Vacanze in Giordania, dal mare al deserto

Il Paese più accogliente e tranquillo del Medio Oriente offre emozioni di ogni tipo.

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Courtesy Tourism Jordan

La brezza del Mar Rosso soffia sulla terrazza dello Hyatt Regency di Aqaba, la città più a sud della Giordania. È notte, il mare non si vede ma, dal Marina Village si intuisce. Stiamo aspettando che ci portino la shisha, il narghilé di tabacco aromatizzato che è rituale nazionale.
Cinque ore scarse di aereo dall’Italia, il fuso di un’ora appena
, i profumi e i sapori segnalano che si è già altrove: arrivare in Giordania ad Aqaba, nella punta incastrata tra Israele e Arabia Saudita, si rivela l’opzione migliore per abbandonarsi all’atmosfera locale, all’ospitalità di questo Paese che da sempre apre le porte a tutti. Una scelta che è diventata più facile ad quando esistono più voli diretti dall'Italia: l'ultimo l'ha inaugurato Easyjet, con voli da Malpensa e Venezia, che trasformano Aqaba in una meta ideale persino per un weekend allungato. La shisha intanto è arrivata: al lime e menta, uno dei gusti che pare stia andando per la maggiore. Sbuffiamo e gorgogliamo, sentendoci un po’ come il Brucaliffo nel Paese delle Meraviglie. Domani, escursione nel deserto.

Il deserto del Wadi Rum, dove si può sostare in bungalow e campi tendati.
Courtesy Jordan Tourism

Il Wadi Rum, ossia la Valle della Luna, dista appena una sessantina di chilometri dalla costa, ma è davvero un altro mondo. Ci registriamo al centro d'accoglienza della zona protetta in cui i turisti possono circolare senza problemi. Poi, con la jeep ci si addentra lungo le piste sterrate; la guida intanto ci racconta che fu lo scenario delle gesta di Lawrence d’Arabia, che ancora oggi è il regno delle tribù beduine locali, che le carovane lo percorrono dalla notte dei tempi, come testimoniano le numerose incisioni rupestri che si incontrano. Ma per chi lo vede per la prima volat, il Wadi Rum è innanzitutto uno scenario stupefacente: distese di sabbia ocra, rosa, gialla, disseminate di piramidi, ponti e totem di roccia bruna. Una festa di colori per il viaggiatore in cerca di esperienze uniche. Qui si può passare la notte nei “rifugi” dorati, i clamping tendati e non. Sui portali di viaggio se ne trovano a decine, con livelli di accoglienza che vanno dallo spartano-esotico al design di lusso. Si può scegliere quelli con le bubble gonfiabili e trasparenti che ti fanno sentire in un film di fantascienza. Ci sono i lodge con bungalow in muratura dal design contemporaneo ed elegante, come il recente Zeina Luxury Desert Lodge. Oppure sentirsi un po' un carovaniere nei campi allestiti con tende beduine. Qualsiasi sia il letto, niente potrà preparare all’emozione di vedere l’alba nel silenzio assoluto di questo deserto speciale.

Il tipico hummus con pane arabo è un classico dei buffet in Giordania.
Courtesy Jordan Tourism

Ci rimettiamo in viaggio, lungo una strada che si inerpica attraverso gole scabre e cime di sola roccia. Stiamo per arrivare a Wadi Musa, il villaggio alle porte di Petra, tra i siti archeologici più famosi al mondo, Patrimonio Unesco dal 1985 e stella indiscussa del turismo giordano. L’aspettativa è grande, almeno quanto il mistero che avvolge l’ascesa e il declino di questa città nabatea, riapparsa nel 1812 dallo sprofondo della Storia. Dall’ingresso, si cammina per un chilometro in un’atmosfera lunare. E poi si passa nel Siq, il canyon scavato nell’arenaria, con lo sguardo che corre all’insù, a catturare ritagli di cielo. Il primo traguardo è lo slargo del Tesoro, maestoso tempio-mausoleo, fotografato e stravisitato. La bellezza del luogo è intatta, l’impatto emotivo un po’ meno: a Petra, capita di ritrovarsi circondati da centinaia di turisti, e ti senti uno fra tanti. Il consiglio di prammatica è visitarla al mattino presto, il sito apre alle 6. Ma probabilmente il modo per recuperarne il fascino, oltre ad affidarsi a una guida esperta, è documentarsi sulla civiltà nabatea, e scoprirne i segreti. Comunque Petra è questo e molto altro, un enorme museo all’aria aperta; tenetevi come ciliegina sulla torta, la scalata all’Al Deir, il Monastero che si raggiunge inerpicandosi per 800 gradini. La vista da qui è spettacolare.

Infinity pool in uno dei resort a cinque stelle del Mar Morto giordano.
Courtesy Jordan Tourism

Dopo la visita, l’antidoto alla fatica può essere un sontuoso buffet, magari nelle sale moresche dell’hotel Mövenpick, a pochi metri dal Visitor Center. Se c’è un simbolo dello stile di vita giordano, è proprio il buffet. Che sia in un hotel a cinque stelle o in un accampamento beduino, la modalità è la stessa: benvenuti, il cibo è a vostra disposizione. A cominciare dall’hummus, la crema di ceci e tahina che finisci per spalmarti sulle focacce di pane caldo anche a colazione. Insieme a mezzeh, muhammarah, fattoush: piatti semplici che, tra semi, legumi e verdure, concentrano i sapori di mezzo mondo.

Tra un po’ saremo sul Mar Morto, con i suoi resort e le spa da Mille e una notte. Galleggeremo sull'acqua salatissima del mare, ci cospargeremo di fango morbido e la sensazione sarà quella di tornare un po' bambino, proprio come succede negli hammam, dove i trattamenti di grooming e massaggi finiscono sempre con un bagno rituale, che sciacqua via ogni tensione. Un’altra esperienza unica che questo paese regala: perché è questo il bello della Giordania, un paese dove si viaggia sicuri, che concentra in poche centinaia di chilometri mille sorprese.

Informazioni utili

Molte le compagnie aeree che collegano l’Italia ad Aqaba, di linea e low cost. Easyjet ha inaugurato due tratte, da Malpensa il mercoledì e la domenica, e da Venezia il martedì e il sabato. I voli, operativi fino a fine marzo, sono in promozione e permettono di organizzare perfetti long weekend.

Il Jordan Pass è un pacchetto proposto dal ministero del Turismo di Amman che include varie facilitazioni, compreso il visto d’ingresso e l’accesso a 40 attrazioni. Contiene anche la visita a Petra, che da sola può costare dai 50 euro circa.

Kefiah colorate, sali del Mar Morto, datteri dolcissimi: i souvenir si trovano ovunque, contrattare è lecito. Per chi invece cerca altro, la Jordan River Foundation, la cui madrina è la regina Rania, è un’Ong che promuove progetti sociali e artigianato. Info su Jordan river designs.

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