Orient Express, il viaggio sognato e realizzato (seconda parte)

Continua l'emozione sul treno più famoso e iconico del mondo. Scenderò a Londra, e l'era contemporanea si riapproprierà di me. Purtroppo

image
Courtesy Belmond Venice Simplon Oriente Express

Londra. L’impatto col ventunesimo secolo mi coglie impreparata, Victoria Station, che pur conosco ad ogni passo, mi appare come un immenso franchising di caffè, colori pacchiani, pannelli digitali giganti, M&S express e gente che corre in ogni dove. Scendo dal teletrasporto anni Venti con Aurelia e Antonio nel cuore, ho bisogno di un bagno rigenerante, lungo, magari un massaggio, poi cena e a letto.

Ho saputo della nuova spa al Lanesborough, nella Londra antica di Belgravia. Mi sembra il posto ideale per ammortizzare il ritorno alla realtà e assicurarmi un impatto netto ma morbido, col mondo contemporaneo. Dopo oltre trenta ore in treno senza il piacere di una doccia, sono certa Aurelia avrebbe molto apprezzato l’idea di un circuito termale e un po’ di relax in piscina. Mi ritrovo in un mondo incantato tra grandeur e misurata eleganza. Seta alle pareti, rivestimenti in legno, marmo e pietra ispirati all’antica Roma, tappezzerie in cuoio e finiture in bronzo. L'atmosfera opulenta senza eccessi mi fa sentire ancora in viaggio.

Ceno al Céleste, Antonio era esperto di buona cucina. Ho sempre adorato la sala da pranzo in stile Regency, regala una piacevole esperienza estetica oltre che culinaria. Gli oggetti collezionati sui pannelli azzurri con gli stucchi bianchi, mi ricordano certi scorci della casa di John Shoane a Holborn. La copertura in vetro a cupola rende la sala inconfondibile, crea una scena che si trasforma continuamente al cambiare della luce. L’hanno chiamata Céleste per questo, a sera sembra di cenare sotto le stelle. E poi quel lampadario di due metri in cristallo inglese!

L’ingresso dell’Hotel Café Royal
Courtesy The Leading Hotel Of The World

Dormo al Cafè Royal. Nel suo racconto Antonio termina qui il suo viaggio con Aurelia un posto speciale dove guardare ed esser visti, scriveva con l’ironia di sempre. Ai suoi tempi, nella Londra del Golden Age a Regent Street nasceva la città moderna del progetto visionario di John Nash, e il Cafè Royal era il centro di tutto. Era il club dell’alta società londinese e meta d’obbligo per soggiornio esclusivi da oltremanica, Antonio lo sapeva bene. Era il posto preferito di Oscar Wilde e Winston Churchill. Non potevo mancare l’ultima tappa del viaggio immaginato da Antonio. Il nuovo capolavoro ridisegnato da David Chipperfield oggi è ancora uno dei luoghi da cui cominciare la scoperta dell’identità di Londra.

L’hotel Lanesborough, Oetker Collection in Hyde Park Corner
Courtesy The Leading Hotel of the World

Resto qui, la notte prima del grande giorno alla British Library. Il racconto di Antonio è arrivato a destinazione. Domani troverà finalmente la sua collocazione definitiva, degna di viaggiatori a vita come lui, che accettano di continuare a scriverla la vita, se qualcosa la spezza all’improvviso. Il suo racconto correva con Aurelia in un viaggio, che dopo circa un secolo è diventato il mio, immaginato insieme a lei, a bordo del Venice Simplon Orient Express, quando non c’era whatsapp.

Leggi la prima puntata...

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Viaggi