acquisto, è verosimilmente uno scatto che rappresenta in pieno lo stile millennials.

Ma cos'è l'estetica millennials? Quali oggetti la rappresentano e descrivono?

Gli stilemi riguardano palette colori e forme morbide, tondeggianti ma non così tanto da affogare nel retrofuturismo nostalgic-pop dello stile anni 60. La regola dei corsi e ricorsi storici non è solo una categoria filosofica, anche il design ci fa spesso i conti: la moda del marrone, indissolubilmente legata agli anni 70, è poi tornata a cicli meno impattanti ma comunque vivissimi. La scelta del legno au naturel nelle case dei millennials deriva strettamente dalle mode estetiche che si rincorrono e si ripropongono a seconda delle varie sfumature epocali di colore. Smussare è una delle parole chiave che strutturano questa estetica, avvolgendo ogni campo d'azione: anche la grafica e la tipografia dei font in cui scrivere i poster motivazionali si adeguano. Sans Serif come se non ci fosse un domani, con il trionfo dell'Helvetica, dell'Arial e del Futura che diventano a loro volta rappresentazione di un movimento intergenerazionale. Pur essendo millennial un termine volutamente generazionale e non culturale, lo stile millennial non si fissa su due estremi di età stabilita, ma conquista eterogeneamente anche chi è lontano dal concetto di generazione millennial.

Photo by Daniil Silantev on Unsplash
Unsplash.com

Il fascino basilare dello stile delle case millennial, sostiene Molly Fisher su The Cut, è quello di essere praticamente per tutti. In un certo senso, e non senza una critica diretta, è una livella che avvolge in una nuvola di pink millennial, il colore che meglio ne filtra l'estetica, ogni superficie che tocchi: finto minimal (perché il minimalismo richiede una severità e un rigore di cui l'estetica millennial manca completamente, vista la sua eterna propensione allo smusso), finto semplice, commerciabilissima, la sua effimera sostanza è tanto potente da risultare quasi eterna. Vende un'eterna promessa di novità, uniforma chi vi sottostà, regala un senso di pace attraverso forme morbide e pulite estremamente rassicuranti. La sua capacità penetrativa potrebbe presto arrivare a un esaurimento di potenza, ma al momento, nonostante i limiti ampiamente esposti da una saturazione compulsiva, lo stile millennials è ancora fondamentalmente dominante.

Adattabile a qualunque esigenza o idea, perché non esistono regole nette da seguire.

Photo by Andrew Spencer on Unsplash

La forza dell'estetica millennials si deve a diversi fattori. È uno stile che seduce al primo sguardo grazie a una delicatezza che gli eccessi di rigore, o al contrario il kitsch, non hanno mai posseduto. La vena naïf è tenuta sotto controllo dai lettering che popolano i poster domestici, la palette Pantone alterna flash di tinte forti a dusty pastels dall'effetto calmante. Le collezioni di piante, meglio se esotiche e aromatiche, fanno sì felici i vivaisti ma non sono altro che la traduzione dell'antica arte del gardening, solo trasferita tra le mura di casa in mancanza di giardini da coltivare. La società, eterno riflesso dello spirito del tempo, ha assorbito perfettamente le modifiche dettate dai cambiamenti di spazi. Il ritorno in auge progressivo dello stare a casa, prima dovuto forzatamente ai crack finanziari del 2008 e alle conseguenti recessioni economiche mal tamponate dai governi, oggi dettato dalla ragionevole prudenza e coscienza sociale per limitare i contagi da coronavirus, si è concretizzato in uno stile accogliente e dolce quanto basta, prosciugato dal rischio di saccarina con pennellate pop di colore che lo rendono estremamente fruibile. E adattabile a qualunque esigenza o idea, perché non esistono regole nette da seguire.

La forza dell'estetica millennials è il suo essere fluida, liquida, permeabile e accogliente

BernineGetty Images

Nella critica all'arredare in stile millennial emerge un dato di fatto: la cura attenta alle case millennial è stata prima di tutto un guadagno culturale. Ottimisticamente, potrebbe essere letta come il gradino più alto della democratizzazione di un certo tipo di design semplice (anzi, semplificato), di comprensione immediata ("leggibilità", la definisce la Fisher) e facile approccio. E a parziale difesa, non è detto che nella massa indistinta di acquisti tutti uguali non ci sia comunque un gusto personale che si discosta definitivamente dalle bacheche Pinterest, evitando di copiarle pedissequamente. I nuovi consumatori sono diventati molto più attenti al design, alla multifunzionalità degli spazi domestici, al recupero e al riciclo, ai toni pastello che calmano tumulti solo a guardarli. A differenza del passato, non si sentono vittime di un dogma artistico/architettonico da seguire ciecamente. La forza dell'estetica millennials è il suo essere fluida, liquida, permeabile e accogliente. La vie en rose di una generazione che non smette di cercare i suoi beni rifugio.

This content is imported from {embed-name}. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site.