"Welcome to Miami, bienvenidos a Miami” è il memorabile ritornello che mi ronza mentalmente nelle orecchie mentre varco le porte di uscita del Miami International Airport e il mio corpo comincia felicemente ad abituarsi all’idea che l’estate, ormai salutata a Milano, è qui ad aspettarmi con lo stesso calore di un amico che viene ad accoglierti in aeroporto al tuo arrivo. Il ritornello perdura e un po’ alla volta comincia a confondersi con le voci della strada, a cedere il passo alle conversazioni in cui casualmente mi imbatto. I due idiomi si alternano, si sovrappongono, si aggrovigliano e dialoghi cominciati formalmente in inglese si concedono, a poco a poco, alla convivialità dello spagnolo. Una danza linguistica a cui facilmente mi adatto e che scandisce quotidianamente il ritmo di questa città: il ritmo di Miami. Ma non è tutto.

Downtown Miami con Biscayne Bay sullo sfondo alle prime luci del mattino.
Luigi Fiano

Mi basta affacciarmi alla finestra della mia stanza d’hotel in Downtown perché in pochi secondi si sgretoli completamente l’immagine stereotipata, alimentata da anni di film e serie TV, che avevo di questa città. Miami non è solo le infinite spiagge e lo stile eccentrico di Miami Beach (che tra l’altro è un comune a sé dal 1915), ma nella sua accezione più estesa è un piccolo universo metropolitano abbracciato da oceano, isole vere e artificiali, immensi parchi cittadini e dall’enorme riserva paludosa delle Everglades.

La Skyline di Downtown Miami tagliata dalla Rickenbacker Causeway.
Luigi Fiano

Downtown Miami è il cuore economico e amministrativo della città, ma già da qualche tempo la sua anima sta cambiando. Accanto ai grattaceli popolati da uffici ne sono nati di nuovi residenziali, locali alla moda hanno cominciato a spuntare un po’ dovunque e il quartiere ha tirato fuori il suo spirito godereccio. Da qui si può partire per un giro in barca, lungo la Biscayne Bay, verso una destinazione davvero insolita: Stiltsville. A poco più di un miglio dal faro di Cape Florida, in direzione sud, una serie di case-palafitta affonda i propri pilastri nelle acque turchine della baia. Il legno di cui sono costruite e i colori, una volta vividi, che le rivestono, mitigati ormai dal sole e dal vento, raccontano storie lontane di proibizionismo e“bella vita”.

Alcune delle palafitte di Stiltsville a largo di Cape Florida
Luigi Fiano

“Crawfish” Eddie Walker fu il primo, alla fine degli anni ’30, a costruire la sua “baracca” sull’acqua con lo scopo, a quanto pare, di poter aggirare le leggi sul proibizionismo e che rendevano legale il gioco d’azzardo a un miglio dalla costa. A distanza di poco tempo le palafitte cominciarono a moltiplicarsi e negli anni diventarono Social Clubs sempre più esclusivi, di cui si poteva essere membri solo su invito e pagando un’iscrizione annuale. Uno dei più memorabili, nato all’inizio degli anni ’60, era il Bikini Club, che offriva drinks gratuiti a tutte le donne che indossavano il celebre due pezzi. L’epoca di Stiltsville cominciò a tramontare sul finire degli anni ’60, complice una serie di uragani che distrusse gran parte delle costruzioni. Oggi l’integrità delle sette palafitte rimaste è preservata dall’associazione non-profit Stiltsville Trust, fondata nel 2003.

Un ragazzo si allena lungo la Miami Beach Boardwalk di prima mattina
Luigi Fiano

Ritornato sulla terra ferma faccio una veloce tappa a Little Havana. A partire dagli anni ’60, in seguito alla rivoluzione Cubana, il quartiere cominciò a diventare meta degli esuli che abbandonavano la madre patria per motivi politici. Imperdibile, lungo la Calle Ocho, la strada principale, quello che viene comunemente chiamato il Domino Park. Gruppi di anziani signori e signore coltivano il proprio tempo libero tra due chiacchiere, una partita a domino o a scacchi e la boccata di un buon sigaro. Poco più avanti un murales, dai colori accesi, omaggia l’evento più atteso del 2020: il Super Bowl, che sarà ospitato dalla città il prossimo 2 febbraio.

Un murales a Little Havana annuncia il Super Bowl 2020 che si giocherà a Miami
Luigi Fiano

Basta attraversare una delle cinque strade sopraelevate che portano a Miami Beach per essere sbalzati in una dimensione vacanziera che non concede dubbi. Qui tutto, i resort dal sapore caraibico e i cocktail a bordo piscina, i filari di palme a perdita d’occhio e l’indolenza dei bagnanti in spiaggia, le torrette psichedeliche dei lifeguard e la movida dei locali notturni di Ocean Drive, il tassista che sonnecchia inattesa del prossimo cliente, ogni cosa, è l’indizio di un’estate senza fine.

Miami Beach nei sui aspetti più eccentrici e colorati.
Luigi Fiano

Non essendo particolarmente amante del rosolare al sole in spiaggia e ancora meno dello sciogliermi nei vapori di una discoteca, eleggo come mio habitat preferito la Miami Beach Boardwalk, una bellissima passeggiata di oltre 6 km che attraversa quasi tutta South e Middle Beach, costeggiando spiaggia e aree verdi.

Un tassista sonnecchia al tramonto in attesa del prossimo cliente.
Luigi Fiano

A bordo di un variopinto minibus mi immergo completamente nell’atmosfera caraibica di Little Haiti. Quella che un tempo si chiamava Lemon City dagli anni ’80 è diventato il cuore della comunità haitiana di Miami. Qui un gruppo di giovani ha deciso che era tempo di aprire le porte del quartiere e della cultura afrocaraibica al resto della città e ai turisti, organizzando ogni sabato un Tap Tap Tour (dal nome dei bus e taxi collettivi haitiani che letteralmente significa “veloce, veloce”) e mostrandone la quotidianità, le bellezze e le stranezze.

Il murales all’esterno del Little Haiti Cultural Complex e Abraham Metellus
Luigi Fiano

La fiabesca casa sull’albero dell’Earth N Us Farm in Little Haiti.
Luigi Fiano

Il tour si muove tra la degustazione di un caffè haitiano, una visita al mercato dei locals e la sosta presso una Botanica, bottega vudù, dove, tra immagini sacre e di spiriti loa, potrete cercare consigli e rituali per la risoluzione dei vostri problemi. Abraham, che mi fa da cicerone in questa giornata, parcheggia il bus in una stradina residenziale e mi invita a oltrepassare il vialetto di quella che sembra, apparentemente, una casa privata. Mi ritrovo in un’oasi verde, popolata da capre, emù, maiali, pappagalli, alberi da frutto, orti e una grande e fiabesca casa sull’albero. Seduto, pacifico, sotto il pergolato della sua abitazione, Ray Chasser, il proprietario, mi saluta con un cenno del capo e un sorriso.

Ray Chasser, proprietario e anima della Earth N Us Farm.
Luigi Fiano
Un rivenditore di pneumatici ad Hialeah.
Luigi Fiano

Dalla fine degli anni ’70 ha costruito la sua Earth N Us Farm un po’ alla volta, facendola diventare un luogo di riferimento per la comunità, d’intrattenimento per grandi e piccini, di accoglienza per ospiti di passaggio. Trascorro il resto della giornata nel vicino quartiere di Wynwood. Quella che era una zona industriale costellata da anonimi magazzini e capannoni é diventata un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per gli amanti della street art. Nel giro di pochi anni enormi murales, realizzati da artisti di tutto il mondo, hanno cominciato ad apparire sulle pareti del quartiere. Poi sono arrivate le prime gallerie d’arte, le ottime birrerie artigianali, la musica dal vivo, rendendo Wynwood uno dei ritrovi più dinamici e alternativi della città.

Uno degli enormi murales di Wynwood Art District.
Luigi Fiano

La Botanica 3x3 Santa Barbara e il suo proprietario Laider Andre.
Luigi Fiano

Idroscivolante è il termine italiano utilizzato per tradurre la parola airboat, un particolare tipo di imbarcazione messa in movimento da un motore collegato a un’enorme elica, perfetta per muoversi in zone di natura paludosa come le Everglades. E si ha proprio la sensazione di scivolare leggeri mentre Robert, della comunità indiana Miccosukee, mi porta a spasso lungo questo “fiume d’erba”. Quella che in lontananza sembra un’immensa prateria, diventa man mano che ci si avvicina uno specchio d’acqua in cui cielo, nuvole e aironi si rispecchiano e qualche alligatore riposa. La via d’acqua si compone magicamente di fronte a noi,metro dopo metro, qualunque sia la direzione che decidiamo di imboccare.

Robert Tagtail e il suo airboat.
Luigi Fiano

Sottratte alla conversione in terreni agricoli e diventate Parco Nazionale, le Everglades sono considerate una vera e propria eco-regione, un polmone verde ricco di biodiversità, con cui la Florida si affaccia nel mare.

Le Everglades, il “fiume d’erba”.
Luigi Fiano

Proseguo per l’ultima tappa del mio viaggio che mi porta da un parco naturale a un parco cittadino: l’Oleta River State Park, a nord di Miami Beach. La baia su cui il parco affaccia mi è stranamente familiare e lo sarebbe per qualsiasi fan della serie TV “Dexter”, il serial killer con un codice morale, che nella finzione vive proprio a Bay Harbor. Scongiurando qualsiasi scena del crimine, il massimo che mi capita è sporcarmi di fango mentre percorro in mountain bike alcuni degli oltre 16 km di pista ciclabile tra mangrovie, aree campeggio, piccole spiagge, percorsi per kayak e postazioni da pesca, mentre Lauren, tour coordinator, con il suo sorriso contagioso, mi racconta la storia del parco.

Lauren Houghteling, tours coordinator dell’Oleta River State Park.
Luigi Fiano

Rich del bike department e una passeggiata in Kayak tra le mangrovie.
Luigi Fiano

Poco prima di lasciare la bici, la mia curiosità viene attirata da un piccolo shooting fotografico nell’aria dedicata ai picnic. Di fronte la fotocamera una giovane madre in felice attesa posa con una corona di fiori che le cinge la fronte, mentre la sua mano si sfiora con quella del compagno proprio sulla sua pancia nuda. Chiedo timidamente se posso sostituirmi alla mia collega per uno scatto, faccio tanti auguri alla coppia e riparto.
Mentre continuo a pedalare non posso fare a meno di pensare che, tra qualche mese, quel bambino verrà alla luce cullato dall’inconfondibile ritmo che ho riconosciuto appena arrivato e riceverà anche lui il suo caldo benvenuto, alla maniera di questa città: “Welcome to Miami, bienvenido a Miami”.

Una giovane coppia in felice attesa posa per una foto.
Luigi Fiano


GUIDA DI VIAGGIO A MIAMI + HOW TO
Per informazioni sulla città, le spiagge, i quartieri, le attrazioni e come pianificare il viaggio potete visitare il sito: www.miamiandbeaches.it

DOVE DORMIRE A MIAMI
EAST, Miami (Downtown Miami)

Situato in piena Downtown, a pochi passi dalla Biscayne Bay, l’EAST è stato progettato dal famoso studio cittadino Arquitectonica. Ospita tra le sue mura il ristorante signature Quinto La Huella, il rooftop bar Sugare l’esclusivo lounge bar Tea Room.
www.east-miami.com

The Palms Hotel & Spa (Miami Beach)
Con le sue camere vista oceano il The Palms è un hotel con arredi che si ispirano alla flora tropicale, con un sapore caraibico. Il ristorante Essensia offre una cucina gourmet attenta ai prodotti di stagione e alle materie prime locali. L’hotel ospita l’Aveda Spa e ovviamente una piscina con accesso al mare.www.thepalmshotel.com

Circa 39 (Miami Beach)
Situato a pochi passi dalle spiagge di Miami Beach, il Circa 39 è un boutique hotel dall’atmosfera familiare ed eclettica, dove si può avere un assaggio autentico del melting pot di Miami. www.circa39.com

DOVE MANGIARE A MIAMI
Café La Trova (Little Havana)

Il famoso bartender Julio Cabrera e la sua squadra di Cantineros riporta in vita un’atmosfera Cubana un po' rétro con i suoi cocktail artigianali, mentre la chef Michelle Bernstein rivisita in chiave contemporanea i piatti della tradizione. Il tutto accompagnato da ottima musica dal vivo. www.cafelatrova.com

Phuc Yea (Upper Eastside)
Profondamente ispirato a ricette familiari e ai sapori del Mekong, condite con il gusto personale e l’esperienza degli chef Ani e Cesar, Phuc Yea non è il classico ristorante vietnamita che ci si potrebbe aspettare. www.phucyea.com

La Fresa Francesa (Hialeah)
Questo grazioso bistrot dalle atmosfere parigine anni ’20 offre piatti della tradizione francese con qualche piccolo ispirazione presa in prestito dalla cucina regionale cubana. Il piatto dal nome “Un Cubano en Paris”può rendere l’idea del mix.
www.instagram.com/lafresafrancesa/

Ola Restaurant (Miami Beach)
Gli chef Christopher Camacho & Carlos Castro portano i sapori essenziali dell’America Latina a Miami Beach con una serie di pietanze ricercate e sempre freschissime. Il ceviche è l’indiscusso protagonista della tavola.
www.olamiami.com

Locali:

Concrete Beach Brewery (Wynwood)
Ottime birre artigianali, musica, atmosfera industriale. In una parola Wynwood! www.concretebeachbrewery.com

South Pointe Tavern (South Beach)
Con la più vasta selezione di spirits di Miami Beach, il South Pointe regala piacevoli serate accompagnate da ottima musica dal vivo.
www.southpointetavern.com