"Tra Monicelli e Comencini, mi tocca scegliere Vanzina!" intervista al regista Simone Rovellini

Tra riferimenti alla commedia-sexy e richiami alla drag-culture MONICA è il nuovo video di M¥SS KETA da vedere per celebrare il pride-weekend.

image
Ph. Vittorio Schiavo

“Il mio è un suono embrionale/Un abbozzo matriarcale”. Anche questo verso è MONICA, l’ultimo singolo estratto da UNA VITA IN CAPSLOCK, l’ultimo album di M¥SS KETA, il volto (coperto) che ci serviva per dare al femminismo contemporaneo un edonismo musicale irresistibilmente glossy. Insomma, maschi alfa là fuori, vedervi ballare su un abbozzo matriarcale ci dà una certa soddisfazione. Ovviamente ogni fenomeno che si rispetti per diventare tale nell’era post-mediale, post-moderna, post-femminista; nell’era dei post per farla breve, ha bisogno della creazione di un universo estetico curato in maniera maniacale, dove i video musicali giocano un ruolo fondamentale. Oggi l’appuntamento è alle 21, in Via Lecco a Milano, l’headquarter del Pride 2018, per l’anteprima di MONICA “IL FILM”, che uscirà ufficialmente il 5 luglio e del quale vedrete qui sotto alcuni frame in anteprima ESCLUSIVA (CAPSLOCK d'obbligo!). L’occhio dietro a questo e agli altri video di M¥SS KETA è Simone Rovellini, che insieme al collettivo Motel Forlanini si occupa da sempre dei video di M¥SS .

Simone oltre a questo fa anche moltissime altre cose. Il fil-rouge di tutto mi sembra essere un disturbo estetico ossessivo-compulsivo immerso in una gigantesca nuvola rosa. Dal film in quattro parti ABCD, un film in cui ogni parola inizia con la stessa lettera fino a un’insospettata passione per gli animali impagliati. Ecco iniziamo proprio da qui la nostra chiacchierata...

Ho letto che da grande volevi fare l’impagliatore di animali, mi ha fatto abbastanza ridere. Riflettendo: gli animali imbalsamati sono di per sé oggetti inanimati che danno l’impressione di essere vivi. Il girare immagini video ha la stessa logica?
Penso che quella risposta fosse dettata da un fascino che sento nei confronti del macabro, che può diventare comico. Gli animali imbalsamati spesso possono essere ridicoli. Se devo trovare un link fra questo e il mio lavoro, penserei piuttosto a Exploding Actresses, una serie di video che avevo messo su YouTube alcuni anni fa, in cui facevo esplodere la testa ai personaggi dei film: in quel caso, a far ridere era sempre un incidente macabro.

Negli ultimi video di M¥SS KETA l’idea estetica è: futuro tamarrissimo e iper-kitsch, idea vincente visto l'effetto viral. L’emulazione voluta del cattivo gusto è la cifra stilistica di oggi?
Forse la vedo come una questione generazionale: io e i ragazzi di Motel Forlanini, il collettivo con cui abbiamo girato tutti i video di M¥SS KETA, siamo stati bambini negli anni ’90 e abbiamo assimilato tutto il peggio che la tv aveva da offrire. Oggi, ci viene naturale partire da quegli immaginari e rielaborarli all’interno del nostro lavoro, personalmente anzi non mi pongo nemmeno il problema di quale sia il confine fra buono e cattivo gusto. È un modo di raccontare il presente, ma insieme a M¥SS abbiamo esplorato mondi estetici anche lontani dal trash televisivo.

Una foto-backstage di MONICA (2018)
Ph. Vittorio Schiavo

Stasera a Milano viene proiettato MONICA “IL FILM”. Nel girarlo sei stato più del partito della Fenech o della Bouchet? E tra Monicelli e Comencini?
Il videoclip di Monica che presenteremo è stato un progetto particolare che ha impegnato il collettivo su tutti i fronti, e sono orgoglioso di quello che insieme siamo riusciti a fare. Siamo sicuramente dalle parti della commedia, volevamo che fosse un video divertente e che visivamente si spingesse verso un’estetica teatrale e cartoon. L’ispirazione più che dalle dive della commedia sexy viene da Monica Bellucci, quella però di Colpo Gobbo a Milano, che aveva l’accento umbro e non francese. Fra Monicelli e Comencini quindi, mi tocca scegliere Vanzina!

Una foto-backstage di MONICA (2018)
Ph. Dario Pigato

Puoi darci qualche anticipazione sullo styling, chi l’ha curato? Dobbiamo aspettarci ancora dei costumi neo-futuristi?
I costumi sono un elemento centrale di questo video, pensato attorno alle creazioni di Fabrizio Ferrini, che oltre a fare lo stylist è il fondatore di una serata milanese importante nella storia del collettivo, il Glitter. Fabrizio ha un immaginario sconfinato ed è stato bello intrecciare le nostre idee con le sue e lasciargli spazio. Niente costumi neo-futuristi, il punto di partenza è stato un’esaltazione della iper-femminilità attraverso alcuni capi simbolici: dal "bullet bra" delle pin up anni 50 all’abito “L’origine du monde”, che esplicitamente urla ‘potere alle donne’.

Una foto-backstage di MONICA (2018)
Ph. Vittorio Schiavo

Perché avete deciso di lanciarlo nel weekend del Pride? Pensi che la cultura pop da mezzo di distrazione di massa sia diventato l’unico in grado di (s)muoverle, se non altro facendole ballare per una giusta causa?
Parte dell’ispirazione è arrivata anche dalla scena delle ballroom anni ’80 e dalla cultura drag, lanciarlo in occasione del Pride è stata per tutti una decisione pressoché automatica. La cultura pop può raccontare il cambiamento che stiamo vivendo, un’apertura verso una libertà di scelta sessuale che è giusto celebrare.

Una foto-backastage di MONICA (2018)
Ph. Vittorio Schiavo

Puoi consigliarci due pellicole arcobaleno da vedere assolutamente per celebrare il pride-month? E già che ti sei messo gli occhiali del critico, dicci anche il tuo regista/film preferito.
Vi consiglierei di vedere Weekend di Andrew Haigh, che è un racconto intimo e onesto di una storia d’amore, o La vita di Adele. Ma sono anche fan di Chiamami col tuo nome. Un film preferito non so sceglierlo, posso dire tutta la saga di Harry Potter??

Per concludere, pensi che il fenomeno M¥SS KETA stia giocando un ruolo di un certo peso nel ripensamento del femminismo, che ha finalmente iniziato a fare rima con tutina in latex?
Penso che le donne debbano vivere il proprio corpo e la sessualità come meglio credono, non esiste una regola. Myss e le Ragazze per me sono davvero un esempio di libertà di espressione, e spero che questo progetto sia sempre per loro un modo di esprimersi come vogliono.

Una foto-backstage di MONICA (2018)
Ph. Vittorio Schiavo

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Cultura