Nuovi modi di viaggiare: i poshtel, la rivoluzione del vecchio ostello

Una nuova parola, che unisce posh (ovvero snob) e hotel, indica l’evoluzione ad alto tasso di design degli alloggi per giovani. E anche l’inedita alternativa ai soliti alberghi.

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Courtesy Photo Joe&Joe

Un open space da condividere con i vicini, ma anche un luogo per conoscere chi vive in città e viene qui per un drink, come in un salotto ospitale. Questa è la filosofia di base per Jo&Joe, il primo ostello francese firmato dalla catena Accor.

Jo&Joe a Hossegor.
Courtesy Photo

È a Hossegor, nelle Lande, oasi di pace ben nota agli adepti del surf, di cui è la capitale in Europa (Biarritz è a soli 20 km). Le stanze e i bagni sono privati, perché lo spirito di comunità va bene, ma fino a un certo punto. Aprirà a breve anche a Parigi e Bordeaux.

In Portogallo a Lisbona

Una delle sale del Living Lounge Hostel di Lisbona.
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Il pluripremiato Living Lounge Hostel è stato progettato da quattro artisti portoghesi con l’intento di ricreare un appartamento ad alto tasso di design. In pieno centro a Lisbona, ha eleganti salotti, cucina e sale da pranzo dove poter mangiare insieme, seguendo l’idea degli ostelli nati per i turisti zaino in spalla. Qui però si aggiungono stile e comfort.

In Spagna a Barcellona

La stanza Nomastè di Casa Gracia a Barcellona .
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Il motto è sentirsi in famiglia. Ma anche perdersi nelle tante stanze (a sinistra, la “Nomasté”) di Casa Gracia, un edificio storico nel cuore di Barcellona. Una biblioteca, vari piccoli salotti e due caffè, uno sul tetto. Il recente libro The Grand Hostels. Luxury Hostels of the World (Gestalten) lo definisce come la “casa della cultura e del lusso”. Dormitori, stanze singole, appartamenti per famiglie e suite. Tutto all’insegna dell’Art Déco e dei corsi, da quelli di yoga alle serate musicali (NB anche l'immagine d'apertura è di Casa Gracia).


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