Perché Piazza di Spagna si chiama Piazza di Spagna

Ci sono cose sulla piazza più suggestiva di Roma e la sua famosa scalinata di Trinità dei Monti che forse si danno troppo per scontate per volerle sapere...

Tourists Enjoy The First Hot Day Of The Year At The Piazza Di Spagna
Keystone-FranceGetty Images

All’inizio dell’estate 2019, di Piazza di Spagna si è parlato molto per via di un’ordinanza del comune. Dal 1726, anno in cui è stata aperta al pubblico, la scalinata di trinità dei Monti è sempre stata un punto di ritrovo per i romani e per i turisti che ci trascorrevano anche le serate calde, seduti sui gradini. Da tempo era stato vietato di mangiare e bere sulla gradinata monumentale, per decoro. Ora è vietato anche sedersi per ammirare da lì la fontana della Barcaccia e tutta la piazza, uno dei simboli non solo di Roma, ma della bellezza dell’Italia, un luogo in cui si fondono arte e storia, moda e modernità. Mentre le associazioni dei negozianti protestano perché la mancanza di un punto per riposare rende la piazza forse più ordinata, ma invita ad allontanarsi presto, perché non conoscere qualche curiosità in più su Piazza di Spagna, per fare bella figura quando ci si reca?

#1 Perché si chiama Piazza di Spagna? Una domanda che non si pongono mai nemmeno i romani stessi in una vita intera. Piazza di Spagna deve il suo nome al Palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata iberica presso il Vaticano. La piazza venne creata proprio con l’idea di mettere in comunicazione l’ambasciata e la Chiesa di Trinità dei Monti.

# 2 Che si intende quando si parla di Piazza di Spagna e la lite per la scalinata? Piazza di Spagna fu progettata dagli architetti Alessandro Specchi e Francesco de Sanctis e terminata nel 1725. Non tutti sanno che i due progettisti faticarono a trovare un accordo per quale dovesse essere l’aspetto finale della piazza - alcune fonti parlano di ripetute liti tra i due - e che alla fine concordarono per la costruzione di un’enorme scalinata, adornata ai lati da diverse terrazze utilizzate come giardino, che venissero riempite di fiori durante la primavera donando colore e bellezza alla piazza. A giudicarla oggi, tutto sommato, il compromesso che diede vita alla scalinata di Piazza di Spagna (basato a quanto pare su un’idea del de Sanctis) non fu poi una brutta idea…

# 3 Piazza di Spagna: restauro grazie alla moda. La scalinata di Trinità dei Monti ha subito vari restauri nel corso degli anni: tra i più recenti quello del 1995 e quello del 2016 che venne effettuato grazie al contributo economico di Bvlgari. Solo un anno prima, la piazza aveva sofferto per la scorribanda dei tifosi olandesi del Feyenoord che il 19 febbraio l’avevano devastata procurando anche danni importanti alla fontana del Bernini.

#4 Piazza di Spagna la fontana dei due Bernini. Al centro di Piazza di Spagna si erge la famosa Fontana detta della Barcaccia. L’opera è stata progettata e scolpita da un Bernini, ma non dal celebre Gian Lorenzo, il poliedrico artista a cui si deve - tra le sue tante opere - anche l’attuale disegno di piazza San Pietro. Fu il padre Pietro a pensare e iniziare la Barcaccia, che solo in un secondo momento venne completata da Gian Lorenzo. La leggenda narra che Pietro Bernini non sapesse come risolvere il problema della scarsa pressione dell’acqua in quella zona della città e che osservando una barca semi-affondata nel Tevere ebbe l’idea di scolpire una fontana che riproducesse appunto l’immagine di una barca semi-sommersa. Risolvendo così il problema della pressione dell’acqua. Le immagini dei danni provocati dai tifosi olandesi del Feyenoord, nel 2015, sono state molto dolorose per i romani.

#5 Piazza di Spagna, la sala da tè speciale. Nel 1893, al numero 23 di Piazza di Spagna, due facoltose donne inglesi - Isabel Cargill e Anna Maria Babington - aprirono una sala da tè, chiamata appunto Babington’s, che divenne rapidamente un punto di riferimento non solo per i tanti anglosassoni che abitavano Roma, ma anche per numerosi intellettuali romani. Dopo aver resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e all’avvento dei fast food, Babington’s continua oggi a ospitare personalità del mondo della politica, dell’arte e dello spettacolo. Vicino alla sala da tè è visibile una targa che riporta integralmente una poesia di Cesare Pavese, “Passerò da Piazza di Spagna”.

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