I volti di chi vive nelle megalopoli cinesi in una mostra capolavoro

Il ritratto del futuro è ora. Sul volto dell'umanità che vive nelle megalopoli globalizzate, non curandosi della differenza tra oriente e occidente o della vera gioia

Christopher Anderson, donna cinese, rossetto
Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta

Misterioso come certi sguardi, seducente quanto le labbra mute. Sublime come quello che non potrà mai trattenere la trama sottile della pelle, o la mimica involontaria delle emozioni. Il ritratto del futuro è sotto i nostri occhi, ma andrebbe guardato in faccia, per capire quanto somiglia a tutti noi. Ai nostri sogni, globalizzati insieme all'ansia di realizzarli, traditi dai volti anonimi che affollano le città di tutto il mondo, lasciandosi dietro paesi, culture e radici. Mai la connessione filtrata da uno schermo, capace di abbatte barriere incredibili, facendone pagare il prezzo più alto al contatto umano. Mai il miraggio di una nuova forma di felicità, quasi più bella della realtà. Forse la forma di Approximate Joy, ritratta dal fotografo Magnum Christopher Anderson nelle gigantesche megalopoli cinesi, raccolta nelle pagine mute del libro omonimo e del progetto espositivo, ospitato alla Jackson Fine Art di Atlanta (fino 6 aprile 2019).

Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta

« Ho visto il futuro ed è ora ed è la Cina, non c’è bisogno del passato, può essere cancellato, si sta costruendo una nuova felicità, un’approssimazione di gioia, meglio della realtà » - Christopher Anderson

I bagliori luminosi che cancellano la metropoli ma non il suo isolamento, esaltano la dimensione glamour di questa nuova felicità, sui volti di chi la insegue nel prototipo più all'avanguardia della società consumistica. L'atmosfera cromatica è sinistra e seducente ma, il potere vibrante del rosso che la domina, si spinge ben oltre il simbolo della Cina e della sua ascesa nella società consumistica, paventando il nostro futuro.

Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta

Dimenticate il futuro incontaminato di Star Wars, la versione post-apocalittica di Mad Max, un po' meno il futuro distopico e sublime di Blade Runner. I bagliori delle luci artificiali delle megalopoli, accese giorno e notte sul riflesso affascinante della nostra umanità (e quella che si limita a replicarla). Più di una fonte d'ispirazione per i ritratti ravvicinati di volti e frammenti della dimensione urbana, fotografata da Anderson camminando per settimane lungo le strade di metropoli moderne come Shenzhen.

L'ex villaggio di pescatori che dipendeva dai canali di scolo, sul delta del Fiume delle Perle, trasformato in circa tre decadi nella quinta città più grande della Cina. Nella Silicon Valley cinese, meta di shopping e divertimento, non solo per i suoi venti milioni di abitanti. Simbolo della rapida ascesa cinese, in tutto il mondo che non fa più una gran distinzione tra oriente e occidente.

« Penso che parte della mia mente si riferisse, in senso visivo, all'originale Blade Runner, e l'idea di come la città del futuro potesse essere ovunque: potrebbe essere New York, potrebbe essere Hong Kong, potrebbe essere Shenzhen, potrebbe essere Londra, dove la cultura si è fusa e l'Occidente è diventato l'Oriente e l'Oriente è diventato l'Occidente. » - Christopher Anderson

Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
Christopher Anderson - Untitled, from the series Approximate Joy, 2017-2018 Signed on label verso 25 x 20 inch archival pigment print Edition of 9 © Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta
© Christopher Anderson, courtesy of Jackson Fine Art, Atlanta

L'affascinante studio del fotografo Magnum tocca tematiche più universali delle città del futuro, con il ritratto dei giovani emigrati che inseguono i loro sogni in una delle città più grandi del mondo. Lo fa avventurandosi del ventre molle della Cina, edificata in fretta dal consumismo e dall'avanguardia della tecnologia, con il duro lavoro di tanti migranti, attirati dalle luci della città ma finiti a fare il turno di notte, come il giovane poeta Xu Lizhi.

Il ventiquattrenne che si è tolto la vita gettandosi dal diciassettesimo piano di un centro commerciale di Shenzhen nel settembre 2014, dopo aver lasciato le zone rurali del Guangdong, ed essere diventato un impiegato della Foxconn (la catena di fabbriche di Shenzhen in cui sono assemblati i prodotti Apple). Un giovane impiegato del turno di notte che ha scritto la poesia, scelta da Anderson come unico testo per accompagnare le sessantotto immagini di Approximate Joy, nelle centoventi pagine del libro omonimo, edito da Stanley/Barker (settembre 2018, ma già alla seconda edizione).

«Mezzanotte. Tutti dormono profondamente, teniamo aperte le nostre giovani ferite. Questi occhi neri, possono davvero portarci alla luce?» - Nightshift by Xu Lizhi

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