Del divertimento puro non sapremo mai nulla senza aver visitato Dublino

Guida sintetica ma pratica per conoscere una città che combina cultura e allegria, pioggia e birra, in parti uguali.

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Getty Images

L’isola verde, la più calda del Nord, la terra dei grandi scrittori, dei leprechaun e della birra che scorre a fiumi. Tutto questo è l’Irlanda e tutto questo è concentrato a Dublino, Irlanda. Terra magnifica che attira turisti razionali e spirituali allo stesso tempo, una meta da cui è impossibile ripartire senza aver fatto amicizie, una città divisa dal fiume Liffey, scurissimo, protagonista di battute dei locals. Dublino è una città scrigno da scoprire nel tempo perché non ha le caratteristiche tipiche di grandi capitali con monumenti da magnete per il frigo. In quanto capitale d’Irlanda, Dublino racchiude al meglio l’essenza di questo splendido paese, ma bisogna avere lo spirito della caccia al tesoro per esplorare tutto ciò che offre, e che a volte si trova addirittura sotto il livello stradale. Poiché non è molto grande, almeno rispetto a Roma o Londra, in tre giorni si può però riuscire a vedere tutto l’essenziale. L’importante è tenersi liberi per il venerdì sera, se rientra nel soggiorno, e scegliersi un pub ben frequentato perché quella è la serata in cui la città si manifesta nel suo essere.

Photo Lucas Swinden/Unsplash


Cosa visitare a Dublino, giorno #1. Meglio fare subito le tappe che non si può dire di aver saltato. Il City Hall è un monumentale edificio neoclassico costruito alla fine del 1700. È interessante da vedere per capire com’era l'architettura nella città. Poi c’è la statua di Molly Malone, ​​situata in Suffolk Street di fronte all'ufficio turistico, e anche se non particolarmente vistosa e nemmeno antica, dato che risale al 1988, è considerata uno dei più famosi monumenti di Dublino. La canzone più popolare di questa città (che si sente cantare anche dai tifosi irlandesi durante le partite di Rugby del Sei Nazioni a Roma) è dedicata proprio a questo personaggio che pare sia realmente esistito. Era una giovane pescivendola che spingeva il suo carrello carico di frutti di mare (che lì sono buonissimi) per venderli in strada, e che pare sia stata uccisa dal tifo. Si dice che tutti coloro che vanno a Dublino dovrebbero toccare l’abbondante scollatura di Molly Malone perché porta fortuna. Un altro luogo da non perdere è il Trinity college, una delle più antiche università d'Irlanda, costruita nel 1582 per ordine di Elisabetta I. L’hanno frequentata molti celebri personaggi irlandesi, come Bram Stoker, Oscar Wilde e Samuel Beckett. Da visitare assolutamente la sua antica biblioteca, dove è stata girata qualche scena di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. A questo punto, se resta tempo, obbligatorio comprare souvenir con i trifogli, la pianta simbolo dell’Irlanda, o i tanti gadget che il popolo irlandese ha messo in vendita con grande inventiva, come la Worry Stone, la pietra che tenuta fra le mani consola dai dispiaceri.

Photo Luke Tanis/Unsplash

Cosa visitare a Dublino, giorno #2. Nel centro di Dublino c'è, appunto, il Castello di Dublino. Costruito come una fortezza vichinga di cui oggi non è rimasto nulla, se non i resti di un approdo fluviale nelle fondamenta. Nel Castello di Dublino c’è una mostra di cimeli interessanti da vedere perché molto diversi dai resti romani o greci a cui siamo abituati. Poi c’è il top del top in tutti i sensi: la visita alla Guinness Storehouse. Okay, la fabbrica della Guinness è assolutamente uno dei posti da vedere a Dublino. Non si può ovviamente entrare nella parte della produzione in corso, però è accessibile tutta l’area del vecchio birrificio e dei suoi grandi contenitori di rame, si può prendere una manciata di orzo come ricordo, e già solo vedere i camion che escono carichi di birra Guinness è un po’ un’emozione. Qui si apprendono tante curiosità sulla produzione e infine si sale al Gravity Bar, così alto che da lì si vede tutta la città. Qui viene offerta una pinta di birra e ci si gode una incredibile vista dal settimo piano, e le due cose combinate possono far girare la testa. Se resta tempo, scegliete una tappa fra quelle del giorno successivo. Altrimenti è il momento di esplorare il quartiere di Temple Bar, una specie di Trastevere irlandese con pub favolosi, tra cui il celebre Oliver Saint John Gogarty con musica dal vivo tutte le sere e un ottimo ristorante di specialità. Avviso alle ragazze: gli uomini locali vi afferrano al volo per insegnarvi a ballare la giga.

Photo Giammarco Boscaro/Unsplash


Cosa visitare a Dublino, giorno #3. Insieme alla Christ Church Cathedral, la Cattedrale di St. Patrick è la più antica in Irlanda. Appena si entra (a pagamento) ci si catapulta subito in una puntata della serie I Tudors, e in effetti qualche scena è stata girata proprio in queste chiese. Fu costruita nel V secolo, in legno (come Notre-Dame), e non era altro che una semplice chiesa. All'interno del complesso della cattedrale si trova il parco, un bellissimo spazio verde, dove è possibile fare una pausa e riposarsi un po’. Quando ci sono giornate di pallido sole, che qui è così raro da essere stato oggetto di culto prima che San Patrizio portasse il cristianesimo, sul prato è pieno di dublinesi e turisti sdraiati. Poi c’è Saint Stephen's Green: con uno stile vittoriano, il parco ha più di 500 metri per ogni lato, dove si può godere di un piacevole momento di pace. All'interno del parco ci sono un lago e le statue di William Butler Yeats e James Joyce. All'interno del quartiere georgiano c’è Merrion Square, dove troviamo la statua di Oscar Wilde. I dublinesi sono molto orgogliosi dei loro divi della letteratura, ne parlano come se fossero vissuti fino a ieri. Nella piazza c’è la residenza della famiglia Wilde che visse qui fino al 1876. Kilmainham Goal è invece la vecchia prigione di Dublino, dove furono imprigionati i patrioti che combatterono per l'indipendenza dell'Irlanda del Sud. O'Connell Street è un delle strade principali della città, quella dello shopping, soprattutto.

Trinity College
Photo Stephen Bergin/Unsplash

Al centro della piazza che divide la via c’è The Spire, un enorme monumento recente, un vero e proprio ago metallico alto 120 metri. Qui c’è anche la statua di Daniel O'Connell, il leader nazionalista del 19esimo secolo a cui è dedicata la via. Ma non si può lasciare Dublino senza passare per la distilleria Jameson. Un tempo qui avveniva la distillazione del famoso whisky, ma attualmente è un museo dove è possibile apprendere il processo di produzione, con immancabile degustazione. Infine c’è il Jeanie Johnston Tall Ship, una riproduzione esatta del vecchio veliero, dove per 50 minuti conoscerai ogni dettaglio di com’era l'Irlanda dalla carestia, e come diventò terra di emigranti principalmente in America, i cui discendenti sono oggi George Clooney, Tom Cruise, Jamie Dornan, e persino Mariah Carey e Rosario Dawson, solo per metà di sangue latino. Prima di partire, un consiglio: una tappa all’Ha’Penny Bridge, il ponticello sul fiume Liffey che prende il nome dal pedaggio che si pagava un tempo per attraversare le due metà di Dublino, mezzo penny. Se esprimete lì sopra il desiderio di tornare ancora, funzionerà.

Photo Alessandro Valenzano/Unsplash
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