Oh-oh, la Fattoria degli Animali di George Orwell è sempre più reale?

Rebecca's Review: cosa succede quando una 12enne rilegge (e recensisce) i più grandi classici di sempre.

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Maiali che plasmano le leggi a loro piacimento ingannando gli animali, sfruttandoli, facendoli lavorare come schiavi e addirittura giustiziandoli per “reati” non esistenti: surreale no? Ma se questi maiali e animali fossero persone? Beh... sarebbe tutto tranne che surreale , sarebbe più che realistico purtroppo, questo è quello di cui George Orwell parla nel suo romanzo La fattoria degli animali del 1945.

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La fattoria degli animali un romanzo “allegorico” e satirico (precisamente verso il regime comunista staliniano, di cui l’autore è un aspro oppositore) di George Orwell scritto negli anni ‘40, la vicenda è ambientata in una fattoria inglese dell’Hertfordshire. La storia comincia quando il Vecchio Maggiore (L’anziano decrepito maiale) tiene un discorso dicendo loro che un giorno si libereranno del dominio dell’uomo (e più precisamente del signor Jones) diventando così i legittimi padroni della fattoria. A capo della fattoria, dopo aver cacciato gli uomini, si mettono i maiali guidati da Napoleone, terribile e disposto a tutto pur di plasmare le “leggi” a suo piacimento, spalleggiato da Piffero, suo portavoce e leale scagnozzo, e Palladineve, che ben presto verrà scacciato e diffamato da Napoleone e Piffero. Alle dipendenze dei maiali alla fattoria hanno lavoro moltissimi animali tra cui Boxer ( il cui motto è: “lavorerò di più”) e Trifoglio, i due cavalli da tiro, poi c’è Beniamino, il vecchio asino che non dice mai niente di ciò che pensa e tiene tutto per sé, le “guardie del corpo” di Napoleone sono nove cani, educati personalmente da quest’ultimo e disposti a tutto pur di proteggere il loro “padrone”.

Se dovessi descrivere con un aggettivo La fattoria degli animali direi che è drammatico, non nel senso che fa piangere fiumi di lacrime come molti altri romanzi, ma perché più si va avanti nella lettura più ti lascia senza parole e con l’amaro in bocca. Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché credo che tramite l’allegoria, quella degli animali e della fattoria, l’autore riesca perfettamente a far capire come possa diventare una società in presenza di un regime autoritario e che effetto può fare il potere agli uomini, e in questo caso ai maiali.

Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché # la Rebecca's Review de Il buio oltre la siepe

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