Che casa compreremo da qui in avanti?

La domanda sorge dopo mesi di lockdown e nuove necessità avvertite: acquistare conviene?

appartamento
Westend61Getty Images

«Ieri ho sentito una cosa molto vera in un programma Tv molto stupido: una coppia è fatta di tre soggetti, due persone e la casa in cui vivono», mi dice Emanuela. Il lunghissimo lockdown è stato un test per le relazioni, ma anche per il rapporto che abbiamo con il luogo in cui viviamo. Siamo stati forzati a sfruttarne ogni pregio e a conoscerne nel dettaglio ogni difetto. Abbiamo imparato a usare le case come prima non avevamo mai sperimentato. Vale per tutti, ma i più consapevoli sono quelli che avevano lasciato in sospeso - a cavallo della pandemia - la ricerca di un immobile da comprare: sono l'avanguardia dell'abitare futuro in Italia, quelli che possono subito mettere in pratica la casa nuova in mondo nuovo. Come Emanuela, appunto, che lavora in una multi-utility globale e che alla fine del 2019 si era messa in una delle imprese più sfiancanti della vita contemporanea: acquistare un appartamento a Milano. Ricombinare gli elementi del desiderio immobiliare dopo la pandemia può avere effetti sorprendenti: «Lo smart working ha completamente cambiato le dinamiche della mia vita, potrebbe diventare strutturale e allora mi dico: perché non comprare una casa al mare? Oppure in provincia? Sto aspettando di vedere come si comporta il mercato, ma ora prendo in considerazione qualcosa che prima nel mio orizzonte non c'era: vivere in una città più a misura d'uomo, non lontana da Milano, come Rimini, o Modena,

per cercare a un budget umano una casa dove non stare chiusa per mesi a guardare i fantasmi e Netflix».

Se i futuri compratori sono il termometro di come è cambiato il nostro rapporto con la casa e la sua proiezione interiore, potremmo dire che piattaforme come Immobiliare.it e Casa.it sono la linea rossa che sale e scende, l'indicazione grafica della temperatura. I dati di Immobiliare per esempio dicono che - come tutti gli ex reclusi - gli italiani hanno fame di spazio. Rispetto all'inizio del lockdown c'è un aumento del 10% delle superfici minime medie impostate nelle richieste e del 7% di quelle massime. Sono aumentate le ricerche (+22% su maggio 2019) e si è allungato il tempo di visita: +42%. Carlo Giordano, ceo di Immobiliare, me lo spiega facendo riferimento alle dinamiche dello smart working: nessuno ci sorveglia, abbiamo più tempo per studiare. Ma c'è anche un desiderio diverso di conoscere meglio un posto che avrà un ruolo che prima non aveva nella nostra vita. «Quello che leggo nei nostri dati è meno attenzione all'estetica e più all'organizzazione degli spazi. Non colpisce più la vetrata mozzafiato, i mesi di lockdown hanno aumentato il senso pratico: quell'antibagno serve davvero? E quel corridoio?». Da ex reclusi, siamo diventati severi con l'uso dello spazio. Adopereremo in modo diverso anche le città, sono strumenti flessibili, adattivi. Casa.it ha una funzione chiamata Lifestyle Centric search, per abbinare la ricerca a determinati elementi collegati allo stile di vita. È un buon indicatore di percezioni, quello che scopriamo è banale ma fa impressione: non vogliamo più la casa vicino alla fermata della metropolitana ma quella accanto a un parco, siamo diventati feticisti del verde urbano. Gli spazi aperti sono la misura di come vediamo oggi il futuro: chiuso e angusto. Su Casa.it sono addirittura quadruplicate le ricerche di case con giardino a Milano: o è un'estrema forma di ottimismo immobiliare o un'altrettanto radicale visione negativa del futuro. Torneranno i vigilanti anti-runner e allora voglio uno spazio mio per correre.

Bernd Schwabedissen / EyeEmGetty Images

«Durante il lockdown, la nostra casa in affitto è stata casa, ufficio, chiesa, palestra, mensa, cinema», mi dice Simone, consulente. Con la moglie Antonella sta cercando da un anno un appartamento da comprare a Roma Sud. «Il balconcino è stato essenziale, come per tutti quelli che ne avevano uno: quell'ora d'aria era il centro della vita. Abbiamo sviluppato il desiderio di avere un terrazzo. E un piccolo spazio studio, per dividerci durante le ore di lavoro. Oggi nella nostra valutazione anche un metro quadro in più conta tantissimo». Mario Franci, direttore commerciale di Casa.it, usa una formula che sembra la parafrasi di un film di Sorrentino: il locale in più. Per studiare, lavorare, nascondersi. Chi cercava un bilocale ora punta al trilocale, chi voleva il trilocale ha messo nel mirino il quadrilocale. Simone mi racconta che appena finito il lockdown lui e la moglie hanno iniziato a vedere case con organizzazione militare, l'obiettivo è trovare prima della prossima chiusura, se mai arriverà, quasi una corsa contro il tempo.

«Ci dicono che il momento è favorevole»

Nomisma prevede che le transazioni immobiliari avranno due anni di calo, prima di tornare stabili e rigogliose nel 2022. È il momento giusto per cercare l'occasione e il colpo di fortuna, il mercato delle case è metà strategia e metà alchimia, servono fantasia, intuizione, eccetera eccetera.

Stefania e Michele vivono a Corato, un paese a nord di Bari, in Puglia. Nelle colonne delle statistiche e dei bilanci esistenzial-pandemici, sono tra le coppie che hanno vinto il jackpot della sfortuna di coppia: il loro matrimonio era previsto ad aprile, forse sarà a settembre, per ora provano a navigare con serenità l'incertezza e a capire almeno se durante il ricevimento sarà possibile ballare. Vivono in affitto e sono in cerca della casa della vita, pochi compromessi e molta prospettiva. Non hanno fretta, sono disposti ad aspettare il mercato come lungo il fiume del proverbio, e le dinamiche di ricerca in un paese di 50mila abitanti sono diverse da quelle di una grande città. Stefania mi dice che quest'anno ha imparato due cose che applicherà nella sua futura compravendita. «La prima è che la cucina è un rifugio, il luogo più importante della casa, il posto dove per me è stato più piacevole stare. Nella casa che compreremo serviranno più spazio, più attrezzature e più luce in cucina». La seconda è il valore del silenzio. «Abbiamo sentito tanti rumori, troppi rumori, abbiamo vissuto una maternità condivisa, quella dei vicini. La gentrificazione del futuro è l'insonorizzazione», dice ridendo, ma nemmeno troppo. Tra gli incroci esistenziali resi ancora più complicati dal Covid-19 ci sono poi le coppie che vivono a cavallo di un confine, come Agnese, fotografa che vive a Milano, e James, esperto in relazioni internazionali, residente a Londra. Compreranno casa e si ricongiungeranno. Per ora Agnese sperimenta il perverso piacere della visita virtuale in videochiamata e nel frattempo riflette come un naufrago a cosa si può salvare e cosa no. «Mio marito è inglese, per lui il giardinaggio è sacro. Ma a Milano? Lo spazio serve, visto che lavoreremo da casa. Ho provato a valutare Segrate, ma alla fine la mia area di ricerca è rimasta la stessa». Franci di Casa.it intravede tra gli algoritmi e big data l'esistenza dei nuovi conflitti interiori: «Ci sono due tendenze opposte. Da un lato andare verso le periferie e guadagnare spazio, dall'altro evitare di allontanarsi per non dover usare troppo i trasporti». Quale vincerà? «Per me il cambiamento sarà la non negoziabilità degli spazi aperti». La FAO lo diceva che il 2020 sarebbe stato l'anno delle piante.

Westend61Getty Images

E poi ci sono i grandi amori, quello che scoppiano all'improvviso. Beatrice è una performer e artista, gestisce uno spazio shibari a Roma e vive con la compagna in una casa in affitto dalla forma strana: spazio interno contenuto, ma un grande terrazzo. «L'estate scorsa ci avremo fatto al massimo due cene, invece quest'anno è stato essenziale. Non sono mai stata attaccata alle cose, o alle case, ne ho sempre cambiate tante senza fatica, non metto quadri alle pareti, mi è sempre sembrato tempo perso». Per Beatrice, come per tantissime persone, questa è stata una stagione di cambiamenti profondi e sorprendenti. «Durante il lockdown per la prima volta nella mia vita ho messo radici, ho pure messo i rampicanti in terrazza, ci metteranno sei anni a diventare belli. Ma finalmente sento di avere tempo per aspettare». E così, finale a sorpresa, Beatrice e Cecilia faranno un'offerta per un passo che prima non avrebbero mai nemmeno ipotizzato: comprare quella strana casa col grande terrazzo.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Coolmix