Quando tutti rientrano, prego andare in vacanza in Grecia a settembre

Le 5 spiagge del secolo, le 5 tentazioni food dell'estate, l'unica scelta (per chi può) che unisce bellezza e smartitudine.

Serifos island, view of Chora village and windmills. Greece, Cyclades
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Dateci un ouzo ghiacciato, miriadi di granelli bianchi, un tramonto scontato, epocale, necessario e saremo in Grecia per le vacanze più strategiche ever. Dove poter trovare esattamente la combo delle combo? In una di queste 5 isole greche dai colori tropicali e dal carattere incontestabilmente greco in cui andare in vacanza, possibilmente, a settembre. Se avete infatti il privilegio di poter scegliere quando partire non scegliete agosto: molto meglio settembre, appunto, o addirittura un placido ottobre.

Koufonisia – due isole in una...
Scegliere Koufonisia significa optare per due isole (quasi in una) delle Piccole Cicladi. Kato Koufonisia, la più selvaggia ed abitata unicamente da un pastore e dal suo gregge, ed Ano Koufonisia. Calette isolate fatte di ciottoli più o meno grandi nella prima; più frequentata ma un paradiso per chi ama la sabbia la seconda. Ecco, allora, che partendo dal porto di Ano Mera si susseguono una serie di spiagge e spiaggetta dai colori caraibici. Ammos Beach, poi Finikas, Fanos, Italida e Pori. Pori, sicuramente la più grande, è raggiungibile sia a piedi da terra che via mare con un servizio di barche che partono dal porto. Nella baia di Pori il consiglio è quello di non farsi sfuggire un pranzo presso la taverna Kalofego: super curata, all’insegna del relax, propone piatti della tradizione greca rivisitati. Le spiagge, sia ad Ano che a Kato Koufonisia, sono tutte libere e non attrezzate.
La strada che porta alle spiagge di Ano – come la chiamano gli habitué – inizia asfaltata per poi diventare, dopo due chilometri, sterrata. Non vi piace andare a piedi? Approfittate del servizio rent a bike: ben due i noleggiatori sull’isola!

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Lesbo – sabbia, acque termali e Ouzo…
Atterrare nell’isola di Saffo significa concedersi ben più di una vacanza in spiaggia. Le cose da fare e da vedere sono infatti tantissime. Un super estratto? Eccolo: la Foresta Pietrificata dichiarata Monumento Naturale Protetto nel 1985, l’International Eressos Women’s Festival che si tiene ogni anno a settembre, il Museo dell’Ouzo che rende omaggio all’omonimo liquore. È a Lesbo, infatti, che si produce dal 1894 il famoso Plomari di Isidoros Arvanitis. E le spiagge? Anche qui la scelta non manca e, per i “sabbia dipendenti”, no panic: quelle sabbiose e più suggestive sono Chrissi Ammos, Agios Ermogenis, Agios Isidoros, Melinda e Cox che offrono, appunto, sabbia e acque cristalline. Ma il mare più suggestivo in assoluto e quello delle isole di Tokmakia. Raggiungibili ovviamente in barca, Soukalas, Aspronisos, Barbalias e Panagia, regalano atmosfere tropicali che attraggano i viaggiatori al pari delle sirene.

Non perdetevi le acque termali dei Golfi di Geras, Therni, Liovori, Eftalo. Il villaggio da visitare? Molyvos con le sue viuzze tortuose e vecchie case di pietra che si affacciano sul mare. Il vostro sogno è una casa in Grecia? Imperdibile il libro di Claire Lloyd dal titolo My Greek Island: un po’ fotografico, un po’ autobiografico racconta, appunto, le tappe percorse da Claire per trovare la sua dimora a Lesbo.

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Elafonissos – sabbia fine e dorata in combo con l’isola fortezza

Colori caraibici per un’isola dalla sabbia chiarissima. Piccola, c’è chi dice che bastino 3 giorni per godersela appieno, vede in Simos la sua spiaggia più famosa. Più belle, banalmente perché meno affollate, Panagia e Sarakiniko. Un solo villaggio, inoltre, per un’isola che si trova nel sud est del Peloponneso e vanta una “vicina” altrettanto affascinante. Si tratta dell’isola fortezza di Monemvasia: patria del vino Malvasia. Un vero e proprio museo a cielo aperto fatto di case in pietra, vicoli tortuosi, cupole di chiese che si susseguono. Niente spiagge, dato che questa era appunto una fortezza, ma l’incanto delle litnaie al tramonto che regalano un che di atemporale.

Place to be assoluto per chi ama la combo mare-cultura: l’Elafonissos caraibica da abbinare alla Monemvasia carica di storia per un’immersione totale in quelli che sono i due aspetti che, agli italiani, piacciono della Grecia: mare, appunto, e storia.

Samos – spiagge, tramonto e vino dolce…
La sua spiaggia più celebre è sicuramente Tsamadou. Altrettanto affascinanti, e sabbiose, Potami, Psilli Ammos e Kambos. Quest’ultima, in particolare, è tra le preferite dagli isolani e si caratterizza per un piccolo villaggio che sorge alle sue spalle. Il nome per chi ama il mix “sabbia ciottoli” e l’idea di un tramonto romantico con tanto di calice di vino locale, invece, è questo: Potokaki. La spiaggia, e l’omonimo villaggio, si trovano sulla costa meridionale ed è qui, appunto, che si produce il rinomato vino passito Souma.

La nota culturale? L’acquedotto sotterraneo ed il Santuario di Era sono patrimonio UNESCO.

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Serifos – natura e miniere…
Con Serifos si approda infine in un’isola che attrezza le proprie spiagge a suon di tamerici. Niente ombrelloni per fare ombra, bensì piante in riva al mare quale riparo dal sole. Il risultato è un’isola ancora tranquilla, che si raggiunge in traghetto da Atene. Le sue perle sono Psilli Ammos e Agios Sostis, unitamente a Kalo Ampeli. Le prime due si raggiungono facilmente, la terza – invece – richiede una camminata decisamente più lunga o, in alternativa, la barca. Per chi ama gli eco-resort, infine, ecco il Coco-Mat: un ex vollaggio di minatori ristrutturato in chiave minimal-chic. Il resort si trova proprio sulla spiaggia di Vaghia e, se vi interessa, vi conviene giocare di anticipo: ad oggi l’albergo è gia fully booked fino al 2020… Come dire, c’è da affrettarsi a prenotare per il 2021.

Ideale per rilassarsi e godere di uno spirito incontestabilmente greco. Per chi ama l’idea di dormire in una dimora storica, inoltre, la casa del Capitano – Captain’s House – una casa del XIX Secolo situata presso la Chora bassa in cui poter pernottare. Da non perdere, inoltre, la visita a quel che resta delle miniere a Megalo Livadi.

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