Mayfair a Londra tra shopping e glamour, quando moda e cultura coincidono creano leggenda

Stile, eleganza e design a Londra è tradizione e sovversione insieme. L’equilibrio tra le regole british e la loro rottura è qualcosa che gli inglesi fanno estremamente bene

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Cosa è glamour, cosa non lo è. Parliamo di stile, eleganza e design che a Londra è tradizione e sovversione insieme. L’equilibrio tra le regole british e la loro rottura è qualcosa che gli inglesi fanno estremamente bene. Mayfair il suo quartier generale.

Mayfair è da sempre il quartiere più costoso di Londra, continua ad esserlo, negli ultimi anni anche di più, grazie ai nuovi loft multimilionari realizzati a Bond Street e Albermarle, sotto le spoglie storiche di già pregiatissime case georgiane.

A Savile Row c’è la sartoria del Regno, a Jermin St la formaggeria più antica, dal 1797, dopo Fortnum & Mason’s, salumeria del Regno a Piccadilly dal 1707. La libreria Hatchards è nota dalla fine del ‘700 per i party letterari. I profumi da Harris & Co a St James, un’istituzione per intenditori. A St James c’è anche James J. Fox il negozio di sigari preferito da Churchill, lì vicino le pelletterie di Swaine Aideney Brigg dal 1750. I cappelli più fashion del regno nascono nel 1686 sempre a St. James, da Lock & Co. Ci sono Sotheby’s e Christie’s, le case d’asta più note al mondo. Gioiellerie, arte e soprattutto l’alta moda di ogni tempo, abitano qui. Vivienne Westwood, l’interprete colta di tutte le rivendicazioni anarchiche e celebrative insieme, dello stile british più estremo, ha qui due avamposti a Davies St e a Conduit. C’è chi attraversa il mondo per aggiudicarsi l’ultimo gioiello di diamanti rosa a Bond Street.

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A fare shopping a Mayfair veniva l’alta società dal mondo, soggiorno da noblesse oblige, era il Ritz al 150 di Piccadilly.

Vado ad ordinare il vino da Budd & Bros, ci vediamo al Rivoli.

D’accordo, faccio un giro da Garrard e arrivo.

Una giornata di shopping nella Mayfair degli anni 20 poteva iniziare così.

Provare ad inventarla oggi, una passeggiata 4.0 in stile avanguardia Belle Epoque, è ancora possibile, può darci sorprese e farci scoprire pezzi di Londra dal fascino mai sopito. Perla e custode di storia a Mayfair, il primo a celebrarne il lusso, non può essere che il Ritz. È lì che può concludersi o iniziare il giro di shopping tra le vetrine più glamour di Londra. Che sia per il tè, un must, tra i più eleganti e sontuosi in città, o per rientrare in camera a prepararsi per la cena nella sala più bella d’Europa, più che un hotel il Ritz è una leggenda. Dalla sua inaugurazione è stato il centro della società londinese alla moda e della clientela più sofisticata. Luogo glamour per signore, nasce per piacere al pubblico femminile, ogni dettaglio, dalle argenterie, ai fiori, alle porcellane e alle tappezzerie in tutti i toni possibili del rosa, colore lusinghiero, tutto parla alla sensibilità femminile in un gioco sofisticato di seduzione. Nelle feste d’inizio secolo, si narra di braccialetti d’oro decorati di perle e rubini in regalo alle signore invitate e di un calice di champagne offerto prima di cena per predisporre al meglio la serata.

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111 anni di Ritz sono 111 anni di Londra. L’hotel ha superato due guerre, depressioni, austerità eppure è rimasto a far da scenario fisso al mondo che cambia, rifugio e ispirazione, gioia e decadenza della grande borghesia di inizio secolo, sempre in magico equilibrio tra lo spirito rococò di opulenza edoardiana e l’eleganza propria della discrezione british.

Le arcate del portico del Ritz su Piccadilly sono le più belle di Londra, romantiche, ispirate alle facciate di John Nash su Regent Street e ai portici parigini di Rue de Rivoli. Ancora oggi, varcare la porta girevole del Ritz significa entrare in un mondo fatato dove ogni sguardo è stupore. La passeggiata si ripete dentro, nella Long Gallery, in una prospettiva lunghissima di sale incorniciate una nell’altra, uno spazio visivo che traguarda il ristorante, oltre la terrazza, fino agli alberi di Green Park, una sorta di boulevard d’architettura dove camminare chiacchierare o sedersi in qualsiasi momento e essere serviti.

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Al bar Rivoli si entra in uno scrigno Art Deco di boiserie e cristalli Lalique ispirati alla carrozza Cote d’Azur dell’Orient Express. La Palm Court, tutta in giallo, oro e bianco è dedicata al rituale del tè. Nella sala ristorante tra le più belle al mondo, nei toni del rosa caldo, incantano broccati, velluti specchi e lampadari in ceramica a dodici lumi. Lo stile del Ritz porta dentro Francia e Inghilterra insieme, lo chiamavano

“Entente Cordiale” tra Parigi e Londra, per il design d'interni inglese espresso con l'eleganza francese alla moda Marie-Antoinette del XVIII secolo.

Una scelta di quattro schemi di colore per le camere, in base all’umore e all’empatia personale: giallo, blu, rosa e salmone, seterie francesi, jacquard e damasco per le tappezzerie. Tende a quattro strati, tese e drappeggiate a tessuti dal tatto alterno, in ogni camera camini in marmo e grandi specchi e bouquet di fiori freschi di fronte al letto. Lampade, cerniere e arredi originali si accompagnano a fedelissime riproduzioni su disegno originario di Mewes & Davis, i progettisti architetti francesi, curatori di ogni minimo dettaglio, fino al disegno delle teiere in argento.

Belle Epoque e innovazione erano la cifra stilistica di Cesar Ritz, visionario fondatore di tutti gli hotel Ritz del mondo. La struttura portante in acciaio ispirata al Flatiron di New York era la novità assoluta del tempo, su cui costruire un modernissimo palazzo londinese senza vincolo di murature portanti, con il tetto di un castello parigino, alla maniera delle residenze nobiliari francesi, per far sentire a casa l’aristocrazia in viaggio. Cesar Ritz inventava a Londra l’hotel di lusso moderno, con standard di eleganza e comfort architettonici, al tempo di assoluta avanguardia: dal telefono al bagno in camera, alla novità di inserire i guardaroba nelle pareti. Dal ‘900 in poi, con il Ritz di Londra si sono misurati tutti i grandi alberghi che sono seguiti, ispirati ad un modello mai realizzato prima.

Piaceva il Ritz e piace anche oggi. Piace alla Casa Reale che lo ha insignito di Real Warrant per le feste e i banchetti istituzionali e di famiglia. E piace anche a Mick Jagger e all’intera band dei Rolling Stones, quelli che di trasgressione a regole e istituzioni hanno fatto ragione di vita.

Londra è regola e sovversione, dalla cultura, alla sartoria alla moda, è sperimentazione e originalità disinvolta, ma sempre legata alla tradizione e sempre, per questo, in diritto di superarla per innovare. Il Ritz è uno dei luoghi dove toccare da vicino quelle tradizioni, scrigno e simbolo della Londra che da sempre ci insegna ad osare.

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