Il Vittoriale degli italiani, il malinconico e glorioso rifugio di Gabriele D'Annunzio

Praticamente intatta dal giorno della sua morte, la residenza del Vate sulle rive del lago di Garda è uno dei (mille) luoghi italiani che sarebbe davvero un peccato non visitare.

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Decenni prima che si abusasse di esclamazioni come “mitico!” o “leggendario!” tutto ciò che orbitava intorno a Gabriele D’Annunzio era già molto più che mitico e leggendario. A testimoniare quel suo modo particolare di mitizzare la sua reputazione, e tutto ciò che lo circondava, e di praticare il culto della sua intelligenza, sono arrivate fino a noi tre cose. Una è la sua opera letteraria. La seconda è la leggenda secondo cui la madre Luisa De Benedectis, prendendolo tra le braccia per la prima volta il 12 marzo del 1863, avrebbe detto “figlio mio, certamente avrai un grande futuro(inventata da lui? Forse). La terza è il Vittoriale degli Italiani.

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“Un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua eretto dal 1921, a Gardone Riviera sulle rive del lago di Garda”: così viene definito il Vittoriale degli Italiani nella sua storia che si legge nel sito ufficiale, una tecnologia, quella del web, che avrebbe fatto impazzire il poeta de La pioggia nel pineto. Basta mettere piede nel Vittoriale per comprendere e respirare un bel po’ della vivacità intellettuale di Gabriele D’Annunzio, che ne affidò il progetto al giovane architetto Giancarlo Maroni. Obiettivo: dare vita ad un’opera architettonica che celebrasse le imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale.

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Lui la riempì di oggetti particolari e preziosi, colorati, così tanti che c’è da provare compassione per chi al tempo si occupava di tener pulita la casa, e ci ospitò i suoi amici, le sue amanti, i divi e le dive del tempo, come Eleonora Duse. Quella costruzione è tutt’ora un luogo unico nel suo genere, da visitare assolutamente se si viaggia nei pressi del Lago di Garda. Ma prima di farlo, si può anticipare l’emozione leggendo le curiosità e le informazioni per visitare il Vittoriale degli Italiani.

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Il vittoriale di D’Annunzio, la storia. L’idea di costruire questo complesso celebrativo nasce per caso, durante un soggiorno del poeta pescarese a Cargnacco, un comune sulla sponda bresciana del Lago di Garda, ma in particolare nella contrada di Gardone Riviera. Gabriele D’Annunzio vi arriva per terminare la scrittura del Notturno e risiede in una vecchia villa appartenuta ad uno studioso tedesco di arte, Henry Thode. Il poeta affitta la villa di Cargnacco - chiamata poi la Prioria - per un anno al canone di 600 lire al mese. Si innamora della tenuta, confiscata all'eredità dello storico d’arte tedesco Henry Thode dal governo italiano, fra i beni di risarcimento per i danni di guerra.

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Gabriele D’Annunzio acquista così la villa nel 1921 per 130mila lire. Dopodiché chiama l’architetto Giancarlo Maroni, allora appena 28enne, per “de-teschizzare” lo stile. Inizia così la rivisitazione dell’architettura non solo della villa, ma anche dei giardini che porterà poi alla nascita di una struttura estesa di nove ettari di terreno, concepita interamente come una celebrazione dell’opera di Gabriele D’Annunzio e le imprese dei militari italiani durante la Prima Guerra Mondiale. Lo stesso architetto Maroni era stato un soldato durante la Grande Guerra. D’Annunzio morirà proprio nella sua amata villa di Cargnacco il 1° marzo del 1938.

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Vittoriale degli italiani: cosa vedere. Una volta all’interno, la prima costruzione che si incontra è appunto la Prioria, ovvero la villa in cui viveva Gabriele D’Annunzio. È un edificio dalla facciata settecentesca che l’architetto Maroni aggiornò secondo le indicazioni del poeta e che all’interno cela un gran numero di stanze in cui abbondano elementi simbolici e omaggi alla cultura italiana. Il gusto davvero eclettico di Gabriele D’Annunzio è rimasto vivo fra quelle mura, perché all’interno della Prioria è si trovano oggetti preziosi e di gusto decadente, lampadari in vetro di Murano a statuette orientali, calchi di gesso di sculture greche, pelli di serpenti (come quelle fissate al soffitto della Stanza della Musica), oltre a più di 6mila libri d’arte appartenuti allo sfrattato Thode (in realtà era già deceduto ai tempi dell'esproprio) e acquistati dal poeta con tutta la proprietà.

La Zambracca, la stanza preferita di D’Annunzio, dove venne trovato morto.
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Tra le tante stanze da visitare nel Vittoriale di D’Annunzio, colpisce in particolare l’atmosfera della Zambracca, la stanza in cui Gabriele D’Annunzio lavorava e in cui fu trovato morto il primo marzo del 1938, vittima di un’emorragia cerebrale mentre era seduto al tavolo. Uscendo dalla Prioria, l’altro edificio da visitare è lo Schifamondo, un nome bizzarro scelto proprio per esprimere il desiderio di solitudine di D’Annunzio nel suo stile provocatorio. Sarebbe dovuta diventare la nuova residenza del poeta, ma non era ancora ultimato quando D’Annunzio morì. Maroni lo progettò come l’interno di un transatlantico, con finestre a forma di oblò, ambienti rivestiti in legno, corridoi alti e stretti. Nella cupola dello Schifamondo è ora appeso l’Ansaldo S.V.A., il biplano su cui D’Annunzio sorvolò Vienna nel 1918.

L’auditorium Schifamondo col biplano su cui D’Annunzio sorvolò Vienna nel 1918
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Vittoriale degli italiani, il parco. All’esterno del Vittoriale degli Italiani si estende in un enorme parco con giardini, di cui uno ospita anche la tomba monumentale di D’Annunzio. Prende vita dall’ingresso, dove due arcate ospitano una piccola fontana e la scritta di cui è autore il poeta: “Dentro da questa cerchia triplice di mura, ove tradotto è già in pietre vive quel libro religioso ch’io pensai preposto ai riti della patria e dai vincitori latini chiamato il Vittoriale”. Un po’ dappertutto la fanno da padrone i cipressi, belli e malinconici che ovviamente vengono ripiantati, ogni volta che muoiono, nello stesso punto dove li ha voluti il Vate. Tra i punti più belli dove soffermarsi qui c’è anche il teatro all’aperto, da cui si può godere una fantastica vista panoramica.

La sala da pranzo
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Vittoriale degli italiani, orari d’apertura. Il Vittoriale degli Italiani è sempre aperto, ad eccezione dei lunedì di novembre, dicembre e gennaio, del 24 e 25 dicembre e del 1 gennaio. Da marzo al 15 ottobre è aperto dalle 9 alle 20, mentre il resto dell’anno chiude alle 17. Il sabato e la domenica la chiusura è prevista alle 17:30. Il prezzo del biglietto varia dai 16 agli 8 euro in base ai percorsi e alle riduzioni. Arrivare in questo posto meraviglioso è facile in auto ma in treno richiede un po’ di pazienza. La bellezza del posto, l’emozione di calpestare i pavimenti su cui ha posato i piedi un personaggio storico controverso e stravagante, geniale e ironico come Gabriele D’Annunzio, e tutti i suoi celebri amici, ripagherà di ogni piccolo disagio.

La tomba di Gabriele D’Annunzio all’interno del Vittoriale degli Italiani.
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