La letteratura di viaggio è la magia che trasforma il libro in un tappeto volante

Aprire un romanzo di viaggio è come prendere il volo, o salpare verso i Caraibi, o intraprendere un lungo cammino in buona compagnia.

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La letteratura di viaggio è una passione molto precisa e non casuale, una vera "droga" che assume solo un determinato tipo di lettori, e la cui dipendenza spesso dura per tutta la vita. A partire dalla prima vera opera di letteratura di viaggio, Marco Polo e il suo Milione, Tutto è cominciato con Bruce Chatwin uno dei più famosi esponenti della letteratura di viaggio inglese, che con i tanti racconti sui suoi viaggi, con il suo bestseller Le vie dei canti ha affascinato il mondo. Ma sono tanti gli autori che ci piace immaginare la sera, dopo le loro esplorazioni, magari a piedi, che si ritirano in una tenda, in un sacco a pelo, alla luce di una candela o di una piccola lampada portatile, scrivono su un diario tutto quello che hanno visto, tutto quello che hanno imparato dalle persone di altre culture che hanno incontrato strada facendo, di cosa hanno mangiato per la prima volta nella loro vita e qual era la sfumatura del tramonto che li ha accompagnati dolcemente alla fine della giornata.



Quando noi leggiamo le loro storie, è come poter fare tanti viaggi in una vita senza muoversi da casa, e spesso, oggi che il progresso lo permette, sono proprio questi racconti a spingerci a partire per seguire le orme dell’autore. Autori di cui a volte si trovano anche le dimore dove hanno soggiornato, identificate da targhe. Pensare che il povero Emilio Salgari, il creatore di Sandokan e del Corsaro Nero, scrisse i suoi romanzi di avventura che sembravano anche letteratura di viaggio italiana ambientata in luoghi esotici, con dettagli accuratissimi. Senza aver mai messo piede fuori dall’Italia. Ma quali sono i libri che parlano di viaggi con cui possiamo cominciare ad appassionarci al genere, e con cui proseguire?
Le vie dei canti, Bruce Chatwin
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Per molti uno dei favoriti e Tiziano Terzani, il giornalista di viaggio un po' atipico che ha lasciato una grande produzione fra cui c'è l'imbarazzo della scelta, tanto che qualcuno dice che di Tiziano Terzani libro più bello in assoluto non ce ne sia. Da Un indovino mi disse a Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo, da In Asia a Pelle di leopardo, fino a La fine è il mio inizio.

Un indovino mi disse, Tiziano Terzani
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Forse per motivi di sicurezza che un tempo a una donna era garantita in maniera minore rispetto a un uomo, in condizioni avventurose ha poche autrici di letteratura di viaggio femminile. Per questo in molti si sono appassionati a The rugged road. Due donne e una moto, da Londra a Città del Capo, un racconto africano on the road scritto da Teresa Wallach nel 1934. Bello già solo per la copertina vintage.

The rugged road. Due donne e una moto, da Londra a Città del Capo
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Se vogliamo restare fra i confini della nostra nazione e vederla attraverso gli occhi dello straniero, esiste anche, ad esempio, la letteratura di viaggio Sicilia. Viaggio in Sicilia, del 1952 è stato scritto dal critico d'arte Bernard Berenson, è un classico intramontabile ed era una delle letture preferite di Ennio Flaiano che lo cita in Diario Notturno. Permette non solo di fare un viaggio nello spazio geografico, ma anche nel tempo.

Viaggio in Sicilia, Bernard Berenson
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Bellissima anche la letteratura di viaggio del sud america. Un libro molto bello e non scontato a riguardo è Ultime notizie dal Sud di Luis Sepúlveda. Un vero e proprio romanzo on the road che racconta di due amici a Parigi, uno scrittore e un fotografo, nel 1996, che progettano un libro sul Sud del mondo. Ne viene fuori un miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda.

Ultime notizie dal Sud, Luis Sepúlveda
LE FENICI amazon.it
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Se poi ci affascina l'estremo Oriente, e vogliamo saperne sempre di più, esiste anche la letteratura di viaggio della Cina, più interessante se vista attraverso gli occhi di un italiano. Come La Cina in Vespa di Giorgio Bettinelli, in cui l'autore racconta il suo viaggio (il quinto, di quelli lunghi nella sua vita) tra minuscoli villaggi di provincia, immensi cantieri cittadini, strade sconnesse e modernissimi snodi autostradali, deserti sconfinati e centri commerciali all'occidentale. Diciotto mesi, 39.000 chilometri, tutti seduto sul sellino della sua Vespa. Date un premio a quest'uomo.

La Cina in Vespa, Giorgio Bettinelli
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