Chi è l'uomo che ha ritratto lo spettro più soffice (e vulnerabile) di Marilyn Monroe

IL più grande fotografo delle donne, IL più intimo confidente delle sue muse, LA mostra più dolceamara dell'anno.

Marilyn Monroe, ballerina, Marilyn  tutù, Milton H. Greene
Marilyn Monroe, The ballerina sitting, New York 1954 © Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris

Scorgere la bellezza senza trucco, la grazia innata, la forza che non rinuncia alla fragilità, o il fascino inafferrabile, ha reso Milton H. Greene "il più grande fotografo delle donne", per Richard Avedon e l'universo femminile in mostra a Parigi alla Galerie de l'Instant (fino al 27 febbraio 2019). Il percorso espositivo che non discrimina affatto il fascino radioso di un giovane Alain Delon, o quello che ha legato Elizabeth Taylor a Richard Burton, scorge quello che ha reso Milton Greene l’enfant prodige della fotografia a colori a 22 anni. Uno dei fotografi più famosi al mondo (anche in bianco e nero) per oltre quattro decenni.

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Milton H. Greene - Marilyn Monroe, The ballerina sitting, New York 1954
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris

Un talento devoto alla femminilità delle donne e il fascino di tutti, capace di elevare ad arte la fotografia di moda di riviste come Life e Harper's Bazaar. Milton H. Green resta il ritrattista preferito da un numero impressionante di celebrità dell’età d’oro di Hollywood e dalle grandi star femminili di tutti i tempi. L'amico, il confidente e il collaboratore di una musa adorabile come Marilyn Monroe e della sua "soffice, arrendevole vulnerabilità che gli uomini considerano l'essenza stessa della femminilità" (Anthony Burgess).

I ritratti scattati da Green dicono molto del suo talento per la composizione, dello sguardo sensibile alle sfumature più spontanee dell'eleganza. Dicono tutto della sua capacità di entrare così in sintonia con ogni soggetto, da riuscire a mostrarci aspetti inediti e intimi anche della divina Marilyn (destinata a restare comunque un delizioso mistero). Sembra che fu la stessa Monroe a esprimere il desiderio di essere fotografata da chi aveva scattato "le foto più belle che io abbia mai visto".

Milton H. Greene - Marilyn Monroe, The hooker sitting, Los Angeles 1956
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris
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Milton H. Greene - Marilyn Monroe, The black sitting, New York 1956
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris

Lei, una grande musa, fotografata solo dal 1953 al 1957, ma in un modo tanto inedito da cambiare il corso della carriera di Green. La grande intesa, trasformata in amicizia, porta Marilyn a vivere con la famiglia del fotografo. Insieme fondano anche la Marilyn Monroe Productions, realizzando Fermata d'autobus e Il principe e la ballerina. Un prodigioso sodalizio per circa 53 sessioni fotografiche. Celebri come The black sitting o la foto di Marilyn in tutù, scelta da Time Life come una delle tre immagini più popolari del 20° secolo.

Milton H. Greene - Marilyn Monroe, the rock sitting, Los Angeles 1953
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris
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Milton H. Greene - Marilyn Monroe, in black, New York 1953
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris

Foto sorprendenti della donna più bella del mondo (non solo per Arthur Miller), fotografata anche a bordo piscina, senza trucco e alcun inganno sul suo fascino senza tempo, insieme a quello di tante donne del 900. La mostra espone l'universo femminile amato e ritratto da Greene. Versioni inedite di grandi star senza tempo, protagoniste di scatti capaci di guardare negli occhi (e scovare il segreto) di una donna radiosa come Audrey Hepburn, fotografata per la rivista Look, nell'estate del 1955 sul set di Guerra e pace .

Milton H. Greene - Audrey Hepburn, Roma 1955
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris
Milton H. Greene - Marlene Dietrich, New York 1952
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris

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Greene è anche uno dei migliori complici del glamour disinvolto (e della femminilità profondamente commovente) di Marlene Dietrich, ben rappresentato in una serie di foto scattate per Life nel 1952, alla Venere dalle gambe lunghissime e il fascino misterioso.

Lo sguardo e l'obiettivo del fotografo americano, sostengono il riflesso allo specchio della Maria Callas più intensa e struggente, sanno mantenere il segreto di Sophia Loren. Scorgono la sensualità della giovane Romy Schneider, destinata a esplodere a bordo piscina (La Piscine, 1969, Jacques Deray) con la complicità di Alain Delon.

Milton H. Greene - Maria Callas, Parigi 1958
© Milton H. Greene / Courtesy Galerie de l'Instant, Paris
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