Addio, Daniele Tamagni: è scomparso il grande fotografo dei Sapeurs

I dandy del Congo, meglio conosciuti come Gentleman of Bacongo. L'inaspettato heavy metal del Botswana. Le lottatrici boliviane da World Press Photo: il nostro ricordo con alcuni dei suoi scatti più belli.

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Daniele Tamagni

Due donne lottano intensamente, fluttuando nell'aria. Una tiene l'altra per la testa, stringendo le proprie dita sulla nuca e facendola roteare al ritmo di una danza violenta. Brutale. È la prima immagine che ricordo di una sera d'autunno a Milano del 2010, in zona Porta Venezia. La sera in cui davanti a una birra festeggiai la pubblicazione delle Cholitas sulle pagine di Marie Claire, dove pochi anni dopo mi sarei poi trovata a lavorare. Quelle Dee della Lotta, Las Diosas del Ring, erano la nuova scoperta di Daniele Tamagni, uno dei più talentuosi fotografi italiani del nostro tempo, scomparso oggi all'età di 43 anni. Quegli scatti gli valsero quell'anno anche il secondo premio nella sezione Arts and Entertainment Stories al World Press Photo 2011.

Uno scatto del reportage The Flying Cholitas, vincitore del 2° premio Arts and Entertainment Stories al World Press Photo 2011.
Daniele Tamagni

Daniele, più che solo un fotografo, era un esploratore. Con le sue immagini ha catturato volti e storie da scorci del mondo che difficilmente avremmo conosciuto. Uno su tutti, l’Africa dandy dei Sapeurs, meglio conosciuti come Gentleman of Bacongo.
Willy, di rosa vestito e con il sigaro a mezz'asta, fece subito il giro del mondo. Insieme a lui anche tutti gli altri dandy raccolti poi in un libro di successo internazionale (Gentlemen of Bacongo: The Importance of Being Elegant, edito da Trolley Books), che ispirò Paul Smith e poi Solange Knowles, che chiese a Daniele di accompagnarla e assisterla durante le riprese del video per il singolo Losing You. «Il primo progetto era di filmare in Congo, ma poi abbiamo deciso di dirottarci su Cape Town. Il video è stato girato nel quartiere Langa, in piena periferia della città. Ho seguito Melina per due giorni interi di riprese senza sosta, con un video realizzato a budget quasi low cost con
location diversissime, a volte anche rischiose per gli spostamenti - mi raccontò Daniele quando decisi di intervistarlo nel 2012 - Sono arrivato a Cape Town con due Sapeurs londinesi, che si sono aggiunti a due scelti in città tramite casting, amici di Solange
arrivati con lei da New York e alcuni ragazzi con un look incredibile scelti semplicemente per strada». L'ultima a ispirarsi al suo lavoro è stata Stella Jean, che per la collezione Primavera Estate 2018 ha fatto sfilare le sue donne ispirate alle flying cholitas nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano.

Daniele Tamagni

Daniele, più che solo un fotografo di reportage, era un esteta ossessionato
dalla fotografia. Ha saputo oltrepassare i cliché e cogliere ciò che un luogo non ti vuole mostrare immediatamente. Ciò che non ti svela all'istante. Tra le sue scoperte ci sono i "metallari" del Botswana, insolita nuova patria dell'hard rock che raccontò sempre sulle pagine di Marie Claire insieme a Fabio Gibellino, amico e giornalista che ha di recente scritto del suo lavoro su Esquire Italia, centrando il cuore della sua ricerca: «Tamagni va cercare quei moti rinascimentali che movimentano le terre più sfortunate e che spesso risiedono nel modo di essere e apparire». Noi lo ricordiamo con alcuni
dei suoi reportage più famosi. Addio, Daniele. Con le tue foto continueremo a viaggiare insieme a te.

Uno scatto del reportage sulla scena dell’hard rock in Botswana
Daniele Tamagni
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