Quel piccolo capolavoro di alta gioielleria che è il Salisburghese

Piccola guida semi seria per perdersi a Salisburgo e dintorni, senza inciampare negli abituali cliché.

Store signs in a city, Getreidegasse, Salzburg, Austria
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Quel che non sapete è che vi toglierà il respiro attimo dopo attimo, allo scorgere della prima distesa di verde Pantone Microsoft, alla sensazione di essere immersi in un’atmosfera che fa bene solo a respirarla, in un countryside che nulla ha da invidiare alle cugine britanniche o a quelle provenzali. Quello che non sapete è che respirare storia, passo dopo passo, è più facile che respirare aria frizzante e pungente. Quel che non sapete è che di fiabesco c'è tutto, a partire dalla prima pallina di cioccolato che assaggerete nella prima boutique-patisserie che ha dato i natali alle palle di Mozart, il Cafe Konditorei Furst, fino all'ultima RedBull che berrete (eh sì, è proprio qui che nasce), passando per quella delizia finger-street food (una a scelta, s'intende) che troverete da Carpe Diem, gourmand restaurant stellato nel pieno centro storico della città, fondato dal patron della suddetta bevanda energizzante.

La lounge del Carpe Diem
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Facciamo un passo indietro, concediamoci un tè caldo, prendiamo d'assalto il nostro divano e gustiamoci questa lunga e incantevole visita 2.0 alla città. La prima cosa che Salisburgo evoca alla mente è fiabeschi outfit di Sissi (che no, non è mai stata qui, sorry), calorie al sapore di Sacher torte (ebbene sì, anche qui), dolci note di Mozart (di chi, se no?) e, ovviamente, gli imbissstand più buoni del centro Europa. Spiacenti, ma siamo lieti di comunicarvi che Salisburgo e l’intero Salisburghese sono molto altro ancora, regalano emozioni che non sono unicamente da archiviare nei file natalizi o nell'immaginario base dell'intera area delle Dolomiti. Salisburgo è storia, è pura storia. È un percorso lungo 259 milioni di anni, già, momento in cui le montagne neanche c’erano, ma ci si poteva tuffare in un mare cristallino e ricco, ricchissimo di sale. Le cose cambiano, la natura lo insegna. Le terre si spostano, i mari diventano chiusi, l’acqua evapora e quel che resta è puro oro bianco. Il sale. Elemento principale e fondamentale per la nascita e lo sviluppo di una città bijoux e dei suoi dintorni, che, guarda caso, prende proprio il nome da lui, da una delle ricchezze che no, non luccica, ma di certo brilla. E acceca. Un’architettura che incanta, un’atmosfera frizzante dalle sfumature chilling, accoglienza e ospitalità che fanno arrossire quella tipica mediterranea, bombe caloriche al profumo di cioccolato sono solo alcuni tra gli infiniti pregi di quella che, un tempo, non era neanche Austria. La piccola zona del Salisburghese viene ammessa all’Austria solo duecento anni fa, quando, dopo essere stra a lungo governata da Wolf Dietrich von Raitenau entra a far parte di una delle zone più caratteristiche dell’Austria. L'Arcivescovo è riuscito, nel tempo, a creare una cittadina a sua immagine e somiglianza, dicunt. Arrivato a Salisburgo ha fatto in modo (le vecchie generazioni raccontano anche di modi poco eleganti/leciti, dicunt) di poter costruire e ricostruire da zero. Il Duomo di San Ruperto e Virgilio, l'abbazia di San Pietro, che ospita anche un cimitero en plein air, il Mirabell Schloss ovvero il vecchio palazzo nel quale l'Arcivescovo ha vissuto per anni insieme alla sua compagna (dicunt) Salome e attualmente location Municipio di Salisburgo, con i suoi curatissimi e ordinati giardini, per esempio. La lista è davvero moooolto lunga. Superfluo forse dire che tutti i suoi sogni sono stati realizzati grazie all’estrazione-lavorazione-vendita del (-le grandi quantità di) sale. Ma non solo.

Il cimitero di San Pietro, a Salisburgo
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Salisburgo è la città che ha visto nascere e crescere il genio Mozart (con la sua memoria eidetica), che lo ha perso nel giro di pochi anni, che ha ereditato una delle più grandi ricchezze in termini di musica classica e che, purtroppo, ad oggi, non può vantare nessun discendente della famiglia Mozart. Ma questo lo sappiamo già e lo sappiamo bene. Una cosa che sappiamo meno è che questo piccolo gioiello barocco è stato il luogo nel quale è stato girato, nel lontano 1964, quel capolavoro del musical che è "Tutti insieme appassionatamente", motivo / fonte di molte delle nostre lacrime. Pochi chilometri a sud della roccaforte salina, percorrendo strade provinciali contornate da foreste di palette autunnali, degne delle migliori brochure delle agenzie di viaggio, si arriva nel piccolo villaggio di Hallein, il tipico centro in cui il tempo si è fermato. La storia di Salisburgo e dei suoi dintorni è tutta nei suoi scorci e nelle avventure che aedi e rapsodi locals sapranno raccontare. Manca il respiro tra i vicoli dei paesi, gli occhi si riempiono di bellezza anche quando il paesaggio è grigio e le nuvole che sovrastano i villaggi sono cariche di pioggia. Hallein sembra essere famosa ai più perché gelosamente conserva una delle miniere di sale più antiche della zona. Attualmente è possibile visitarla, potersi perdere al suo interno e addirittura, addentrandosi, è possibile oltrepassare il confine della Germania, attraverso i suoi cunicoli. Nulla di fiabesco, nessuna leggenda.

Dettagli facciata di un palazzo della zona antica di Hallein
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Tutto vero, for real. Il villaggio micron, però, non vanta solo una tradizione al gusto salsedine, anzi. Hellein (e i suoi dintorni) è un luogo in cui il tempo è fermo al 1818, dove i bambini giocano ancora in strada, soprattutto dopo il coprifuoco che, puntuale come pochi, rintocca le ore 12 dei sabati grigi, è il villaggio che scandisce le proprie giornate a suon di Silent Nächt. Prego? Forse non tutti sanno che la colonna sonora natalizia più famosa al mondo nasce proprio qui, tra le strade dei villaggi che si fanno compagnia tra loro, nella campagna di Salisburgo. Joseph Mohr e Franz Xaver Gruber sono stati / nati / cresciuti ANCHE qui, in questo piccolo gioiello di villaggio, dove hanno avuto la possibilità di vivere vite così incredibilmente diverse l’una dall’altra, eppure così vicine, da poter confondere la reale paternità della famosa melodia che sta per compiere i suoiprimi 200 anni. I tempi erano diversi, non c’erano diritti d’autore, non c’era il plagio, non c’era la foga di fare money money. Al contrario, seppur in un’epoca in cui le ristrettezze economiche regnavano accanto a preti e arcivescovi, si viveva accompagnati da maggiori dosi di amore e condivisione. Hallein è dunque il luogo-non-luogo dove il Natale regna sovrano 365/365 e dove è ancora possibile ascoltare in lontananza lo scandire di Silent Nacht, anche grazie agli strumenti che suonavano i suoi due compositori che sono ancora intatti ed esposti nel museo cittadino.

I sotterranei della miniera di sale nei pressi di Hallein
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Una cosa è certa, al di là della storia, delle tradizioni e del benessere che si respira in questa zona, tra nuvole e palette colori che fanno invidia ai grandi colossi delle app di grafica. La cultura del cibo in condivisione, in queste zone, è sorprendente. Condivisione quando intesa come amore per se stessi, quando mangiare non è più puramente una funzione fine a se stessa, ma diventa culto, si traduce in amore per il proprio corpo. Si mangia a tutte le ore, le cucine lavorano 14 ore al giorno ininterrottamente, proponendo piatti stellati (come nell’hangar di Mr Redbull nei pressi dell’aeroporto) o un sublime street-food gioiello. Il cibo di strada, infatti, non fa sentire la propria mancanza in uno spettro di offerte così ampio: si trova in ogni vicolo del centro storico e anche al di fuori di questo, viene preparato perfino in attività di 6mq (nel pieno centro di Salisburgo), o in classici mini baracchini on the road. #nocaptionneeded. Lo stupore aumenta via via che si attraversa la campagna del salisburghese e, in pochissimi minuti, si arriva nel micro distretto di Elixhausen, a pochi chilometri dalla zona di riserva dei laghi naturali, dove locals e non sono soliti trascorrere le proprie vacanze in piccole imbarcazioni o caratteristiche casette/prefabbricati a ridosso delle sponde dei laghi. C’è un hotel storico, li, ad Elixhausen, una struttura che vanta circa 24 generazioni familiari di gestione, completamente immerso nel nulla della natura più verde, a ridosso dei cieli più azzurri. Si vive in palette così tanto surreali da far risultare quella reale una realtà virtuale o lo screensaver del nostro vecchi pc. Un incanto.

Lago Fuschle, Eiixhausen, Salisburgo
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A Gmachl si vive come in un parco divertimenti, a metà tra la storia antica della zona, le tradizioni di eco tirolese, e quella presente, volta interamente al benessere di corpo e mente. Il tutto allietato da una spa da sogno, che rende tutto ancora più incredibilmente ovattato e surreale. Per vivere, invece, un'intensa esperienza dai toni tirolesi bisogna spostarsi in un arco temporale inferiore ai trenta minuti e proprio lì, sulla strada che porta verso Hallein, si incontra una piccola locanda a conduzione familiare, la Gasthof Zum Kirchenwirt, una wirsthaus, che è stata fondata nel 1500 e, inutile chiedersi perché, si respira ancora un’aria suggestiva e tipica di quell’epoca. Il personale ti fa sentire come a casa della nonna, coccolato, amato, risolve ogni piccolo problema prima ancora che l’ospite possa accorgersene, proprio come un caro familiare. Il Salisburghese è un film. Il Salisburghese è quella che tutti intendono come definizione perfetta del “vivere in un film”. Un film di alta gioielleria, dove tutto è prezioso e al contempo è a portata di mano, dove tutto è fiabesco e incredibilmente, ancora oggi, reale. E non solo realistico. E' Patrimonio Unesco, ci sarà un perché? È proprio questa la provincia a due passi da Milano che tutti dovremmo conoscere, respirare, vivere e amare, almeno una volta nella vita. E no, non solo a Natale.

Le campagne nei dintorni del lago Wolfgang, Salisburgo
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