Con la pandemia siamo diventati tutti più gentili sul lavoro?

Nella Giornata Mondiale della Gentilezza, analizziamo/sondiamo/scopriamo cosa succede dentro e fuori le videocall fra colleghi su Teams.

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Ada daSilvaGetty Images

“Amabilità, garbo, cortesia nel trattare con altri”. Per chi non l’avesse ancora chiaro, il significato di gentilezza, è questo, secondo l’enciclopedia Treccani. Non, “io ti ho offerto il caffè alla macchinetta e quindi tu in cambio mi spifferi quel gossip sulla collega” oppure “oggi il capo mi ha fatto un complimento davanti a tutti in riunione, se dovesse avere bisogno di me nel weekend non potrei dire di no”… e via discorrendo verso le interpretazioni più o meno ampie, più o meno giuste, di questo termine tanto sbandierato, molto poco adottato. In occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza, che si celebra ufficialmente ogni 13 novembre, si spera non lasciando scoperti gli altri 364 giorni, InfoJobs ha realizzato un’indagine sulla gentilezza al lavoro. Provare a capire se e come sia ricambiata, soprattutto ai tempi di Covid-19, la piattaforma italiana dedicata alla ricerca di lavoro online, ha intervistato 1.953 lavoratori dai 18 anni in su. Il risultato? È dolceamaro.

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1 Quanto spazio c’è per la gentilezza sul lavoro?
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Secondo il 64,3% degli intervistati nel mondo del lavoro c’è sempre spazio per la gentilezza, anche se un 25,4% crede dipenda da contesto, ruolo e settore lavorativo, e un 10,2% invece considera l’ambiente di lavoro troppo competitivo e quindi non adatto ad atteggiamenti gentili.

2 Cos’è per gli italiani la gentilezza al lavoro?
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Il 65% degli intervistati la considera un punto di forza, per il 20% è addirittura un elemento imprescindibile. Per il 6,2% è un’illusione, una debolezza (1,5%), o una tattica per trarne vantaggi (7,4%).

3 Come dovrebbe essere il capo gentile ideale?
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Ha spirito di squadra: non esiste “io” ma solo “noi”, per successi e fallimenti (38%). Guida il team al raggiungimento degli obiettivi, senza imporre idee e metodi (24%). Premia i risultati, indaga gli insuccessi senza colpevolizzare (23%). Sa ascoltare e gratificare (15%).

4 E come sono, davvero, i capi in Italia?
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Il 41% dichiara di avere un leader gentile, per il quale fare squadra e gentilezza sono elementi chiave per ottenere risultati, mentre per il 41,5% il proprio capo non considera la gentilezza un elemento importante e addirittura il 17,5% ha un superiore che premia un clima rigoroso, credendolo più funzionale.

5 E i colleghi?
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Il supporto nelle difficoltà o nella distribuzione dei carichi di lavoro (61%) è la principale manifestazione di gentilezza tra colleghi, seguita dalla condivisione di successi e fallimenti (20%). Seguono a grande distanza l’ascolto, l’essere presenti e disponibili verso i colleghi per evitare che i problemi personali interferiscano nel lavoro (9%) o ancora piccole attenzioni quotidiane come offrire un caffè (10%).

6 Con la pandemia siamo diventati tutti più gentili?
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La grande maggioranza dei rispondenti conferma di avere fatto negli ultimi sei mesi gesti gentili nella quotidianità, in primis verso i colleghi (63,5%) ma anche nei confronti del capo (7,4%). Alcuni però hanno subìto maggiormente la pressione, dichiarando di non avere compiuto gesti gentili, per la perdita di empatia (26%) perlopiù dovuta alla riduzione delle occasioni di socialità e di incontro.

7 Cosa facciamo per essere gentili con i colleghi in smart working?
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Ascoltare un collega e supportarlo per la consegna di un lavoro rimangono azioni quotidiane anche a distanza per la maggior parte degli italiani (50%), a conferma che per essere una squadra non bisogna necessariamente lavorare gomito a gomito, e anche i momenti conviviali possono essere rivissuti online (16,5%). Non per tutti però: il 16,3% avverte la mancanza della confidenza e immediatezza data dal contatto fisico, mentre il 17,1% dichiara di sentirsi più lontano anche mentalmente e imbarazzato dietro lo schermo.

8 Le aziende sono diventate più gentili?
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Il 24% degli intervistati afferma di lavorare in un ambiente nel quale la gentilezza è promossa attivamente con attività di team building o iniziative volte alla socialità tra colleghi, per il 26,1% invece viene incentivata ma solo a parole, per il 32,6% la propria azienda non la considera importante e infine per il 17,3% viene demandata al singolo.

9 Qual è il futuro della gentilezza sul lavoro?
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Per quanto riguarda le aspettative future rispetto alla propria azienda, il 36,1% sostiene che la gentilezza sarà una consapevolezza sempre più acquisita: quanto più il lavoratore si sentirà apprezzato tanto più alta sarà la sua dedizione al lavoro e di conseguenza la sua produttività. Più pessimista la maggioranza del campione: il 18,2% pensa che, se si troverà spazio, per la gentilezza, sarà puramente per una questione di apparenza e reputazione, mentre per il 45,7% la propria azienda continuerà a sostenere un clima rigoroso e competitivo perché visto come più utile alla produttività.

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