Siamo stati all'inaugurazione del MoMa di NY rinnovato, potenziato, stratificato nella cultura

Quando, come, perché e cosa cambia nel museo più visitato di Manhattan.

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Iwan Baan

Animato dal desiderio di approfondire il legame diretto tra arte e vita che scorre lungo le strade di New York, il New MoMa - Museum of Modern Art riapre il 21 ottobre 2019 - post processo di ristrutturazione lanciato nel 2014 e terminato dopo quattro mesi di chiusura al pubblico - grazie all’operato degli architetti Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con lo studio di architettura statunitense Gensler. Siamo stati all'inaugurazione per scoprire come e perché il museo più visitato di New York torna a splendere.

MoMA_Photography by Iwan BaanVista della Lobby, Area Lounge ovest.
Iwan Baan

Rendere l’esperienza estetica interattiva ed interdisciplinare, è questo il leitmotif che ha diretto l’espansione: quattrocentocinquanta milioni di dollari per un progetto che ha incrementato del 30% le gallerie espositive, riattivato la circolazione verticale e orizzontale tra gli spazi vecchi e nuovi, costruito il Marie Josée e Henry Kravis Studio, nel cuore del museo, dedicato alle performance ed alla commistione tra le arti - una vera e propria black box a doppia altezza - e dato vita all’innovativo Crown Creativity Lab in cui pubblico e sperimentazione artistica si incontrano senza filtro.

Vista del Flagship Museum Store
Iwan Baan

Situato a 11 West 53 Street, tra la 5th e la 6th Avenue, a Manhattan, il Museum of Modern Art fu aperto già nel 1929 - soltanto pochi giorni dopo il Crollo di Wall Street - dalle daring ladies, le ardite Abby Aldrich Rockefeller, Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan, con l’intento di dare forma ad uno luogo dedicato all’avanguardia artistica, che sfidasse lo spirito conservatore dell’epoca. "E come muta l’arte si evolve anche lo spazio” ha affermato l’attuale direttore Glenn Lowry che concepisce il MoMa come un vero e proprio laboratorio in cui il pubblico, incuriosito ad entrare, diventa parte dell’esperienza estetica, vivendola.

“Fossil Psychics fro Christa (2019”) all’interno della Caroll e Milton Petrie Terrace, sesto piano.
Iwan Baan

Varcato l’ingresso dalla 53° strada la nuova lobby consente la vista ininterrotta fino alla parallela 54°. Virtualmente collegata allo spazio urbano intorno attraverso le vetrate trasparenti, la Lobby ospita istallazioni ed opere d’arte e permette l’accesso gratuito al Flagship Museum Store, completamente rinnovato e spostato al Level -1, ed ai nuovi spazi espositivi del ground floor. Al secondo, quarto e quinto piano le gallerie si estendono enormemente verso ovest penetrando nell’edificio adiacente disegnato da Jean Nouvel e spingendo l’arte verso la manifestazione della continua evoluzione che intrinsecamente la costituisce: accanto alle grandi icone che fanno la storia - Van Gogh, Matisse, Picasso, Warhol - i percorsi creati dalle opere muteranno per evidenziare, ogni volta, ciascuno dei diversi main themes che caratterizzano l’arte contemporanea. Al piano più alto del MoMa, il sesto, la Caroll e Milton Petrie Terrace e il caffè offrono un’ulteriore occasione di diretto contatto con arte e bellezza, in relax.

Vista della Galleria 212.
Iwan Baan

L’architettura del MoMa diventa, così, espressione spontanea del DNA del Museo: storia e avanguardia, innovazione e pre-esistenza che conversano liberamente, grazie ad un utilizzo sapiente delle strategie progettuali e ad un uso minimalista dei materiali che si inseriscono nel tessuto edilizio esistente.

Vista del Marie Josée and Henry Kravis Studio
Iwan Baan
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