L'amore e il sesso degli animali

Avete presente il podcast Il gorilla ce l'ha piccolo in cui Vincenzo Venuto racconta la sessualità di scimmie e pesci palla? Buone notizie: ora Il gorilla è anche un libro, tutto da scoprire.

Adrien BOUCHET / 500pxGetty Images

Il modo di mettersi in mostra del pesce palla giapponese (per riuscire a fare sesso), la durata dell’amplesso dei pappagalli (sì, ancora sesso), le ardite costruzioni architettoniche degli uccelli giardinieri per farsi scegliere dalla femmina (sì, il motivo è sempre quello). Il desiderio sessuale non muoverà il sole e le altre stelle ma di sicuro muove (e parecchio) tutte le creature viventi, perché l’evoluzione non seleziona i più adatti a sopravvivere ma i più adatti a riprodursi, come spiega Vincenzo Venuto - biologo, etologo, autore e conduttore tv , divulgatore scientifico - che ci ha raccontato la sessualità degli animali (uomini inclusi) e molto altro in Il gorilla ce l’ha piccolo, seguitissimo podcast della piattaforma StorieLibere. Ora Il gorilla ce l’ha piccolo è anche un libro (di HarperCollins con storielibere.fm) con approfondimenti, nuove prospettive e dettagli (e con le illustrazioni di Nicoletta Pucci) tutti da scoprire.

Bene, riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio. Cosa c’entrano con noi le misure del gorilla? C’entrano eccome, perché noi uomini non siamo una cosa diversa dal mondo che ci circonda. Ogni nostro comportamento è frutto di un percorso evolutivo. Io nel podcast e nel libro ho cercato di fare questo. Rispondere a perché non così semplici – ad esempio perché ci innamoriamo? perché sentiamo le farfalle nello stomaco? - da un punto di vista biologico evolutivo. E di guardare l’uomo come un animale tra gli altri.

Difficile? Difficilissimo. Io sono un uomo, non riesco a tanto a osservarmi, di mezzo ci sono la mia cultura, la mia storia. È difficile diventare un “biologo” alieno e guardare le cose dall’alto, però ci ho provato.

Courtesy Vincenzo Venuto

Osservare la sessualità delle altre specie che cosa ci fa capire della nostra? Parecchie cose. Esempio: il gorilla come abbiamo già detto ce l’ha piccolo, ha un pene di 3 centimetri, e testicoli grandi come noccioline. Lo scimpanzé ha un pene non lunghissimo ma i testicoli che pesano 300 grammi l’uno. L’uomo ha dei testicoli medi e un pene bello grande rispetto agli altri primati. Perché? Per capirlo dobbiamo osservarne il comportamento sessuale. Il gorilla ha un harem: è l’unico maschio, non ha il problema della certezza di paternità (non gli servono testicoli molto grandi) e non ha bisogno di soddisfare le femmine, sono lì e sono sue. Lo scimpanzé ha i testicoli così grandi perché sono animali promiscui, e i figli nascono da chi produce più spermatozoi.

E noi? L’uomo ha testicoli medi e questo ci dice che siamo promiscui ma non tantissimo - siamo un po’ scimpanzé e un po’ gorilla - e un pene grande che ci racconta appunto che per noi il sesso, l’atto sessuale, il godimento, è fondamentale per far sì che una coppia rimanga stabile e unita.

A proposito di coppie stabili e unite. I mammiferi non sono particolarmente fedeli. Quanto ci riguarda? I mammiferi e le grandi scimmie antropomorfe sono poligami. Nell’uomo ci sono di mezzo l’amore, il sentimento. In più la fedeltà sessuale è importante sia per tenere unita una coppia sia per avere un obiettivo comune che è quello di tirare su un figlio. Però nasciamo poligami. L’evoluzione a un certo punto ci trasforma in monogami. Diciamo che i maschi in generale tendono a essere meno fedeli delle femmine (ma anche le femmine tradiscono), ma il tradimento è nella nostra specie.

Nel gioco del sesso, racconta, le femmine scelgono sempre. Come scelgono quelle umane? Questo è uno dei noccioli della questione. La scelta è molto raffinata, una mia amica in un uomo guardava come guidava perché il modo di guidare ci può dare parecchie e sorprendenti informazioni. Diciamo che le donne sono delle grandi osservatrici, riescono a cogliere i dettagli più infinitesimali del comportamento del maschio forse anche senza accorgersene, c’è tutta una parte legata alla fisicità, all’odore, alla bontà genetica del maschio. Sono osservatrici meravigliose che certe volte mi spiazzano (io provo a fare l’etologo dell’uomo ma non ce la faccio, loro sono molto più brave comunque).

Nicoletta Pucci
Qui una delle illustrazioni di Nicoletta Pucci.

Qual è la specie che non ti stancheresti mai di osservare? Ho lavorato tanto con i pappagalli, sono quelli che mi hanno fatto innamorare dell’etologia, e sono diventato biologo perché tutte le creature viventi mi interessano. Ma Il gorilla è nato perché la specie che più mi interessa, perché è la più misteriosa di tutte da un punto di vista biologico evolutivo, è l’uomo. Mi ha sempre incuriosito molto e gli studi etologici su di noi sono rarissimi.

Abbiamo detto che evoluzione e sesso sono strettamente legati, oggi ci sono un sacco di problemi legati appunto a questa sfera, dal calo del desiderio in poi. Vuol dire che abbiamo smesso di evolverci e ci estingueremo? (Ride) Chi lo sa. Non sono un sessuologo o uno psicologo, ma non credo. Ci riferiamo come sempre alle cose che abbiamo intorno e non vediamo mai oltre il nostro giardino. Se consideriamo le popolazioni umane nel loro complesso, non mi sembra che ci stiamo estinguendo, anzi stiamo diventando un po’ troppi su questo mondo. E appunto considerando l’intera popolazione mondiale, direi che no, non sarà questo a farci estinguere.

Courtesy HarperCollins storielibere.fm
Il libro di Vincenzo Venuto, Il gorilla ce l'ha piccolo sarà in libreria dal 3 settembre (HarperCollins in collaborazione con storielibere.fm, € 18)

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