È da circa sette ore che sono fermo, quasi immobile, su questa terrazza naturale che si affaccia su una delle meraviglie del mondo moderno: Machu Picchu.

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, poco dopo il mio arrivo, una densa coltre di nuvole ha avvolto la città perduta degli Inca negandola allo sguardo di quanti, come me, volevano essere i primi a vederla senza troppa folla. La situazione è complicata dal fatto che il percorso di visita è a senso unico: un volta raggiunti i resti della città, non si può più tornare indietro nella zona panoramica. Ora, non sono mai stato una cima in matematica, ma l’equazione tra quanto ho desiderato in vita mia vedere questo luogo e la possibilità di avere la certezza di ritornarci in futuro dà un unico, insindacabile, risultato: aspettare.

Man mano che i turisti si susseguono, l’attesa mi pone di fronte anche momenti esilaranti. Assisto ad almeno quattro proposte di matrimonio, tutte andate a buon fine, con tanto di tifo da stadio a supporto. Altrettanti matrimoni che rischiano di saltare perché il più impaziente dei due, esasperato, vuole proseguire facendosene una ragione, mentre l’altro implora cinque minuti in più nella speranza di un miracolo meteorologico. Centinaia di selfie le cui coordinate geografiche saranno certificate unicamente dall’hashtag #machupicchu una volta postate sui social. Dopo qualche ora la situazione è lievemente migliorata. Il movimento delle nuvole lascia ogni tanto intravedere porzioni di ruderi. Huayna Picchu che fa da fondale alla città mostra timidamente la sua sagoma. Non mi basta. Paziento e, cercando di estraniarmi da tutto, impegno il tempo a ripercorrere mentalmente il mio viaggio fino a quest’ultima tappa, passando per piantagioni di cacao, santuari di mangrovie e lagune verdi smeraldo a oltre quattromila metri di quota. Ma andiamo con ordine.

Lima vista da uno dei camminamenti sopraelevati che portano all’oceano Pacifico
Luigi Fiano

Il mio viaggio peruviano parte da Lima, la Città dei Re, così battezzata dal conquistatore Francisco Pizarro il giorno della sua fondazione. È difficile potersi fare un’idea di una megalopoli del genere semplicemente muovendosi nella trama delle sue strade, per cui provo a cercare un punto di vista a margine, che mi permetta di abbracciare uno spettro più ampio delle peculiarità di questo luogo. Lo trovo nel suo incontrare, in un modo unico, il Pacifico. Un dislivello di alcune decine di metri, sinuoso e netto, divide la città dall’immensità oceanica. Visto da uno dei camminamenti sopraelevati che portano alla spiaggia, lo spettacolo è così incredibile che l’occhio tentenna un bel po’ su quella striscia di roccia lunga chilometri e chilometri prima di dedicarsi interamente alla linea dell’orizzonte disegnata dal mare. Mentre sul fronte basso i surfisti risalgono le onde, dall’alto qualcuno si tuffa nel vuoto in parapendio. Tutt’intorno i giardini e i parchi del quartiere di Miraflores pullulano di persone di ogni età che, in pieno relax, si godono il giorno di riposo settimanale.

Alvaro, uno dei numerosi surfisti della città
Luigi Fiano
Una giovane coppia si gode il tramonto dall’alto di Miraflores
Luigi Fiano

Jeidaya, venuto dal Venezuela per lavorare come modello
Luigi Fiano

Lima, seconda città più popolosa del Sudamerica, è una capitale estremamente viva, con un centro storico patrimonio Unesco, i quartieri di Miraflores e Barranco in rapidissima espansione, un’importantissima tradizione gastronomica che qui tocca i suoi livelli più alti, aprendosi alla sperimentazione e alla contaminazione con cucine di altre culture, come quella giapponese. Una certa stabilità economica, inoltre, l’ha resa un luogo di grande attrattiva, soprattutto per i giovani dei Paesi vicini che vengono qui nella speranza di realizzare i propri sogni, conferendole un’aria cosmopolita che si respira un po’ dovunque.

Uno scorcio di una delle case coloniali di Barranco
Luigi Fiano

Carmen sulla sua veranda con vista sul Puente de los Suspiros
Luigi Fiano

Mentre passeggio nel quartiere di Barranco, attraversando il rinomato Puente de los Suspiros, trattenendo il fiato come richiede la tradizione affinché si avverino i desideri, intravedo dall’alto un’anziana signora che attira la mia attenzione. Carmen, è questo il suo nome, se ne sta in piedi, al centro della veranda di una delle bellissime casonas che costeggiano la strada pedonale che porta al mare, osservando il viavai di turisti e local che passano da quelle parti. I suoi lineamenti sono delicati, la sua postura composta e raccolta. Acconsente a essere ritratta e mentre scambiamo qualche parola, senza dircelo, ci adottiamo reciprocamente, nonna e nipote, per qualche istante. Saluto Lima e volo verso l’estremo nord del Paese. Enormi spiagge e distese di palme rendono questa porzione di costa particolarmente attraente per il turismo e infatti luoghi come Máncora, Zorritos, fino a Tumbes sono frequentatissime località balneari dove potersi cimentare in sport acquatici, passeggiate a cavallo e gustare dell’ottimo ceviche.

Una passeggiata a cavallo lungo la spiaggia di Máncora
Luigi Fiano

Due giovani coppie con il cane Peluche sulla spiaggia di Zorritos
Luigi Fiano

Da Piura parto in direzione Chulucanas, accompagnato da Juan Rivera, proprietario di una piccola piantagione di cacao blanco. Questa particolare varietà, anche conosciuta come cacao porcelana, è considerata una delle più pregiate al mondo. Man mano che ci allontaniamo dal centro abitato, il paesaggio comincia a popolarsi di piante di avocado, mango, banani e lime, l’asfalto della strada cede il passo allo sterrato, le case basse dei coltivatori punteggiano gli spazi verdi. È questo l’habitat in cui da oltre trent’anni Juan e altri piccoli produttori, uniti in cooperative, si prendono cura del loro cacao speciale, supportandosi vicendevolmente. Ovviamente resterebbero solo belle parole se non potessi constatare personalmente (e con estremo piacere) la qualità del prodotto, così non mi sottraggo all’assaggio di un po’ di cioccolato. Se si potesse sostituire la dicitura degli ingredienti con degli aggettivi, sull’incarto di quello appena assaggiato sicuramente si leggerebbe: succoso, fruttato, profumato, intenso... delizioso.

Il villaggio di Palo Blanco, nei pressi di Chulucanas
Luigi Fiano
Juan Rivera nella sua piantagione di cacao blanco
Luigi Fiano

L’estremo confine tra Perù ed Ecuador è tracciato dal Santuario Nacional Los Manglares de Tumbes, una vasta area protetta di foresta di mangrovie che ospita un ricchissimo e delicato ecosistema. Nella zona battezzata poeticamente Sendero Interpretativo assisto a un combattimento epico tra Javier, pescatore, e un cangrejo de manglar, letteralmente un granchio delle mangrovie. La pesca di questo granchio rappresenta un’attività di sostentamento molto importante per la comunità locale, ma usare il termine“pesca” tuttavia non rende assolutamente l’idea di quello che avviene sul campo di battaglia. Javier comincia a dribblare un groviglio interminabile di rami e radici muovendosi sopra un terriccio salmastro e fangoso. Una volta individuata una tana, affonda fino alla spalla il suo braccio coperto da un lunghissimo guanto di protezione. Se non è abbastanza rapido, il granchio, che allo scontro predilige la fuga, si dilegua in pochi istanti e bisogna ricominciare tutto da capo.

Javier riprende fiato dopo aver avuto la meglio su un granchio delle mangrovie
Luigi Fiano

Volo finalmente verso Cusco, la capitale Inca, la porta di accesso alla Valle Sacra.
Inevitabilmente affollata di turisti, la città a forma di puma ritrova la sua forte personalità nel percorrere una delle sue stradine arroccate, nelle cerimonie commemorative che riempiono le piazze di abitanti di ogni età, nei caleidoscopici mercati coperti. Mi colpisce, in questi ultimi, la presenza di intere corsie con piccole postazioni, una di seguito all’altra, che vendono succhi e centrifughe preparate al momento. Ogni postazione, oltre al menu, riporta il nome della donna che gestisce la piccola attività. Mentre mi chiedo,curioso e assetato, come farò a scegliere dove sedermi tra tanti posti tutti uguali, mi basta sollevare lo sguardo per capire, in realtà, che sono io quello a essere stato scelto. Seduto di fronte ad Anita Cleo, una simpatica signora di età indefinita, aspetto il mio centrifugato arancia, carota e zenzero (molto zenzero!). Dopo qualche minuto mi ritrovo davanti a una caraffa di quasi un litro tutta per me e capisco che quella diventerà la mia nuova abitudine fino alla partenza.

Cusco vista da una delle sue stradine arroccate
Luigi Fiano
Studenti in uniforme durante una giornata di festa
Luigi Fiano
La pietra a dodici angoli di Cusco
Luigi Fiano

Donne con abiti tradizionali passeggiano accompagnate da morbidissimi alpaca per le vie di Cusco
Luigi Fiano

La Valle Sacra racchiude, nel raggio di poche decine di chilometri, un imponente patrimonio archeologico e naturale. Lascio alle immagini descrivere, meglio di come possa fare io a parole, la bellezza delle saline di Maras, la perfezione dei terrazzamenti concentrici di Moray, l’equilibrio delle rovine di Ollantaytambo, il colore delle acque della laguna Humantay. Oltre a scoprire queste magnifiche mete, quello che ho riscoperto, a distanza di anni, girando per questi luoghi, è la dimensione stessa del viaggio. Salire su di un taxi collettivo,magari aspettando un’ora prima che parta finché non sia pieno, farsi lasciare a un crocevia e proseguire a piedi in solitaria per un tratto, semplicemente attendere l’ora giusta, la luce giusta, per osservare un luogo: sono tutte cose che molto spesso riservano sorprese e un premio anche più grande di quello che ci aspetta a destinazione.

Le saline di Maras
Luigi Fiano

I ruderi di Ollantaytambo e i terrazzamenti concentrici di Moray
Luigi Fiano

L’ennesima richiesta di una foto ricordo mi risveglia dai miei pensieri, riportandomi al presente, al punto in cui ho cominciato il mio racconto. Sono da poco passate le tredici quando anche l’ultima piccola nuvola che copriva Huayna Picchu si allontana. La vista è completamente libera, Machu Picchu e il paesaggio circostante sono pienamente visibili. Non ero interessato a scattare l’ennesima foto da cartolina, ma quella cartolina finalmente ora posso vederla dal vero. Tutt’altra è, però, la visione che più mi resterà impressa nella memoria. Quando, questa mattina, ho raggiunto il punto panoramico, prima che ogni cosa si dissolvesse nel bianco, per qualche breve minuto Machu Picchu era ancora visibile, immersa in una nebbia non impenetrabile.

Due turisti cominciano il percorso che li porterà alla laguna Humantay
Luigi Fiano

Con la sue acque verde smeraldo, la laguna Humantay è situata a circa 4.200 metri sul livello del mare
Luigi Fiano

Come quelle illustrazioni che accompagnano le storie di pirati, in cui lo scrigno del tesoro appena ritrovato emana fasci luminosi per quanto di prezioso custodisce, così, attraverso la nebbia, riverberava lo splendore dei resti della città perduta degli Inca, complice la prima tenue luce dell’alba, regalandomi, per qualche istante, la suggestione di essere stato io il primo a fare quest’incredibile scoperta.

Tips di viaggio: per qualsiasi informazione potete visitare il sito web dell’Ufficio del Turismo del Perù www.peru.travel

Machu Picchu alle prime luci dell’alba
Luigi Fiano