Virginia Woolf è viva e lotta insieme a noi

Geniale innovatrice della letteratura, fondamentale pioniera del femminismo. Ma chi era davvero la scrittrice di Gita al faro e Una stanza tutta per sé?

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Il nome di Virginia Woolf, insieme a quelli di James Joyce, Thomas Mann e Franz Kafka, figura a pieno titolo tra quelli dei grandi innovatori del romanzo moderno. Ancora oggi è riconosciuta come una delle più grandi scrittrici britanniche e non solo. I suoi punti di forza, che l'hanno resa un personaggio straordinario e forse irripetibile, erano due: la sperimentazione della struttura spaziale e temporale della narrazione, con cui perfezionò nei suoi romanzi il monologo interiore, una procedura che tenta di rappresentare i pensieri di un personaggio. E i contenuti dei suoi saggi e dei romanzi, che hanno fatto di lei uno dei personaggi simbolo dell'indipendenza femminile.

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La vita. Adelina Virginia Stephen, nacque a Londra il 25 gennaio 1882. Figlia di Sir Leslie Stephen, illustre critico e storico. Crebbe in un ambiente frequentato da scrittori, artisti e intellettuali. Dopo la morte del padre nel 1905, si stabilì con la sorella Vanessa, pittrice sposata con il critico Clive Bell, e i suoi due fratelli nel quartiere londinese di Bloomsbury. Nel 1912, quando aveva trent'anni, sposò Leonard Woolf, un economista membro del gruppo fondatore, nel 191,7 della famosa casa editrice Hogarth Press, che pubblicherà in seguito il lavoro di Virginia stessa e altri scrittori di spicco. Il marito di Virginia Woolf, uomo dotato di brillante intuizione, capì subito che la moglie aveva tutte le carte in regola (anzi, la penna) per diventare una scrittrice internazionale. E non sbagliava. Sin dai primi libri la critica iniziò subito a lodare la sua originalità letteraria, sia per la tecnica che per lo sforzo sperimentale dell'autrice. Virginia Woolf inaugurò infatti anche uno stile di prosa narrativa che fino a quel momento era riservato alla poesia. Influenzata dalla filosofia di Henri Bergson, Virginia sperimentò con particolare interesse il tempo narrativo, sia nel suo aspetto individuale, con il flusso di variazioni nella coscienza del personaggio, che nel suo rapporto con il tempo storico e collettivo.

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Le opere. Alcune delle sue opere più famose, come La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Onde (1931), si distinguono per un linguaggio narrativo potente che bilancia perfettamente il mondo razionale e quello irrazionale. Ma la Woolf non è solo una grande artista. Il suo celebre saggio Una stanza tutta per sé, del 1932, produsse un forte impatto sulla società e ha fatto di lei una pioniera nella riflessione sulla condizione della donna, sull'identità femminile e la relazione delle donne con l'arte e la letteratura. Temi che ha poi sviluppato in alcuni dei suoi saggi che sono ancora oggi di ispirazione per il femminismo. Woolf ha affrontato la questione femminile anche nei romanzi, come l’inquietante e misterioso Orlando(1928), in cui le differenze tra la condizione del maschio e della femmina sono incarnate nel protagonista, un aristocratico di talento col potere di trasformarsi in una donna. Un capolavoro da cui nel 1992 è stato tratto un cult movie interpretato dalla camaleontica Tilda Swinton.

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La follia. Ma c'è un prezzo per tutto, e quello che Virginia Woolf ha dovuto pagare al destino, in cambio di una geniale fertilità narrativa, è stata la malattia mentale che l'ha costretta al ricovero più volte durante la sua vita. Il 28 Marzo 1941, colta da una crisi depressiva più devastante delle precedenti, la scrittrice scomparve improvvisamente da casa. Le ricerche furono infruttuose fino a qualche giorno dopo, quando il suo corpo privo di vita venne trovato nel fiume Ouse. Sulla sua morte vennero fatte molte congetture e furono diverse le tesi complottistiche. Ma non ci sono prove che portino a ipotesi diverse da un allontanamento volontario e dal suicidio. Il suo ultimo romanzo Tra un atto e l’altro, è uscito postumo nel 1941.

Biopic. Virginia Woolf è stata interpretata sul grande schermo, nel 2002, dall'attrice australiana Nicole Kidman nel film The Hours. La performance della Kidman, che durante le riprese indossava una protesi per allungare il naso e somigliare di più alla scrittrice, ha permesso all’attrice di conquistare una tripletta di premi agli Oscar, Golden Globe e BAFTA, i più importanti nel campo cinematografico. La vita di Virginia Woolf e degli altri membri del Bloomsbury Group è stata anche oggetto di una miniserie tv in tre puntate prodotta e trasmessa dalla BBC nel 2015, dal titolo Life in Squares.

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