"Ho finalmente capito cos'è l'hygge visitando Copenaghen in bicicletta"

Dal cambio della guardia alla visita alla città libera di Christiania passando per lo street food market di Reffen.

Il semaforo è rosso. Ci sono una decina di persone in bicicletta, tre in rollerblade, una in skate e due in sedia a rotelle. Tutti in fila. Ordinati. Scatta il verde. Chi ha fretta sfreccia via. Chi è in orario pedala con un'andatura comunque spedita. Il resto, turisti in primis, se la prende comoda ammirando i palazzi reali o modernissimi della città lasciandosi accarezzare dal suo tipico fresco venticello. In testa ai luoghi da visitare nel 2019 secondo Lonely Planet Copenaghen è certo famosa/amata per Anderson e la "sua" Sirenetta, per gli smørrebrød (fette di pane di segale imburrate condite con carne, pesce, salumi o formaggio), per i suoi vecchi magazzini rivalorizzati, per il super store della Lego, per i suoi pluri premiati ristoranti (in primis il Noma e il Geranium), e perché è un centro di riferimento per design e architettura, ma è apprezzatissima anche per la sua facile e super sostenibile viabilità.

MlennyGetty Images

Le case a schiera dipinte di vari colori a Nyhavn, l'antico porto cittadino di Copenaghen nonché uno dei luoghi più visitati della città

In quanti giorni si può visitare la capitale danese è una domanda che molti turisti si pongono prima di acquistare il volo per Copenaghen. Avendo come punto di appoggio, come nel nostro caso, il Moxy Copenhagen Sydhavnen (moxy-hotels.mariott.com/it), primo hotel del brand in Danimarca, e spostandosi con le biciclette messe a disposizione dei clienti dell'albergo tre giorni potrebbero essere il periodo ideale per conoscerne le principali attrazioni e immergersi al meglio nei suoi luoghi più o meno tipici. Attraversandola in bicicletta, pedalando accanto ai suoi abitanti, sarà poi un modo tipico, sostenibile e molto pratico per scovarne anche gli angoli più nascosti pervasi dal loro hygge, che non significa semplicemente calore familiare e intimità domestica, ma anche e soprattutto godersi il bello della vita con le persone care. Come? Facendo un picnic nel parco, partecipando a un festival di strada o andando a un concerto all’aperto.

PhotographerCWGetty Images

Inaugurato nel 1843 Tivoli è il secondo parco di divertimenti più antico sopravvissuto intatto fino a oggi dopo Dyrehavsbakken nella vicina Klampenborg

Copenaghen - Primo giorno. Per catapultarsi nel luogo più caratteristico della città ci si può dirigere come prima tappa a Nyhavn, l'antico porto cittadino nonostante il suo nome significhi "porto nuovo". Dopo avere scattato le immancabili foto-cartolina alle case a schiera dipinte di vari colori - tre delle quali furono abitate da Hans Christian Andersen, i civici 18, 20 e 67 - avere bevuto un caffè o una birra o mangiato un gelato in uno dei suoi numerosi e graziosi locali il consiglio più prezioso è quello di fare un giro su una delle imbarcazioni turistiche, che partono proprio da qui, che permettono la visita della città attraversandone molti canali. Scesi dalla barca, perché non andare a vedere Amalienborg, il palazzo della Regina costituito da quattro edifici due degli quali aperti al pubblico (il cambio della guardia si svolge tutti i giorni a mezzogiorno!) e il castello di Charlottenborg? Dopo l'immancabile tappa alla Sirenetta, statua bronzea realizzata da Edvard Eriksen nel 1913 in omaggio alla protagonista dell'omonima fiaba di Hans Christian Andersen, una perfetta pausa relax potrebbe essere a Nørrebro, quartiere noto per la sua atmosfera multiculturale e multietnica e in particolare per la sua strada principale, Jægersborggade, che ospita caffè, birrerie, gallerie d'arte, negozi vintage, designer di gioielli e altri artigiani o all'Assistens Kirkegård, cimitero dove riposano, tra gli altri, Kierkegaard e Hans Christian Andersen. Non ci resta che terminare la giornata in un luogo sui generis, Reffen, un innovativo street food market sito nel quartiere di Refshaleøenis dove si recita e si pratica il mantra "ridurre gli sprechi e riutilizzare" situato a un passo dall'acqua in un'immensa ex-officina con spazi al chiuso e all'aperto.

AleksandarNakicGetty Images

La prima cosa da fare arrivati nel centro di Copenaghen è munirsi di una bicicletta per spostarsi in tutta agilità

Copenaghen - secondo giorno. Per iniziare la giornata con energia perché non andare al Konditaget Lüders, un rooftop attrezzato per ogni tipo di allenamento progettato dallo studio JAJA Architects sito nel quartiere Nordhavn? Gli attrezzi a disposizione sono all'avanguardia e la vista mozzafiato. Dopo essere rientrati in albergo per doccia e colazione ci spostiamo a Tivoli. Inaugurato nel 1843 questo paese delle meraviglie, il secondo parco di divertimenti più antico sopravvissuto intatto fino a oggi dopo Dyrehavsbakken nella vicina Klampenborg, ospita ristoranti, caffè, giardini fioriti, la ruota panoramica, la giostra con i cavalli, il Teatro della Pantomima, un calcinculo altissimo e le pittoresche Rutschebanen, antiche montagne russe di legno costruite nel 1914, e moltissime altri attrazioni. Da provare assolutamente! Dopo avere titillato adrenalina e vertigini ecco una meritata serata all'insegna del relax e del buon cibo. Ci spostiamo nel quartiere di Valby per visitare il vecchio stabilimento della birra Carlsberg e poi a Vesterbro, nello specifico al Meatpacking District, ex quartiere utilizzato per il confezionamento delle carni ora caratterizzato dalla presenza di bar, ristoranti, caffè, gallerie, piccole imprese creative come studi di architettura e di design e locali dove sorseggiare un cocktail o un calice di vino.

Cathrine Stukhard

La reception del Moxy Copenhagen Sydhavnen, il primo hotel Moxy (brand low cost firmato Mariott) in Danimarca inaugurato a maggio 2019

Copenaghen - terzo giorno. Città (libera) nella città, Christiania è un quartiere di 34 ettari (340mila mq) situato sulle sponde del canale Stadsgraven che ha conseguito lo status semi-legale di comunità indipendente. Fondato negli anni Settanta da un gruppo di hippie, squatter e anarchici europei questo villaggio, infatti, è riuscito negli anni a essere riconosciuto dal governo danese come suolo autogestito. Basata sulla proprietà collettiva e sulla libera circolazione delle droghe leggere Christiania ospita un migliaio di abitanti, edifici colorati, un cinema, un laghetto, dei bar, dei ristoranti, negozietti d'artigianato, attività culturali e servizi per i cittadini quali la posta, la scuola per l'infanzia, la scuola primaria, alcune ludoteche e il primo soccorso rigorosamente autogestiti ed è percorribile solo a piedi o in bicicletta. Passeggiare tra i suoi graffiti e i suoi murales, le sue baracche e le sue "odorose" stradine, imperdibile Pusher Street, è un’esperienza unica che può diventare però pericolosa se non si rispettano tre divieti: scattare fotografie, parlare al cellulare e correre. Se l'orario del rientro è ancora lontano perché non cencedersi un ultimo giro ad ammirare e immergersi nuovamente in uno dei luoghi già visitati nei giorni precedenti o pedalare senza meta lungo le banchine che costeggiano i canali?

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Viaggi