“L’unione fa la forza” si devono essere detti Marcel e Nelly Tilloy, una coppia di artisti di music-hall, proprietari dell'hotel-ristorante La Cardinale sul Rodano, quando, oltre sessant’anni fa, decisero di coinvolgere altri sette albergatori, le cui dimore erano situate lungo la via che da Parigi porta alla Costa Azzurra, nel loro semplice e geniale progetto: creare un itinerario che permettesse al viaggiatore che si muoveva in quella porzione di Francia di trovare, a ogni sosta, un luogo che garantisse la stessa qualità di ospitalità e di cucina oltre a un’atmosfera familiare. Nasceva così la prima Route du Bonheur e con essa quella che sarebbe diventata Relais & Châteaux, associazione di hotel di charme e ristoranti d’eccezione gestiti da proprietari, Maître de Maison e Chef indipendenti, che a oggi conta centinaia di aderenti.

Oggi le Routes du Bonheur tra cui scegliere sono 130, disseminate in ogni parte d’Europa e del mondo, ma quella che ho percorso nel mio viaggio è abbastanza unica nel suo genere. Lo è per vari motivi: perché attraversa un confine nazionale, ben tre isole e di conseguenza un percorso fatto in gran parte d’acqua. Un viaggio che da Malta mi ha portato fino all’isola di Salina, nell’Eolie, con una tappa a Ragusa Ibla nel cuore del barocco siciliano.

Uno scorcio del centro di Mdina, antica capitale di Malta
Luigi Fiano



Arrivo a Malta che è pomeriggio inoltrato. Decido di fare subito una passeggiata perlustrativa di Mdina,l’antica capitale, una piccola città fortificata, fiore all’occhiello dell’isola per la sua bellezza e stato di conservazione. Ne misuro il perimetro camminando lungo i bastioni che regalano una visione priva di ostacoli dei dintorni e poi provo a perdermi nel dedalo di viuzze del centro di quella che viene anche definita, a ragione, la Città Silenziosa. Arrivato quasi in prossimità della Cattedrale di San Paolo, il sole, ormai basso, incrocia una delle stradine che sembrava irrimediabilmente piombata nell’ombra. In un attimo un’intensa luce dorata pervade tutto lo spazio, mentre il vicolo è attraversato dalla lunghissima sagoma di un ragazzo che corre scomparendo dietro un incrocio. La pietra si anima, quasi a infiammarsi, e la luce suggerisce nuovi percorsi da seguire.

Un vicolo di Mdina al tramonto si accende di luce dorata
Luigi Fiano


Quando mi ritiro, in serata, trovo i proprietari dello Xara Palace ad accogliermi. Justin Zammit Tabona e sua sorella Nicola si prendono cura dell’hotel da quando è nato nel 1999 in un palazzo del XVII secolo, acquistato dalla famiglia qualche anno prima e sottoposto a un attento restauro. Sono molto gentili e mi faranno compagnia l’indomani nel mio giro alla scoperta di Malta.

La hall dello Xara Palace Hotel a Mdina
Luigi Fiano


Visitiamo di buon’ora il villaggio di Marsaxlokk e il suo florido mercato del pesce. Nelle acque del porto sono ancorati pacifici i luzzi, le tipiche imbarcazioni da pesca maltesi, con i loro inconfondibili colori dalle tonalità gialle, rosse, verdi e blu e gli occhi dipinti sulla prua, probabilmente eredità della tradizione navale fenicia e greca.

Il porticciolo del villaggio di Marsaxlokk costellato di luzzi, le imbarcazioni da pesca maltesi
Luigi Fiano

Un pescatore al mercato del pesce di Marsaxlokk
Luigi Fiano



È poi la volta di La Valletta, l’attuale capitale, con le sue storie dei Cavalieri Ospitalieri (l’ordine religioso cavalleresco noto come Cavalieri di Malta), i segni delle occupazioni prima francese e poi britannica, l’incredibile patrimonio architettonico e culturale che l’ha resa sito patrimonio dell’UNESCO. Justin mi spiega che il nome Melita, con cui era chiamata Malta fino alla dominazione romana, deriva molto probabilmente dal termine greco μέλι (meli) che significa miele.

La vista delle Tre Città dagli Upper Barrakka Gardens de La Valletta
Luigi Fiano


L’isola è infatti famosa per le sue api e il loro prodotto pregiato e il mio ospite ci tiene a farmi vivere un’esperienza che si rivelerà indimenticabile. Nella campagna poco fuori Mdina incontriamo Ray Sciberras e sua moglie Denise, una coppia di apicoltori che si prende cura di numerosi alveari disseminati in tutta l’isola. Indossare la tuta protettiva da apicoltore è un po’ un riscatto verso il sogno, poi infranto, di ogni bambino di diventare astronauta. E un po’ ci sembra di camminare sulla luna mentre ci dirigiamo goffamente imbragati verso le arnie che accolgono migliaia di api. All’apertura della prima arnia, dopo qualche secondo, siamo completamente avvolti da una nube nera che continua a modellarsi intorno a noi incessantemente e siamo immersi in un ronzio prepotente. È difficile da esprimere a parole, ma una sensazione inizialmente respingente si trasforma a poco a poco in qualcosa di molto piacevole. Mentre il ronzio si modula acquisendo un suo ritmo e una sua melodia, mi riprometto che dedicherò maggiore attenzione alla descrizione di cosa sia un favo o un fuco alla prossima occasione e nel frattempo mi godo questa immersione in un mare di api protetto dalla mia tuta spaziale.

Ray Sciberras e Denise Camilleri nella loro tuta da apicoltori
Luigi Fiano



Il trasferimento da Malta al porto di Pozzallo dura poco meno di due ore. Terra colma di bellezza e ritrovo di amicizie a me care e preziose, la Sicilia è senza dubbio il mio luogo del bonheur, un luogo di rinascita e continua scoperta. In particolare Ragusa, con la sua parte più antica Ibla, si trova in un’area di questa regione che, per concentrazione di patrimonio storico e artistico, bellezze naturali e mare non credo abbia rivali al mondo. Anch’essa sito UNESCO, con le sue chiese e i suoi palazzi settecenteschi rappresenta una delle massime espressioni del barocco siciliano.

Un colpo d’occhio su Ragusa Ibla, sito patrimonio dell’umanità
Luigi Fiano

Due scorci dell’atelier di carretti siciliani Rosso Cinabro di Biagio Castilletti e Damiano Rotella
Luigi Fiano


Qui incontro lo chef Vincenzo Candiano della Locanda Don Serafino. Nonostante il prestigio delle due stelle Michelin, Vincenzo è una persona molto semplice e pacata, dall’espressione timidamente sorridente e rassicurante. Originario di Scicli, comincia a dedicarsi alla cucina quasi per caso e si definisce un autodidatta che non ha mai perso il desiderio di apprendere. È una persona genuina Vincenzo, così come lo è il suo legame con il territorio, con la storia e gli ingredienti di questi luoghi e con la famiglia. Ci tiene a sottolineare che, da sempre in cucina, i suoi più importanti consulenti sono stati la nonna e le zie. Vuole mostrarmi da dove arrivano i prodotti che utilizza per i sui piatti e così mi accompagna da uno dei suoi fornitori, quello che produce uno dei suoi ingredienti preferiti: i pomodori. Percorriamo qualche chilometro in auto lungo il litorale e arriviamo presso l’azienda Casa Morana, a due passi dal mare.

Giuseppe Morana e le sue coltivazioni di pomodori a due passi dal mare
Luigi Fiano


Ci accoglie Giuseppe, il proprietario, insieme alla moglie e ci porta subito a fare una passeggiata tra i filari di pomodori mentre mi racconta la sua storia. Giuseppe prosegue la tradizione familiare di produzione di ortaggi e pomodori e, andando in direzione opposta a certe logiche di mercato, decide di rendere la sua filiera produttiva il più artigianale possibile, senza l’utilizzo di conservanti e additivi, fino all’invasettamento delle conserve a mano. Hanno un’indole simile Vincenzo e Giuseppe che, mentre mi parla, continua a guardare con orgoglio e affetto il frutto del suo lavoro.

La sera, con immensa gioia e appetito, aggiungerei, ho il piacere di poter vedere materializzata la sintesi di tanta passione sotto forma di un piatto di spaghetti freschi al nero con ricci, ricotta e seppia, una delle pietanze signature dello chef.

Spaghetti freschi al nero con ricci, ricotta e seppia, piatto signature dello chef Vincenzo Candiano alla Locanda Don Serafino
Luigi Fiano

Salina è la più rigogliosa delle Eolie. Da sempre la sua terra è stata prodiga di vigneti di malvasia e piante di capperi, mentre la vegetazione ricopre fino all’ultimo centimetro di terreno a strapiombo sul mare, facendo da tappeto a una stratificazione di roccia vulcanica millenaria con la sua trama modellata nel tempo dal vento e dai colori vivaci. Prima di quest’occasione, dell’isola avevo solo un variegato immaginario cinematografico. Dall’esilarante scena di Caro diario di Nanni Moretti, in cui si racconta dei figli unici dell’isola che tengono in ostaggio i telefoni di casa rispondendo solo a chi è in grado di riprodurre il verso dell’animale richiesto, alle poetiche sequenze de Il postino con Massimo Troisi, girato in parte sull’isola.

Le stratificazioni millenarie di roccia vulcanica dell’isola di Salina
Luigi Fiano

Arrivo nella zona di Salina chiamata Malfa, dove sarò ospite della tenuta Capofaro Locanda & Malvasia, di proprietà della famiglia Tasca d’Almerita. Il nome dei Tasca è indissolubilmente legato, da almeno otto generazioni, alla viticoltura, a partire dalla prima storica tenuta di Regaleali. Tutto è perfetto su questo fazzoletto di sei ettari di terra che guarda verso Stromboli e Lipari attraverso la vigna di Malvasia, che crea un anfiteatro naturale a picco sul mare.

La vigna “anfiteatro” della tenuta Capofaro
Luigi Fiano


L’Imperial suite “Il Faro” della tenuta Capofaro Locanda & Malvasia
Luigi Fiano


Mentre lo chefLudovico De Vivo raccoglie personalmente gli ingredienti della sua famosa misticanza da un orto che per bellezza è paragonabile a un’opera di land art, con il sopraggiungere del crepuscolo, il faro ottocentesco comincia a diffondere la sua luce tra i viali della tenuta, indicando la strada a chi viene dal mare, come ha sempre fatto.

Il mare visto da Leni e Samuele
Luigi Fiano


Nel mio girovagare per l’isola arrivo al piccolo borgo marinaio di Rinella. Mentre passeggio sulla sua spiaggia a forma di mezza luna, incontro Samuele. Ha il fascino del “lupo di mare” e, ne sono certo, una storia da raccontare. E così, mentre aspettiamo il ritorno del suo gatto Napoleone, mi racconta della sua vita, della sua partenza verso l’Australia ancora giovane in cerca di fortuna, dei mille sacrifici in quella terra lontana: finalmente il successo come costruttore, poi qualcosa va storto, il ritorno a Salina.

Il Museo Eoliano dell’Emigrazione racconta bene, con molti reperti e testimonianze, molte storie simili di emigrazione oltre Oceano, che ha coinvolto gli abitanti dell’isola in diverse epoche.

Alfredo, proprietario dell’omonimo ristorante, famoso per le sue granite e per il pane“cunzato”
Luigi Fiano


Il traghetto che mi riporta a Milazzo segna la fine del mio viaggio. Prendo posto accanto al finestrino e, mentre turisti e abitanti locali si sistemano, mi isolo da tutto con le mie cuffie, facendo partire la fisarmonica della meravigliosa colonna sonora de Il postino composta da Luis Bacalov. Nella traversata, guardando di là dal vetro, affido al mare il compito di diluire tutte le immagini così dense di questi giorni che si sovrappongono nella mia memoria e ripenso al mitico Philippe Noiret nei panni del poeta Neruda che recita, in presenza del suo amato postino, i primi versi della sua Ode al mare:

Qui nell’isola
il mare
e quanto mare
esce da se stesso
in ogni momento,
dice di sì, di no,
di no, di no, di no,
dice di sì nell’azzurro, nella spuma, nel galoppo, dice di no, di no.

[...]

L’arco naturale di Punta Perciato, sulla costa occidentale di Salina
Luigi Fiano



Informazioni utili per il viaggio

Relais & Châteaux

Fondata nel 1954, Relais & Châteaux è un’associazione di 560 hotel di charme e ristoranti d’eccezione (con un totale di 365 stelle Michelin) distribuiti in oltre 60 paesi. Gli associati a Relais & Châteaux sono uniti dal desiderio di tutelare, mantenere vive e valorizzare la ricchezza e la diversità delle cucine e delle tradizioni dell’ospitalità in tutto il mondo. Nel novembre del 2014 Relais & Châteaux ha presentato all’UNESCO un Manifesto che sancisce questa volontà e l’impegno a preservare il patrimonio locale e ambientale. Le 130 Routes du Bonheur di Relais & Châteaux sono itinerari di viaggio unici, che invitano alla scoperta del volto più autentico del territorio attraverso l’incontro con i suoi ambasciatori più appassionati: Chef e Maître de Maison pronti a condividere con i propri ospiti i segreti, i sapori e i saperi dei luoghi a loro più cari. INFO SU: www.relaischateaux.com

The Xara Palace Hotel - Mdina, Malta

Sito in un palazzo del XVII secolo che si erge tra i bastioni della città fortificata di Mdina e con una spettacolare vista panoramica sull’isola di Malta, lo Xara Palace è un boutique hotel dotato di diciassette camere luxury e suites progettate singolarmente e arredate con mobili e dipinti originali, arazzi e pezzi d’antiquariato. L’edifico, originariamente dimora dei nobili Moscati Parisio, fu prima occupato dagli inglesi durante la guerra e poi convertito in hotel nel 1949 subendo con gli anni un lento declino. Nel 1996 fu acquistato dalla famiglia Zammit Tabona, tutt’ora proprietaria, e riportato all’antico splendore dopo un lavoro di restauro durato 3 anni. L’hotel ospita al suo piano più alto il pluripremiato ristorante de Mondion diretto dallo chef Kevin Bonello che unisce nei suoi piatti ingredienti del Mediterraneo con i prodotti più freschi della tradizione maltese. Per pranzi o cene più informali si può optare per la Trattoria AD1530. Situata proprio accanto all’ingresso dell’hotel, offre piatti tradizionali e gustosi in un ambiente familiare. INFO SU: www.relaischateaux.com/it/malta/xara-mdina

Locanda Don Serafino - Ragusa Ibla, Sicilia

La Locanda Don Serafino, dei fratelli Antonio e Giuseppe La Rosa, sorge nel cuore di Ragusa Ibla, patrimonio mondiale dell’umanità, ed è uno dei più importanti ristoranti siciliani. Occupa l’antico granaio di un palazzo, vicino ai bastioni della città bassa, scavato in parte nella roccia viva. Vincenzo Candiano, chef due stelle Michelin, si rifà alla cucina regionale rielaborandola con estro e rifornendosi esclusivamente sull’isola. A poche vie di distanza dalla Locanda si trovano undici camere e suites ricavate in un piccolo edificio ottocentesco, anch’esse parzialmente scavate nella pietra. La spiaggia di Marina di Ragusa ospita il Ristorante da Serafino. Fondato nel 1953 da Serafino La Rosa e oggi gestito dai suoi figli, offre freschissime specialità di pesce con vista mare.
INFO SU: www.relaischateaux.com/it/italia/serafino-sicily

Capofaro Locanda & Malvasia - Salina, Isole Eolie

La tenuta Capofaro Locanda & Malvasia, di proprietà della nobile famiglia di viticoltori Tasca d’Almerita, si estende per sei ettari ed è ricoperta da una vigna di Malvasia che crea un anfiteatro naturale a picco sul mare. La vigna circonda un faro risalente a metà Ottocento, ancora in funzione. Dal 2017 la famiglia Tasca è custode di questo pezzo di storia dell’isola, con la responsabilità di un progetto di ristrutturazione e valorizzazione. Le ventisette camere e suites, in perfetto stile isolano, sono diffuse tra strutture immerse nel verde delle vigne e l’interno del Faro. Un sistema di orti fornisce la maggior parte dei vegetali usati dallo chef campano Ludovico De Vivo; il pesce fresco proviene dal mare delle Eolie, con l’utilizzo esclusivo del pesce azzurro per sostenere gli sforzi dei pescatori locali. Ad occuparsi dei dolci ci pensa lo chef pasticcere Gabriele Camiolo, cresciuto a Modica. INFO SU: www.relaischateaux.com/it/italia/capofaro-malvasia-resort-malfa-salina-aeolian-island