Narra la leggenda che nell’estate del 1977 il fotografo Slim Aarons pranzò con la principessa Grace di Monaco e con Caroline al ristorante dell'Hotel Goldener Hirsch di Salisburgo. Si dice anche che durante il rendez-vous l’ex attrice abbia chiesto al fotografo di assumere la figlia Caroline, allora ventenne, come sua assistente. Slim pare abbia sorriso. Aggiungendo poi con sguardo diabolico: “Cara Grace. È un’idea fantastica... ho solo una domanda per Caroline: sei disposta davvero ad alzarti tutte le mattine all’alba?”. Testimoni raccontano che a tavola improvvisamente calò il gelo. E che pochi istanti dopo si parlò di tutt’altro, come se nulla fosse.

Slim Aarons alle Hawaii nel 1955.
Slim AaronsGetty Images

Perché a dispetto del volatile jet-set, delle mega piscine turchesi, delle sontuose ville in marmo bianco e degli ettolitri di champagne in riva al mare immortalati nei suoi scatti glamour, il mondo di Slim Aarons è sempre stato un rigidissimo intreccio di regole ferree. Per diventare suo assistente, ad esempio, bisognava rispettare otto veri dogmi: “niente valigie pesanti, niente racchette da tennis, niente appuntamenti dal parrucchiere, niente shopping, niente giorni di riposo, niente fidanzati, niente passeggiate turistiche e niente fotocamere". Mentre era considerato un assioma il fatto che nei suoi reportage non si potessero mai vedere tre capi: t-shirt, scarpe da tennis e jeans.

Carlton Hotel, Cannes, 1958
Slim AaronsGetty Images

Sembra quasi un paradosso, ma per raccontare la morbidezza del bel mondo, occorreva tutta la durezza del soldato. E Slim, soldato lo era stato per davvero. A 18 anni, si era arruolato nell’esercito americano finendo dritto a West Point dove passava le giornate a ritrarre manovre militari. Poi, durante la Seconda guerra mondiale, grazie al regista Frank Capra, era stato mandato prima a Londra e poi sul fronte occidentale. Era un fotoreporter combat, di quelli che vengono continuamente sfiorati da granate e proiettili e che testimoniano l’orrore in prima persona, senza risparmiarsi nulla. Lui lo faceva armato di una piccola Leica. Ha seguito il conflitto in Italia. Il bombardamento di Monte Cassino, lo sbarco ad Anzio, dove venne ferito allo stomaco e si guadagnò il Cuore viola, un’importante onoreficenza militare americana. “L'ho regalata a una bionda conosciuta dopo la guerra. – ha raccontato - Le piaceva da impazzire quel colore”. Ma Slim non è mai stato un tipo da attacchi di mortaio e mezzi pesanti. “Dopo aver visto un campo di concentramento – ha raccontato – non hai più voglia di vedere altre cose orribili. È in guerra che scoperto che l'unica spiaggia su cui vale la pena sbarcare deve essere piena di ragazze in bikini che si abbronzano al sole". E così è stato, da quel momento in poi.

Lillian Crawford, moglie dell’attore Lee Kinsolving, a Palm Beach, 1970.
Slim AaronsGetty Images

Slim Aarons ha scelto di raccontare, come pochi altri, il mondo dorato, quello delle celeb e della dolce vita. Ha fotografato Capri e la Costa Azzurra, il lago di Como e Acapulco, Newport e Palm Spring. Mick Jagger e Kirk Douglas. Giocatori di Polo, principi e duchi.

Se nell’arte David Hockney è stato il più grande cantore delle piscine, lui lo è stato nella fotografia. Se nella letteratura Truman Capote e Noël Coward erano stati sublimi nel descrivere l’alta società, lui lo è stato senza dubbio nel trasformare le parole in immagini. Impossibile non rimanere sedotti dalla bellezza dei suoi album. Impossibile non desiderare di essere lì, in mezzo all’upper class, intenti a sorseggiare un Martini, persi in quell’universo rarefatto di carne e lusso, tanto inarrivabile quanto irresistibile.

Ospiti di Villa Nirvana ad Acapulco nel 1972 giocano a backgammon in piscina
Slim AaronsGetty Images


Divenuto leggenda per aver ritratto "persone attraenti in luoghi attraenti che fanno cose attraenti", Slim era nato nel cuore di Manhattan nel 1916. Ha passato l’infanzia fra New York e il New Hampshire, dove i nonni con cui era cresciuto avevano una fattoria. Dopo la guerra aprì un ufficio a Roma e passò alla rivista Life, che però cercò di spedirlo di nuovo al fronte, questa volta in Corea. Lui declinò l’invito, salutò e se ne andò a Los Angeles. Da quel momento in poi la sua vita non fu più la stessa. Sposò Rita Dewart e iniziò a lavorare per il magazine Holiday, in passato terra di conquista per scrittori come Faulkner e Steinbeck e ora in cerca di svecchiamento. Slim faceva parte di una scuderia che annoverava superstar come Arnold Newman, Henri Cartier-Bresson, Tom Hollyman e Fred Maroon. Inizia a frequentare la California. Uno dei suoi scatti più celebri è Kings of Hollywood, realizzato alla vigilia di Capodanno del 1957 nella Crown Room del ristorante Romanoff di Hollywood. Ci sono Clark Gable, Van Heflin, Gary Cooper e James Stewart. Sono elegantissimi. La rivista Smithsonian definirà quel lavoro "il monte Rushmore delle celebrità”.

Marbella Club, 1976
Slim AaronsGetty Images

"Conoscevo tutti", ha raccontato in un'intervista a The Independent nel 2002. "Mi avrebbero invitato a una delle loro feste perché sapevano che non avrei fatto loro del male. Ero uno di loro". È così, conquistando fiducia nei quartieri alti, che riuscì a immortalare Man Ray nel suo studio di Parigi e Joan Collins a letto con il suo barboncino rosa; Mick Jagger e Marianne Faithfull nella loro casa irlandese e la famiglia Hearst schierata in taffetà e cravatta nera; Babe Paley e il marito Bill, allora capo della CBS, nel cottage di Round Hill, in Giamaica e Madame de la Haye-Jousselin, discendente della Contea di Noailles, nel suo splendido castello. Il regista Alfred Hitchcock si è ispirato a lui e al suo appartamento newyorkese per girare Una finestra sul cortile.

Hotel du Cap, Antibes, 1969.
Slim AaronsGetty Images

Sono gli anni in cui Slim prendeva il tè con Jackie Kennedy e Marlene Dietrich, frequentava casa di Marilyn Monroe e della duchessa di Windsor. Sapeva perfettamente che per entrare in quel mondo rarefatto, off limits per tutti i comuni mortali, non poteva portarsi dietro strumentazioni ingombranti. Così limitava al minimo il numero di assistenti, si sceglieva una fotocamera, un paio di obiettivi e un esposimetro. E nulla di più. Il suo mantra è sempre stato: niente aiutanti, niente oggetti di scena, niente stilisti, niente luci, nessun problema. "Non faccio moda", dirà in seguito. "Faccio foto di persone con i loro vestiti e questo diventa moda".

Gianni Versace e Lalla Spagnol sul lago di Como, 1983
Slim AaronsGetty Images

A poco a poco le famiglie conosciute per la loro proverbiale privacy gli spalancarono i portoni di casa, gli armadi, la vita. I resort più chic lo incoraggiavano a entrare, da Il Pellicano a Villa D’Este. Slim Aarons rendeva sexy i ricchi moderni. Le sue foto dei banchetti di Acapulco dove si scorgono Douglas Fairbanks, Oscar de la Renta o Emilio Pucci fanno sognare ancora oggi, ma senza eccessi, senza sfarzo. Tutto è elegante, tutto ha un equilibrio, un ordine. L’alta società non è mai stata tanto seducente.

Il giardino della dimora di Johanna Von Oswald, 1986.
Slim AaronsGetty Images

Nel 1974 Slim ha pubblicato A Wonderful Time: An Intimate Portrait of the Good Life, che è un po’ la sua Gioconda, l’opera che più di tutti rappresenta il suo stile. Per molti, una pietra miliare del lifestyle. "Non credo esista designer americano che non abbia a casa una copia di questo volume", ha affermato lo stilista Michael Kors. Mentre per la designer Anna Sui quel tomo è "la guida per eccellenza del buon gusto senza tempo". Nel 2003 ha pubblicato Once Upon a Time. Mentre nel 2005 arriva, A Place in the Sun. Le sue foto Hanno ispirato e ispirano generazioni di fotografi. La campagna Versace, realizzata a fine anni 90 da Steven Meisel con Amber Valletta e Georgina Grenville, sembrava essere l’evoluzione naturale della storica serie firmata da Slim a bordo piscina nella casa Kaufmann di Richard Neutra, a Palm Springs.

Le sue immagini oggi sono un punto di riferimento assoluto.

Tanto da diventare soggetto ideale di storie, più o meno mitiche. Una di queste andava di moda qualche anno fa fra gli addetti ai lavori delle riviste di lifestyle e interior design. Faceva più o meno così:

"Se vuoi fare un servizio sulla vecchia Hollywood, con quale foto apri? Kings of Hollywood. Se vuoi fare un pezzo su Palm Beach, con quale foto apri? La risposta giusta è il ritratto della socialite C.Z. Guest accanto alla sua piscina ancora una volta firmato da Slim. E se vuoi fare una storia su Capri? ...”. Il senso era: se vuoi raccontare la bellezza e il beau vivre c’è sempre e solo lui: Slim Aarons.

La socialite C.Z
Slim AaronsGetty Images