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Un viaggio a Londra è un viaggio da vertigine (ed è tutta colpa dello Shard)

Giù in strada, a due passi dalla Shard si va via dalla pazza folla dei turisti e si riscopre la Londra vera.

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Sembra un contest di verticalità, o una gara medievale tra signorotti che alzano torri. A Londra ora è la Shard nel cono di luce. Ma andiamo per ordine: a New York cominciano i lavori per la Central Park Tower, il grattacielo più alto del mondo, 472 metri per un grattacielo residenziale mai vista prima. Dai tempi del Burji Khalifa di Dubai siamo ormai abituati ai record in lusso e altezza, battuti a turno dalla Cina al Medio Oriente. Rispetto a quelle vette, in Europa ci teniamo bassi, ma teniamo allo stile. Per oltre un secolo la Tour Eiffel, oggetto romantico non certo residenziale, ha primeggiato indisturbata. È con la Shard di Londra che tutto è definitivamente cambiato e non solo per il record di 310m di altezza. Allo stupore per un progetto ardito che sembrava impossibile, si è sostituita la familiarità che la ‘scheggia’ in vetro ha generato con il quartiere e la città in pochi anni. Un uso ormai confidenziale, quotidiano, dei servizi che offre in quota, testimonia quanto sia possibile tradurre in realtà, le potenzialità più visionarie di una città. I grattacieli pianificati a Londra per i prossimi 30 anni, sono 263, per circa 15mila nuove case. Piaccia o no, Londra sta cambiando faccia, ma per chi la adora, forse è ancora più bella.

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La nuova storia è cominciata con l’edificio che ha rotto ogni regola nella City: il Gerkin di Foster, è stato il simbolo pioniere del cambio di rotta, il ristorante panoramico su in cima, col tetto vetrato a cupola è la prova di come si possa comunicare emozioni forti con la buona architettura.

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Di recente si è aggiunto lo Skygarden al 20 di Fenchurch St, il Walkie Talkie di Vinoly, il Cheesgrater di Rogers e tutti gli altri da Battersea a Blackfriars. Ma la Shard non ha rivali, almeno fin quando non nascerà un posto altrettanto sbalorditivo, poetico, per quanto può esserlo guardare una città al tramonto con un sol sguardo, nell’attimo in cui tutto diventa d’oro, da distesi comodi su un letto, in una camera totalmente vetrata al 38mo piano (o se piace di più, in piscina al 52mo).

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La presenza della Shard ha rivoluzionato tutto anche ai piani bassi. Sotto e intorno alla Shard, l’intero quartiere di London Bridge già tra i più vitali della città, ha riacquistato smalto, energia e grande appeal. Quartiere storico per la presenza del Borough Market, ha origini antichissime, perché è qui che è stata fondata Londra e il contrasto tra la tecnologia sofisticata del grattacielo e la dimensione, a confronto minuscola, di quel che si incontra passeggiando nei dintorni, affascina se possibile di più. Percorrendo St Thomas Street proprio dall’ingresso dell’hotel Shangri-La si va verso Bermondsey Street, una delle mete preferite dai brit, a basso tasso turistico e alti standard di vita locale.

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Uno degli avamposti di rinascita ad est è proprio qui nei tre padiglioni in mattoncini rossi della vecchia fabbrica di marmellate del regno, la Hartley, ristrutturata pregevolmente a fine anni ’80, quando mai si sarebbe sospettato quel che sarebbe accaduto lì intorno. Bermondsey Street è la strada gastronomica del buon cibo, e dei negozi di design indipendenti, attività di nuovi hipster intraprendenti, giovanissimi imprenditori che gestiscono posti piccoli, tra pub e ristoranti con pochi tavoli e un’accoglienza familiare. Al civico 83 c’è il Fashion and Textile Museum, tutto fucsia e giallo, fondato da Zandra Rhodes che a Bermondsey ha preso anche residenza. Da quando la White Cube vi ha preso sede Bermondsey è diventata la passeggiata culturale del fine settimana per pochi intimi, intenditori d’arte e relax. Per la sosta a pranzo non c’è che l’imbarazzo della scelta fra Tanner & Co, Casse Croute, Pique Nique, i due posti spagnoli di Jose Pizarro e il Village East.

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Giù in strada, a due passi dalla Shard si va via dalla pazza folla dei turisti in marcia da ogni dove, e si riscopre la Londra vera. Su, in cima alla Shard, si può vivere la città in maniera unica, insospettabile, con viste che cambiano dal 34mo al 52mo piano. Il primo Shangri-La inglese si è scelto la posizione più invidiabile, la più desiderabile per chi è in love con Londra. Il silenzio ovattato e le pareti totalmente finestrate ovunque, in camera, come al bar o al ristorante, dispongono in una modalità di navigazione d’alta quota, a cui non resta che abbandonarsi. Si può guardare la città per ore, seduti a cena o sdraiati a letto a luci spente, seguendo le forme sinuose del Tamigi, da St Paul a Canary Wharf a Battersea, e scoprire scorci e luoghi sempre nuovi, mai percepibili dalla strada. Si può desiderare di fermare il tempo, per la velocità con cui la scena cambia repentina al cambiare della luce e dei colori del cielo, delle acque del fiume al cambiare delle maree, come solo a Londra succede, per dover ricominciare ad osservare tutto da capo. Abitare per una notte in un posto così è un dono da farsi per entrare in contatto con una Londra mai vista, l’esperienza resta indimenticabile.

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