Dovremmo volare a Parigi solo per innamorarci di Luigi Ghirri

La mappa del territorio delle emozioni e della fotografia di Luigi Ghirri, illumina Arte Fiera 2019, la Parigi di sempre e il paesaggio contemporaneo con nuovi incanti

Luigi Ghirri, L'Île-Rousse, specchio, riflesso donna
Luigi Ghirri, L'Île-Rousse, 1976, Bibliothèque nationale de France © Eredi Luigi Ghirri

Certi spazi è tutta una questione di come li abiti. Qui o nell'incantevole L'Île-Rousse francese, basta il riflesso di un frammento di realtà, ad accendere la memoria, la fantasia, il desiderio del paesaggio umano, da scoprire con altri occhi e la complicità della luce (e parecchia emozione). In questo caso, anche grazie alla fotografia di Luigi Ghirri che mappa il territorio delle emozioni, dalla sua Modena in minigonna e l'Italia rivoluzionata dagli anni Settanta, al paesaggio del mondo a perdita d'occhio che continuerà a cambiare, restando profondamente uguale a se stesso, a noi (al contemporaneo). Grazie al cartografo di un territorio sovversivo, quanto la sublime relazione che intrattiene tra quello che è interno ed esterno, come la luce che regala nuovo incanto alla Parigi di sempre (ma attraversata con i tacchi alti). La Ville Lumière innamorata della luce, pronta a lasciarsi rileggerere dalla sua geografia della visione e del paesaggio contemporaneo con The Map and the Territory. Una retrospettiva illuminante e itinerante, esposta al Museum Folkwang di Essen e al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, prima di arrivare in mostra alla Galleria nazionale del Jeu de Paume di Parigi (12 febbraio - 2 giugno 2019). Questo fine settimana anche ad Arte Fiera 2019 con il suo interno italiano.

« Più che scattare fotografie, il mio intento era creare carte e mappe che fossero allo stesso tempo fotografie » - Luigi Ghirri

Da qui parte un nuovo viaggio, perché questa retrospettiva curata da James Lingwood, è la prima a lasciare l'Italia per concentrarsi su un decennio di profondo cambiamento per il mondo e la mappa del paesaggio della visione di Ghirri. Già profondamente consapevole di paesaggi di cartone che hanno smarrito il confine con la finzione della pubblicità, o degli accessi di realtà di un paese dei balocchi, destinato a intraprendere un viaggio in Italia senza precedenti.

« Cerco un punto di vista sul mondo esterno e una visione su un mondo più nascosto, interiore, di attenzione, di memorie spesso trascurate » - Luigi Ghirri

Negli anni Settanta la visione del paesaggio ghirriano inizia a stravolgere i luoghi comuni e gli stereotipi da cartolina, indugiando sul fascino delle piccole cose del quotidiano e gli orizzonti evanescenti del familiare. Quella dimensione poetica che abita le immagini, capace di spingersi oltre l’arcobaleno su una stradina di Alessandria, o i giochi in riva al mare di Rimini.

Luigi Ghirri, Lido di spina, 1974
© Eredi Luigi Ghirri
Luigi Ghirri, Salzburg, 1977
Collection privée, Courtesy Matthew Marks Gallery © Eredi Luigi Ghirri

Luigi Ghirri, Modena, 1971
Courtesy Matthew Marks Gallery © Eredi Luigi Ghirri

Questa grande retrospettiva riprende la cartografia della sua mostra Vera Fotografia, presentata nel 1979 al centro espositivo dell'Università di Parma, con un labirinto d'illusioni, e specchi che mostrano la verità. L'unica possibile per la fotografia. Quella di ogni sguardo.

Ogni frammento d'immagine continua il viaggio, partito con l'esplorazione dei codici della nostra rappresentazione della realtà, messi a fuoco tra le pagine di un Atlante (1972) geografico. Tra le pareti di casa e le pieghe dell'immaginario di un geometra dal temperamento visionario. Scomparso troppo presto (a quarantanove anni), mentre la sua geografia della visione e della fotografia, continua a illuminarci, senza risparmiare nuovi incanti al paesaggio contemporaneo.

« credo di aver appreso dall’arte concettuale la possibilità di partire dalle cose più semplici, dall’ovvio, per rivederle sotto un’altra luce » - Luigi Ghirri

Luigi Ghirri, Modena, 1972
CSAC, Università di Parma © Eredi Luigi Ghirri
Luigi Ghirri, Brest, 1972
CSAC, Università di Parma © Eredi Luigi Ghirri
Luigi Ghirri, Carpi, 1973
CSAC, Università di Parma © Eredi Luigi Ghirri

Il paesaggio interiore aspetta solo di essere esplorato, sentito, ma chi questo weekend passa per la 43esima edizione della Fiera internazionale d'arte contemporanea di Bologna, più approfittare dell'emozione dei luoghi che lascia emergere l’identità e il senso all’abitare, in mostra con Luigi Ghirri. Interno italiano. Per l'occasione, sabato 2 febbraio, un percorso guidato dalla curatrice Elena Re, apre all'arte anche il nuovo ufficio di Jacobacci & Partners.

Luigi Ghirri, Modena, 1973
© Eredi Luigi Ghirri
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