La mostra sublime di Egon Schiele e Francesca Woodman (così distanti, tanto vicini)

Cosa separa e avvicina Egon Schiele e Francesca Woodman, risponde una mostra al Tate Liverpool, tra le più interessanti della stagione dell'Arte Primavera Estate 2018

Egon Schiele, Self portrait, 1914 © Courtesy of Hadiye Cangökçe - Francesca Woodman Untitled 1975–80, Tate / National Galleries of Scotland © Courtesy of George and Betty Woodman

La distanza non ha mai impedito a nessuno di condividere incredibili affinità. L'urgenza che rende sublime il tratto pittorico tormentato di Egon Schiele e le disordinate geometrie interiori fotografate da Francesca Woodman, sembrano non fare eccezione. Separati da una considerevole distanza di tempo e stili espressivi. Avvicinati da esplorazioni artistiche così personali, audaci e viscerali da spingere entrambi a ritrarre se stessi. A mettere a nudo il proprio corpo per far emergere in superficie la complessità emotiva dell'esistenza, trasformata in un potente grido di ribellione. Vibrante, conturbante e tanto dinamico da non smettere d'influenzare generazioni altrettanto distanti. Anche di dialogare con l'incontro espositivo di Life In Motion: Egon Schiele/ Francesca Woodman, curato da Marie Nipper e Tamar Hemmes al Tate Liverpool (24 maggio 2018- 23 settembre).

Egon Schiele, Self Portrait in Crouching Position 1913
Photo Moderna Museet / Stockholm​​

Nel centenario della prematura scomparsa del più geniale allievo di Gustav Klimt (morto di febbre spagnola a ventotto anni), la singolare mostra del Tate ne mette in dialogo l'impressionante opera artistica, con quella altrettanto visionaria della giovane fotografa americana. Morta suicida a soli ventitré anni, lasciando un'impronta indelebile sulla fotografia di respiro internazionale e di natura più femminista.

Un talento promettente, capace d'ingannare il tempo con la lunga (e doppia) esposizione. I confini del corpo e dello spazio con i giochi di luce e composizione. Francesca Woodman giunge a palesare ben più di se stessa con l'autoritratto fotografico. Quasi sempre sfocato, s-vestito, camuffato, nascosto.

Francesca Woodman, Untitled 1975-80, Tate / National Galleries of Scotland
© Courtesy of George and Betty Woodman​
Francesca Woodman Untitled 1975–80, Tate / National Galleries of Scotland
© Courtesy of George and Betty Woodman​​
This content is imported from Instagram. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site.

La fotografa mette a fuoco l'evanescente forza e fragilità di corpo e identità, fusa e confusa con la carta da parati e il paesaggio interno che si fa interiore. Una sessualità eterea ma intensa, impossibile da ignorare. Svela con dolorosa lucidità il disagio nascosto, suo e delle donne, davanti e dietro l'obiettivo. Tanto da influenzare intere generazioni di artisti, insieme alla ritrattistica concettuale di Cindy Sherman, la ricerca autobiografica di Tracey Emin, o quella intima di Sophie Calle.

Il viaggio espositivo offre un'entusiasmante incontro di anime tormentate, nel segno del corpo, trasformato in agente vibrante e dinamico di visioni del suo stato emotivo. Del subconscio che ci osserva, silente ma incapace di stare fermo.

Francesca Woodman, ‘Eel Series, Roma, May 1977 – August 1978’ 1977–8, Tate / National Galleries of Scotland
© Courtesy of George and Betty Woodman​​

L'autoritratto di Francesca Woodman (1958 – 1981) rappresenta lo strumento privilegiato per indagare nei recessi di passioni e nevrosi. Esattamente come lo era stato sette decenni prima per Egon Schiele (1890 – 1918), rappresentando se stesso e gli stati d'intensa tensione ed emozione. L'energia dinamica del tratto, messo a nudo davanti allo specchio, al riflesso delle contraddizioni della società e dell’epoca in cui era immerso.

Nei 250 autoritratti, realizzati in meno di un decennio, le pulsioni sono più esposte delle vergogne. Le ossessioni contorcono le pose, la magrezza sfinita e la sensualità delle donne, rendendole più dirompenti del tratto scabroso. Dell'erotismo esplicito, costato la prigione al grande rappresentante dell'espressionismo austriaco (assieme a Kokoschka) e uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi, la cui fama non si è arrestata con la morte. Al contrario, giunge a noi rinnovata da dialoghi dinamici come questo.

Egon Schiele, Standing male figure (self-portrait) 191
© National Gallery in Prague 2017​​
Egon Schiele, Squatting Girl 1917
© Staatliche Graphische Sammlung München​​

Ad arricchire di stimoli l'esposizione contribuisce anche un corso di monoprinting (quattro settimane nel mese di giugno), pronto a seguire e fissare il movimento su carta. Così come l'edizione Beautiful world della Biennale di Liverpool (14 luglio - 28 ottobre 2018), diversifica la riflessione su un mondo in tumulto sociale, politico ed economico.

This content is imported from Instagram. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site.

Per chi desidera approfondire la conoscenza di questo vivace centenario così moderno, la scelta espositiva è molto più ampia e piena di abbracci, soprattutto in relazione con un mentore del calibro di Gustav Klimt. Klimt and Schiele: Drawn al MFA di Boston (fino al 28 maggio 2018). Obsession: Nudes by Klimt, Schiele, and Picasso from the Scofield Thayer Collection, al Met Breuer di New York (3 luglio - 7 ottobre 2018). Long Programme featuring Gustav Klimt and Egon Schiele, presso l'Atelierde Lumières di Parigi (fino all'11 novembre 2018). Egon Schiele: The Jubilee Show e Gustav Klimt al Leopold Museum di Vienna (fino al 4 novembre 2018). Klimt/Schiele: Drawings from the Albertina Museum, Vienna presso la Royal Academy of Arts di Londra (4 novembre 2018 - 3 febbraio 2019). A voi la scelta.

This content is imported from Instagram. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site.
This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Cultura