Nei marmi della collezione Torlonia ci sono tutte le donne che saremo

Fino a giugno 2021 una nuova mostra, una location spettacolare e una combo tra istituzioni private e pubbliche che celebra il made in Italy.

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Il collo di una donna, i polsi che guardano a ovest, il capo che si rivolge a est: nell’antichità le statue cercavano, nella loro staticità, di muoversi e andare altrove. Queste donne scolpite nel marmo, i loro amanti e i dettagli insieme costituiscono la mostra I marmi Torlonia, Collezionare capolavori, un nuovo, gigantesco, patrimonio italiano di cui godere tutti. Da una webcam, mentre sediamo nella storica boutique di Bvlgari in via Condotti, la sindaca Virginia Raggi inaugura quello che vedremo poco dopo quale “straordinario lavoro in sinergia tra istituzioni private e pubbliche”, un dialogo tra ieri e oggi che si concretizza con la promessa di Lucia Boscaini, Brand and Heritage Curator di Bulgari che, salendo la collina di Villa Caffarelli nei Musei Capitolini, rivela l'attesa e la sorpresa "per un progetto così complesso e magnifico".

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Dì lì a poco, ospitati su basamenti di argilla grigia ideati dallo studio David Chipperfield, volti, corpi, animali e luoghi scolpiti nel marmo ci guardano e sembrano più moderni delle loro epoche: 90 statue greche e romane per una collezione privata che tocca record di bellezza e prestigio. “Vedrà alcune statue con i lobi forati, i segni di coroncine piatte di metallo che erano sicuramente ospitate sulle nuche, e poi cerchi un bracciale con due serpenti che cinge il braccio di Afrodite” mi sussurra Lucia Bosacaini prima di varcare la soglia di una collezione d’arte, sogno e umanità. Siamo abituati a una Roma scontata, dove gli scavi bloccano le linee future della metropolitana, eppure è commovente entrare in una mostra che rivela la passione, irrefrenabile, per le origini del nostro mondo: è una passione per opere antiche che la famiglia e gli eredi Torlonia hanno collezionato, cercato, acquistato e curato per decenni ed è la stessa passione che muove la maison Bvlgari a collaborare con la Fondazione Torlonia per permettere a tutti di vedere e vivere queste statue. La curatela e la mostra nascono da un accordo sottoscritto tra la Fondazione Torlonia e Bvlgari, marchio che ha contributo come main sponsor al restauro di quello che il mondo potrà visitare fino al 29 giugno 2021 a Villa Caffarelli (la maison di gioielli è anche main sponsor della mostra).

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Il tempismo non è sfuggito: nonostante la complessità del progetto la collezione privata della Fondazione Torlonia giunge nelle sale di Villa Caffarelli in tempo per festeggiare i 150 anni di Roma come capitale e prenderà, poi, il via per nuove città nel mondo. E lo fa in una location, alcune sale di Villa Caffarelli nei musei Capitolini, chiuse da 50 anni. La bellezza va condivisa, appoggiata, democratizzata: “dal 1884 essere gioiellieri e romani è il nostro dna: quando abbiamo saputo dei progetti della Fondazione Torlonia si è concretizzato il nostro sostegno - come main partner e restauro. Un tesoro nascosto finalmente fruibile grazie a un rapporto di istituzioni privati e pubblici: oggi è una giornata di vera festa per la cultura. Da sempre sosteniamo il passato di Roma e sosterremo anche il suo splendido futuro” ha dichiarato Lucia Boscaini.

Lucia Boscaini, Brand and Heritage Curator
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Ancora una volta l’impegno di questo made in Italy guarda al passato per trovare la forza di investire nel futuro, anche nell’anno più tremendo che ricordiamo. Nella mostra ci sono delicatezze che abbiamo dimenticato: e quando la statua di Afrodite accovacciata mostra sul braccio quel serpente che è diventato simbolo dell'artigianato di Bvlgari sono anche i corpi, le personalità bloccate (o celebrate?) nel marmo a raccontare di donne antiche più che mai moderne. Le pieghe del corpo, così regali, i volti fieri che ti inchiodano nella prima sezione della mostra: venti busti e volti che, pazientemente portati allo splendore dalla restauratrice capo Anna Maria Carruba, ti invitano a ricordare donne magnifiche chiamate Livia, Agrippina, Plotina, Elena Fausta, Plautilla. Quei volti non hanno connotati antichi, sono tradizione e modernità, e lo sa racconta bene Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo: “ho incontrato e conosciuto il principe Alessandro Torlonia nel 2015, abbiamo parlato per anni del realizzare qualcosa di molto complesso per un grande percorso insieme. Ci siamo riusciti. Questa mostra accenderà l’attenzione da tutto il mondo, sono opere che tolgono il fiato, che renderanno i Marmi di Torlonia unici e guardati dal mondo, proprio nell'anno in cui tutti abbiamo scoperto un nuovo modo di visitare le mostre".

Oliver Astrologo
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