Come lavare i cani in casa senza che diventi un film comico

I preziosi consigli da una toelettatrice per un ricreare in casa una dog spa perfetta + il bagno di Maia, Smilla e Ruby.

"Vivo da solo anzi convivo da tre anni con Maia, una levriera afgana orgogliosa, super smart e indipendente, ma anche amante delle piccole attenzioni come le carezze in mezzo alle orecchie, le passeggiate speciali cioè quelle più lunghe e in mezzo al verde, quando le faccio indossare gli snoods (speciali paraorecchie che trattengono le orecchie onde evitare che finiscano nella ciotola, ndr) e il rituale serale della spazzolatura che per entrambi, penso e spero, è il momento più rilassante della giornata", racconta Matteo, fotografo 53enne. "Come lavare il cane è una domanda che non mi sono mai posto fino a ora dal momento che ho sempre portato Maia ogni mese in un salone di toelettatura per animali. Poi l'emergenza Coronavirus mi ha portato prima a sciogliere il dilemma se il mio cane potesse essere un potenziale untore e quindi andasse trattato in un certo modo - no, secondo l’OMS e la comunità scientifica non ci sono prove che i quattrozampe possano essere una fonte di pericolo attiva nella trasmissione dell’infezione all’uomo - poi a fare una lunga ricerca su come organizzare la nostra dog spa at home. Mi sono fatto arrivare uno shampoo districante per cani a pelo lungo con olio di Neem e ci siamo messi all'opera. Sono stato attento a non insaponarle il muso, gli occhi e le orecchie e mentre la pettinavo delicatamente durante il risciacquo non ho mai smesso di ripeterle quanto fosse brava! Lei lo è stata davvero, penso mi sia venuta incontro notando la mia completa inesperienza. Con l'asciugatura con phon tiepido e la spazzolatura finale siamo andati via lisci. È stato divertente, sfidante e molto faticoso per entrambi. Mentre lei si riposava, mi sono fatto una doccia, poi siamo crollati tutti a due sul divano", conclude con aria soddisfatta il padrone di Maia.

Francesca, 38 anni, impiegata, descrive il momento del lavaggio del suo Jack Russel come buffo. "Da quando sono nata, e di anni ne sono passati, ho sempre avuto un cane, anzi per un periodo due e per un altro un cane e un gatto. Il momento del lavaggio è sempre stato divertente, a volte tragicomico. Smilla, il nostro Jack Russel, adora l’acqua in ogni sua forma, ha provato fiume, mare e piscina, ama nuotare ed è difficile tenerla lontana. Il momento del bagno con lei non è mai stato un problema. Per un periodo non avevamo la vasca da bagno e faceva la doccia. A volte l'abbiamo fatta insieme. Stava seduta e con un'espressione di godimento sul muso si lasciava massaggiare e insaponare. Sembrava quasi che aspettasse che il suo shampoo per peli bianchi facesse effetto. Il momento più esilarante è quando dopo il risciacquo si scuote spargendo acqua in ogni dove. Poi aspetta che qualcuno le stenda un asciugamano per terra dove per un tempo imprecisato si rotola felice. Tutto cambia quando vede comparire il phon. Con aria mesta, un po’ da cane abbandonato si siede e si arrende al suo destino, l’asciugatura. Quando ottiene il via libera scappa fuori dal bagno e corre per casa come una matta, bella felice e fresca di piega”.

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Più la famiglia è numerosa meglio si riescono a distribuire i compiti. Poco più di tre anni fa Ruby è stato accolto con questa premessa nella famiglia di Alessandra ed Emilio, entrambi 47enne impiegati nel settore farmaceutico. "È arrivato tra noi a ottobre 2016. Era un cucciolo di meticcio nero con il petto e i calzini bianchi. Le nostre tre figlie, di 15, 12 e 7 anni, che lo hanno desiderato a lungo, si occupano di lui dandogli da mangiare alla mattina e alla sera, ogni tanto portandolo fuori, ma soprattutto è loro e solamente loro il compito di lavarlo! La prima volta è stato un gioco da ragazzi perché Ruby non sapeva a cosa stesse andando incontro ma da quella volta farlo entrare nella vasca è sempre una vera e propria impresa! Appena capisce che è arrivata l'ora del bagno comincia a correre per la casa fino a quando una di loro con un tranello riesce a prenderlo in braccio, 18 kg di cane, un'altra prepara l'accoglienza nella vasca e l'altra tiene chiusa a porta del bagno. Una volta in vasca si arrende e abbassa le orecchie. Una di loro gli fa le coccole e gli dice paroline tenere, un'altra lo riempie di schiuma e lo massaggia mentre la terza lo spazzola energicamente. Usano lo shampoo a secco quindi non dev'essere bagnato. Lui detesta l'acqua. L'operazione deve essere anche abbastanza veloce perché il rischio è che Ruby si spazientisca e scappi dalla vasca. Dura pochi minuti. Una volta spazzolata via la schiuma, lo asciugano con un panno di cotone e lo lasciano uscire dal bagno. Con il pelo lucido e arruffato si va ad accucciare con aria mesta e un po' arrabbiata in un angolo. Dopo pochi minuti è il solito simpatico giocherellone".

Lavare il cane in casa quindi non è un'impresa impossibile. La difficoltà certo cambia in base alla taglia, alla lunghezza del pelo, allo stile di vita e al carattere del cane stesso. "Per quanto riguarda la frequenza del bagno io consiglio una volta al mese per i cani di taglia grande o con molto sottopelo mentre ogni due settimane per i cani di taglia piccola e con pelo lungo tipo Maltese o Barboncino. La scelta va fatta anche in base a quanto il cane frequenta le aree a lui predisposte e i parchi o se sta molto in casa e se il proprietario lo spazzola e tiene puliti ogni giorno zampe, occhi e parti intime. In caso di dermatiti è sempre bene lavarlo con prodotti specifici prescritti dal veterinario mentre quando un cane è cucciolo meglio aspettare di avere concluso il ciclo vaccinale quindi intorno ai tre o quattro mesi prima di fargli il bagno. Se il cane è molto anziano e/o malato bisognerà farsi suggerire le soluzioni migliori da un toelettatore professionista", spiega Debora Belli, toelettatrice da 20 anni e titolare di Dog in the city a Milano, centro di toelettatura che organizza corsi per proprietari che vogliono imparare a prendersi cura del proprio cane. Si tratta di due serate personalizzate durante le quali si impara a lavare, pettinare e se si vuole anche a tosare il proprio cane o gatto.

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Cosa fare se il cane non vuole essere lavato? "Bisogna fare delle distinzioni. Nel caso di un cucciolo bisognerà abituarlo con molta calma e pazienza e non improvvisarsi con il fai da te, ma seguire attentamente le indicazioni di un professionista. Nel caso di un cane adulto bisognerà valutare se può essere sufficiente almeno per un periodo usare delle salviettine igienizzate, o semplicemente una spugna con acqua tiepida. Evitiamo l'aceto che lascia un odore molto forte e rischia di seccare la pelle. Anche in questo caso rivolgetevi a un professionista che potrà valutare il caso e darvi consigli mirati. Molto spesso il problema è nella gestione generale del cane e quindi bisogna ristabilire un corretto rapporto di fiducia e collaborazione tra cane e proprietario. Altre volte semplicemente il proprietario non usa le tecniche giuste e quindi può fare male o spaventare il cane".

Cosa ci si organizza per fare il bagno al cane in casa? "La soluzione migliore è la vasca. Consiglio di utilizzare un vecchio guinzaglio per ancorare il cane al rubinetto. Non è nulla di traumatico, serve solo a fare capire al cane che deve stare lì così tutto è molto più semplice. La considero una misura di sicurezza poi ovviamente ci sono cani collaborativi che non hanno bisogno del guinzaglio. Chi dispone solo della doccia sarà obbligato a entrarvi insieme al cane. Occorre utilizzare uno shampoo specifico per cani, e nel caso in cui sia stato prescritto da un veterinario uno shampoo dermatologico specifico usare sempre e solo quello senza altre aggiunte. È sempre bene usare anche il balsamo, meglio se specifico per cani. Bisogna inoltre avere sempre a disposizione un cardatore (un attrezzo che grazie a delle setole di metallo va a sbrogliare il pelo, ndr) in quanto il cane va spazzolato prima di essere lavato, mentre ha lo shampoo in posa e mentre ha il balsamo. Questo è il modo migliore per distribuire bene lo shampoo e farlo penetrare in modo ottimale nel pelo, cercando di togliere il pelo "morto" e i nodi. Inoltre è sempre bene diluire lo shampoo nell'acqua ed è ottimo utilizzare una spugna per distribuire inizialmente lo shampoo sul cane. Ovviamente servirà poi un asciugamano e il phon".

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Cosa non bisogna mai fare quando si fa il bagno al cane in casa? "Bisognerà sempre fare attenzione alla temperatura dell'acqua, che deve essere tiepida, a seconda della stagione, mai troppo calda né troppo fredda. Attenzione agli occhi! Se dello shampoo dovesse entrare negli occhi sarà sufficiente sciacquare subito con acqua fresca. Bisogna prestare particolare attenzione quando si utilizzano shampoo per manti bianchi, spesso più irritanti per gli occhi. Anche le orecchie dovranno essere lavate facendo attenzione a non farvi entrare acqua e soprattutto asciugandole molto bene con del cotone o dello Scottex subito dopo il bagno. Questo procedimento è fondamentale per la salute dell'orecchio".
Come va asciugato un cane dopo il bagno in casa? "Per quanto riguarda l'asciugatura si dovrà prima procedere con uno o più asciugamani tamponando il più possibile senza sfregare, pena la formazione di nodi, poi bisognerà procedere con il cardatore e il phon insieme. Bisogna spazzolare dove il phon dirige l'aria calda in modo che il pelo si apra e si possa spazzolare partendo dalla cute. Basta pensare al parrucchiere quando ci fa la piega!".

Cosa cambia in questo periodo di emergenza in merito all'igiene del cane? "In realtà dovrebbe cambiare veramente poco se il proprietario ha una buona e costante cura del proprio cane ovvero se lo spazzola tutti i giorni o a giorni alterni, gli pulisce le zampe al rientro dalla passeggiata con delle salviettine igienizzanti o mettendole sotto l'acqua in caso di sporco più importante. Un consiglio che mi sento di dare per garantire un'ottima pulizia del pelo del cane e delle zampe è l'uso dell'argento nano colloidale. È uno spray inodore, non irrita ed è un valido antibatterico e antivirale naturale. Numerosi studi clinici indicano che l'argento uccide molti virus e batteri. Gli antichi greci e i romani usavano contenitori d'argento per contenere e proteggere i liquidi deperibili dagli organismi nocivi. Nel contesto medico è entrato in pratica circa 150 anni fa come un mezzo per proteggere il corpo contro le infezioni ed è rimasto molto popolare fino all'avvento degli antibiotici. Può essere spruzzato sulle zampe al rientro della passeggiata per disinfettarle, ma anche sul corpo del cane prima di uscire poiché rimane sul pelo. È ottimo per coadiuvare la cura delle otiti e irritazioni varie della pelle, e aiuta a tenere puliti gli occhi dalle antiestetiche zone rosse di lacrimazione", conclude Belli.

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