Libri da leggere in queste settimane di #iorestoacasa

Dal memoir di Dina Nayeri, al secondo romanzo di Desy Icardi, passando per Pajtim Statovci, uno scrittore rocambolesco che è una meravigliosa scoperta.

Pomegranate, Food, Fruit, Superfood, Superfruit, Natural foods, Plant, Pomegranate juice, Ingredient, Produce,
Courtesy Feltrinelli

Suggerimenti di lettura: dal potentissimo memoir di Dina Nayeri, L'ingrata, a quello struggente e intimissimo di Francesca Segal, 56 giorni. E poi il secondo romanzo di Desi Icardi, che ruota intorno a una ragazza e alla sua macchina da scrivere, all'eroina tragica protagonista di Mangiaterra di Dolores Reyes, a un libro che colpisce come un pugno, Uomini color cielo di Anaïs Llobet al rocambolesco Le transizioni di Pajtim Statovci, scrittore trentenne che è davvero una bella scoperta.

L’ingrata di Dina Nayeri (Feltrinelli, € 19)

Dina Nayeri è una bambina quando negli anni 80 con la madre (che rischiava la vita per la sua conversione al cristianesimo) e il fratello, fugge dall’Iran in piena rivoluzione. In queste pagine densissime, la sua storia - la scuola, i pomeriggi nello studio di dentista del padre che non li segue e poi il campo profughi in Italia, l’arrivo in Oklahoma a 10 anni e la determinazione a diventare qualcuno - s’incrocia a quelle di altri migranti. Li incontra nei campi in Grecia e in comunità olandesi, nel viaggio che intraprende a un certo punto per mettere in ordine il suo passato. Ci sono tante cose: domande pressanti che risuonano in testa, pensieri, incontri con gli avvocati che si occupano di immigrazione. C’è il tentativo di capire il prezzo dell’ospitalità, la gratitudine quasi richiesta, cosa vuol dire vivere in fuga. C’è lei, Dina, che d’un tratto si sente senza identità perché ha trascurato un pezzo di sé per diventare americana, e nella scrittura trova una forma di rimpatrio.

56 giorni di Francesca Segal (Bollati Boringhieri, € 17)

Courtesy Bollati Boringhieri

«Due bambine identiche sembravano una vincita alla lotteria». Francesca è incinta, e tutto sembra andare bene, fino alla notte in cui le cose s’incrinano e a ventinove settimane e sei giorni, dopo un cesareo d’urgenza, nascono le gemelle: minuscole, premature, sospese. Un memoir che narra di giorni in terapia intensiva, di stanze piene di macchinari dove le parole dei medici si mischiano alle confidenze delle altre madri che pian piano ci diventano familiari, di sostegno reciproco, legami forti, dolore e speranza. Una lenta risalita da seguire in apnea.

Mangiaterra di Dolores Reyes (Solferino, € 20)

Courtesy Solferino

Mangiaterra ha un dono che è una condanna: le basta mettersi in bocca una manciata di terra (ha iniziato da ragazzina sulla tomba della madre, e quel gesto ha diviso il prima dal dopo) per vedere che cosa è accaduto davvero a chi è morto o scomparso. Immagini dure che le invadono l’anima: omicidi, rapimenti, violenze dove spesso le vittime sono donne. Un esordio aspro, dal sapore amaro che fatica a lasciarci.

La ragazza con la macchina da scrivere di Desy Icardi (Fazi, € 15)

Courtesy Fazi

Dalia ha sempre fatto la dattilografa e ha attraversato il secolo - il fascismo, la guerra, il boom - munita della sua Olivetti MP1 rossa. Ora che è anziana e il piccolo incidente, come lo chiama, le ha offuscato la memoria, battendo su quei tasti ricapitola gli amori, i dolori, gli incontri, quello che è stato. Un libro che profuma di nostalgia e riattiva le nostre emozioni tattili.

Uomini color cielo di Anaïs Llobet (Playground, € 16)

Courtesy Playground

L'Aja, 2017. La quiete della città viene polverizzata da un attentato: in un liceo esplodono due bombe che provocano la morte di ventidue studenti e due insegnanti. I sospetti si concentrano su due ragazzi che arrivano dalla Cecenia e che si sono rifugiati con la madre nei Paesi Bassi, Kirem, uno studente cupo e ombroso e sul fratello Omar molto più solare e integrato, e nelle indagini viene coinvolta anche la loro professoressa di russo, Alissa, anche lei cecena che da anni cerca di nascondere la sua origine. Un romanzo corale di storie intrecciate che ci parla di identità, integrazione, esilio, guerra, e di cosa vuol dire essere omosessuali in una comunità come quella cecena che non lo consente. Ps Anaïs Llobet scrittrice e giornalista, ha lavorato per AFP di Mosca e si è occupata di attualità e della campagna contro gli omosessuali in Cecenia.

Le transizioni di Pajtim Statovci (Sellerio, € 16)

Courtesy Sellerio

Bujar, il protagonista (e voce narrante) si reinventa: è un ragazzo che a volte è una ragazza perché «nessuno è tenuto a rimanere la persona che è nata». Cambia pelle e Paese e noi lo seguiamo: dall’adolescenza poverissima a Tirana, città da cui fugge con l’amico Hamid dopo la scomparsa della sorella, all’arrivo in Italia, da Roma, alla Spagna, all’America, dall’umiliazione alla rinascita. Un romanzo vorticoso e un autore trentenne che si rivela una grande sorpresa.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Cultura