In base a cosa la Lonely Planet sceglie le best 10 mete dell'anno?

Perché quella città, quella regione, quel paese sono entrati a far parte delle classifiche sulle mete vacanze 2019?

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Modalità valigia ON: le imperdibili destinazioni di viaggi low cost 2019 (e non) sono tra noi. E sono BELLISSIME. Nessun dubbio in merito: d’altronde le classifiche Best in Travel 2019 di Lonely Planet, pubblicate da EDT, sono una panoramica sui migliori consigli di viaggio e le mete che saranno di tendenza nei prossimi mesi. La curiosità è sovrana: come nasce una guida di viaggio così apolide, variegata, attenta a tantissime variabili e in grado di soddisfare la benché minima esigenza personale? In soldoni: in base a cosa Lonely Planet sceglie le migliori mete dei prossimi 12 mesi? Ci siamo messi a caccia del colpevole di tale voglia di svuotare il conto corrente con largo anticipo sul Natale e sui prossimi weekend festivi: il nostro personale capro espiatorio/suggeritore di mete vacanze 2019 è Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia. Lo inchiodiamo al dovere imbottigliato nel traffico torinese che lo porta verso il Monferrato (dettaglio non trascurabile, anzi, lo capiremo poi), ma il suo tono da gentiluomo piemontese entusiasta non viene scalfito nemmeno dalla pioggia battente.

Come nasce l’idea di Best in Travel, e cosa significa compilarla?
Una volta l’anno tutti i 200 autori Lonely Planet sparsi per il mondo e tutti gli uffici della casa editrice -compreso il nostro- sono chiamati a indicare le mete che avranno per qualche motivo ragione di essere visitate nell’anno a venire, in questo caso il 2019. I motivi possono essere disparati: eventi, celebrazioni, strade e collegamenti appena aperti.... Quando succede qualcosa di particolare per cui quella meta diventa di tendenza, insomma. Questi suggerimenti vengono raccolti, selezionati e ridotti a tre classifiche da un pool di colleghi: 10 paesi, 10 regioni, 10 città. L’eco mediatica è molto grande perché il libro esce in contemporanea in 7 lingue diverse, dall’inglese all’italiano al coreano allo spagnolo. È un putiferio interessante e si apre sempre un bel dibattito. Per esempio, quest’anno la classifica dei paesi ha tra le prime 3 posizioni 2 nazioni particolari: lo Sri Lanka al primo posto e lo Zimbabwe al terzo. In questo caso l’Africa è un continente molto difficile da decifrare, ma il paese è sicuro ed è in crescita. Già queste due destinazioni fanno notizie a sé.

Sri Lanka tra le mete 2019 secondo Lonely Planet
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Facci capire bene: nella scelta dei Best in Travel, gli anniversari particolari e momenti storici precisi spingono a inserire un paese?
Sì, esatto. È il caso della Germania in seconda posizione: quest’anno ricorre il centenario del Bauhaus e i 30 anni della caduta del muro di Berlino. Per dirne un’altra che a noi piace moltissimo della classifica delle regioni, cito Catskills negli Stati Uniti perché quest’anno sono i 50 anni di Woodstock, il concertone del 1969.

Tu sei stato a Catskills?
Non ancora, sono stato nel New England che comunque è a poche ore da New York. Al di là comunque dell’anniversario di Woodstock, tutta l’area lì intorno è una fucina enorme. Ci sono ristoranti a chilometri zero, birrerie artigianali, collettivi artistici che sono molto apprezzate da chi viaggia.

Hai citato le regioni, e qui ti voglio: prima in assoluto è il Piemonte. EDT Lonely Planet ha sede in Piemonte, avete giocato un po’ in casa…
Finalmente dopo 27 anni di duro lavoro e onorato servizio possiamo gonfiare il petto! (Ride). E lo abbiamo fatto in questi giorni, effettivamente, illuminando la Mole Antonelliana con il logo di Lonely Planet, facendo una festa pazzesca alle OGR-Officine Grandi Riparazioni… E le nomino non a caso, perché proprio a Torino, che è noto e conosciuto come capoluogo industriale, sono state trasformate in luoghi di cultura le vecchie fabbriche che punteggiano la periferia. Sono tutte cose che vanno al di là del circuito patinato del centro, restituiscono un rapporto con l’origine di questo luogo: la cultura operaia e le cattedrali industriali, che erano la culla del lavoro e che oggi sono riconvertite. Non dimentichiamo poi che abbiamo le Langhe e il Monferrato, che sono anche patrimonio Unesco.

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Al di là della rinascita di Torino, la classifica al Piemonte è utile anche per visitare posti meno conosciuti, come le risaie di Vercelli. È un modo per prendersi un tempo più lento per viaggiare e scoprire gioielli che non consideriamo?
Sì, è proprio questo lo scopo. Nel libro, che esce solo in cartaceo, si menzionano anche le remote valli del Cuneese, tipo la Val Maira e la Val Grande. Posti che per noi stessi piemontesi sono spesso e addirittura sconosciuti, sono rimasti immutati, come erano 200 anni fa. Per dire, li conoscono di più i tedeschi! Anche nello stesso Monferrato, che è il mio luogo del cuore e lo frequento moltissimo, vedo sempre più turisti stranieri -olandesi, belgi, inglesi- che non italiani.

L'Albania è a un metro da casa nostra e non la consideriamo. Cosa stiamo aspettando?

Best in Travel 2019 delle città: la numero 1 è Copenaghen e non stupisce, è una città che tira sempre da sola. Ma la seconda e la terza, effettivamente, sono state un po’ una sorpresa: Shenzen in Cina e Novi Sad in Serbia…
Partiamo proprio da quest’ultima, che è una città che io ho nel cuore tantissimo. Novi Sad è al terzo posto per due ragioni: la prima è che sarà Capitale europea dei Giochi della gioventù 2019, la seconda, più profonda e interessante per il pubblico vasto, è che si celebrano i 20 anni dell’EXIT Festival. È un festival musicale che si tiene nella fortezza di Petrovaradin con delle line up incredibili, e che nacque come protesta contro la dittatura di Slobodan Milosevic. È il simbolo di gente che ce l’ha fatta, ha vinto contro un dittatore e dopo 20 anni può davvero fare festa.

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E su Shenzen cosa ci stiamo perdendo?
La Cina è un posto incredibile di per sé, nel senso che non ci si crede a quello che sta accadendo. Ovunque tu vada, le cose cambiano ad una velocità impressionante: ci sono treni ad alta velocità, a Shanghai viaggiano solo moto elettriche silenziosissime… Shenzen è entrata in classifica perché è la Silicon Valley cinese, una sorta di San Francisco asiatica. Ha quest’anima moderna e contemporanea, piena di luoghi trendy e con una scena indipendente molto vivacizzata come sempre accade quando i creativi invadono una città. Shenzen era in realtà un po’ la periferia di Hong Kong, ma saranno collegate da una nuova linea ferroviaria superveloce: capisci che insieme diventeranno una delle grandi megalopoli più importanti del continente.

Tra tutte queste destinazioni delle 3 classifiche di Best In Travel, qual è quella che ti ha fatto dire “Oddio non vedo l’ora di andarci”?
A me manca il Nepal ed è da anni che mi riprometto di andarci. Tra le città ti dico sicuramente una che è in classifica ed è appunto Katmandu. Dopo il terremoto del 2015 i siti storici hanno iniziato a riaprire: la ricostruzione è lunga, ma viaggiare in Nepal significa proprio sostenere un paese che ha come primaria fonte di reddito il turismo. Tra i paesi mi piace menzionare la Giordania, un paese che si trova in un’area progressivamente abbandonata perché percepita come non sicura: invece la Giordania ha investito molto nel turismo, ha introdotto il visto gratuito che consente l’accesso a siti come Petra che sono un patrimonio assoluto, ha completato il Jordan Trail di 650 km di escursione nei siti turisti più importanti… Essendo relativamente economico e a poche ore di aereo, dico sempre che il Medio Oriente è il posto più vicino per andare lontano.

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Un commento sulla classifica Best Value, che parla di 10 destinazioni per avventure accessibili: una specie di “Ho pochi soldi, dove vado?” dedicato ai low-costers incalliti?
È una delle sezioni del libro che riguarda i trend in crescita. Ci sono due destinazioni che cito con molto piacere: uno è l’Egitto, in particolare la Valle meridionale del Nilo. I problemi interni di terrorismo avevano fatto scomparire l'Egitto dai radar turistici, invece adesso sta tornando in auge. I prezzi sono stati da sempre storicamente abbordabili e oggi lo sono ancora di più. Sempre per restare vicino a noi, un altro posto che mi piace citare perché ho avuto modo di scoprirlo anche personalmente, è l’Albania. È a un metro da casa nostra ma per anni nessuno di noi l’ha mai considerata: dormi divinamente nei 4 stelle a 40 euro, mangi benissimo e mediamente spendi poco. Ma che stiamo aspettando?

Il Medio Oriente è il posto più vicino per andare lontano

Inoltre il mare è bellissimo perché è la parte più profonda dell’Adriatico… Invece di andare a spendere soldi a Gallipoli, vai dall’altra parte?
Mi tocchi la Puglia che mi è molto cara.. Scherzi a parte non paragonerei mai la bellezza della Puglia a quella dell’Albania, sono due cose diverse. Ma sul piano dei prezzi, fuori dalle coste e dal mese di agosto, non c’è davvero paragone.

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