Tarantino porta a Cannes l'omicidio Sharon Tate, ecco cosa accadde quella notte

C'era una volta a Hollywood, presentato in concorso sulla Croisette, si ispira agli efferati delitti della setta di Charles Manson avvenuti nell'agosto del 1969 in California: fu l'ennesimo scossone al sogno americano.

Sharon-Tate
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Quentin Tarantino ne ha fatto addirittura un film. Forse il più atteso di tutti quelli in concorso quest'anno al Festival di Cannes. C'era una volta a Hollywood (Once upon a time in Hollywood) con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt racconta la storia della strage di Bel-Air, uno degli episodi di cronaca nera più sconvolgenti del secolo scorso. Avvenne il 9 agosto del 1969 e da quel giorno l'America non fu più la stessa. Quella notte, dal caldo soffocante e afoso, persero la vita l'attrice Sharon Tate, incinta di 8 mesi e mezzo, e altre quattro persone. Tutte barbaramente trucidate dai seguaci della setta di Charles Manson, un criminale squinternato che si credeva un grande cantautore ma che viveva di rapine e amava autoproclamarsi «l’incarnazione di Gesù Cristo e Satana insieme».

Manson dopo l’arresto.
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Manson, scomparso un paio d'anni fa in una cella del carcere di Bakersfield, non partecipò attivamente agli omicidi ma ne fu il mandante, l'ispiratore, la mente.

Charles Manson
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Per molti fu proprio quell'estate in cui il sogno hippie, quello del "pace, amore e libertà" finì per sempre. Per altri in quel giorno d'agosto venne messa la pietra tombale sul sogno americano, già pesantemente destabilizzato l'anno prima con l'omicidio di Bob Kennedy (fra l'altro, sempre a LA).

I giornali dell’epoca
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A far raggelare il sangue dell'opinione pubblica dell'epoca, oltre le modalità dell'omicidio, efferato come non mai, anche la location in cui questo si verificò: una lussuosa villa nella ricchissima e scintillante Bel-Air. La stessa in cui avevano vissuto star hollywoodiane come Cary Grant e Dyan Cannon, Henry Fonda, Mark Lindsay, Terry Melcher (figlio di Doris Day) e la fidanzata Candice Bergen. Un paradiso divenuto in poche ore l'inferno sul pianeta terra.

La scena del crimine
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Se a tutto questo aggiungiamo poi, che il marito della bella Sharon era Roman Polanski, registra di talento, che in quei giorni era impegnato nelle riprese di Rosemary's Baby, film dedicato proprio ai riti satanici, è facile capire perché quell'omicidio è diventato un punto di non ritorno nella storia recente degli Stati Uniti.

Sharon a New York
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Eppure la notte del 9 agosto 1969 il cielo sopra Bel Air era lo stesso di sempre. Come le stesse di sempre erano le curve che massaggiavano le colline attorno al 10050 di Cielo Drive, sul Benedict Canyon. Roman e Sharon le avevano percorse infinite volte, spesso rientrando da qualche party in una delle tante megaville che costellano l'area.

Sharon in tutta la sua bellezza
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Sharon aveva appena 26 anni, era nata a Dallas ed era un'attrice di belle speranze che aveva recitato in pellicole come Per favore non mordermi sul collo e La valle della bambole. Quando fu uccisa si trovava a casa col suo ex Jay Sebring, noto parrucchiere di Hollywood, e due amici di Polanski, lo scrittore Wojciech Frykowski e la compagna Abigail Folger.

Uno scorcio della villa della coppia Tate-Polanski
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La strage avvenne intorno alla mezzanotte tra l’8 e il 9 agosto ad opera di quattro membri della setta Manson: Watson, Atkins, Krenwinkel e Kasabian. Il primo a essere ucciso fu un ragazzo di 18 anni, Steven Parent, che stava percorrendo un vialetto. Sorprese dagli assassini, le quattro persone presenti nella villa furono sunito portate in sala da pranzo. Sebring fu il primo a essere ucciso: Watson gli sparò e poi lo accoltellò più volte. Poi fu la volta di Frykowski, colpito da un colpo d'arma da fuoco. Mentre la sua fidanzata Folger fu uccisa con un pugnale. L’ultima a essere colpita a morte fu Tate, accoltellata ben 16 volte. Prima di andarsene, uno degli assassini scrisse sulla porta di ingresso la parola pig (maiale) con un asciugamano sporco del sangue dell'attrice.

Pig si chiamava lo studio di registrazione che l'ultimo residente di quella villa - il musicista Trent Reznor dei Nine Inch Nails - aveva costruito al suo interno. Lo studio fu il luogo delle sessioni di registrazione dell'album di debutto di Marilyn Manson Portrait of an American Family, del 1994, prodotto dallo stesso Reznor.

Sharon con Roman Polanski
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Una volta informato della tragedia Roman Polanski, sconvolto, tornò immediatamente a Los Angeles e fu interrogato dagli inquirenti. I funerali delle cinque vittime ebbero luogo il 13 agosto. Per mesi Hollywood visse in una sorta di incubo.

Roman Polanski sconvolto parte alla volta di Los Angeles
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Nessuno si fidava di nessuno. L'attore Warren Beatty, amico di Sebring, mise una taglia di 25 mila dollari sugli autori della strage. Steve McQueen, terrorizzato, assoldò un bodyguard che lo seguiva ogni passo, come un'ombra. Serviranno tre mesi alla polizia per arrivare alla pista giusta. I membri della banda Manson furono arrestati sia per la strage Tate che per altri due omicidi avvenuti nelle ore successive, Nel 1971 vennero condannati a morte, ma la pena fu commutata in ergastolo dopo che la Corte Suprema dello stato della California abolì la legge sulla pena di morte.

Brad Pitt durante le riprese di C’era una volta a Hollywood
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Sharon Tate fu sepolta nella Holy Cross Cemetery, a Culver City, in California, con il suo bambino, Paul Richard Polanski, tra le braccia. Non ha mai saputo che aspettava un maschio. Oggi avrebbe 76 anni.

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