Guida al Carnevale di Venezia per chi non si vuole vestire da damina del 700

How to pratico di un rito di passaggio: affrontare Venezia in PIENO Carnevale.

Peggy Guggenheim Art Collector
Tony VaccaroGetty Images

Tutto quello che ci dovremmo aspettare da Venezia arriva puntuale a Carnevale. Il carnevale lagunare è un sogno misto a incubo da trama di Stanley Kubrick: esageratamente sexy nel non detto, non svelato, fortemente influenzato come i grandi amori. Il turismo a Venezia è stato danneggiato dalle terribili giornate di acqua alta: ma è un ricordo superato con orgoglio (e con polemiche giustamente ancora vive) perché Venezia la magica, Venezia la pozione segreta formato città, è tornata a splendere di ori bizantini e di calli silenziose. Questa è una guida a Venezia molto di parte, per chi ama mascherarsi per una notte e vivere nelle sembianze di una poetessa che fu, vestirsi come un’amante di Casanova (leggenda sostiene l’unico a essere fuggito dal Ponte dei Sospiri) e bere il miglior gin tonic, maschera alzata, nell’enoteca dove il lasciapassare è uno papillon. Pronti?

Dove dormire a Venezia durante il Carnevale. Se vogliamo vivere in costume, viviamo mascherati da…architetti di un’altra epoca. La casa ristrutturata da Giulio, architetto veneziano doc, è un racconto del vivere nella Serenissima. Un attico dove le travi sono secolari e reggono una modernità minimalista vista sul campanile di San Marco. L’attico tra le proposte veneziane di HomeAway (che presto cambierà nome in Vrbo) ha il pregio di essere isolato dai rumori di un turismo incessante, ha una strada da ricordare effetto Pollicino (ma facile: basta ricordare due insegne) e una grande area chillax dove rilassarsi prima di tornare per bacari e musei. Chiedete a Giulio di collegarvi Venezia in un punto che va da A a B: troverete il negozio di Olivetti realizzato da Scarpa (gioiello sotto i portici di San Marco) e l’Osteria al Mascaron per un giro di primi in punta d’amore. Consigliato per coppie di amici, coppie in fughe romantiche e amanti di riconversioni storiche in piccoli musei…domestici.

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Dove mangiare a Venezia durante il Carnevale. Ci sono i grandi classici: il pranzo da Paradiso Perduto, lontano dal circuito turistico con pasta fatta in casa, pesce appena pescato e sottofondo musicale che arriva dagli anni 70 per fare un intingolo nei primi Duemila. C’è un oste dalla barba bianca e i tavoloni di legno in condivisione: okay si è sparsa la voce da tempo e non è più local ma resta davvero buono. Oppure per chi è in visita a Burano, l’isola dei merletti che tutto colora e niente sbiadisce, il classico da prenotare con anticipo è il Gatto Nero: capolavoro in ginocchio su pastasciutte, risotti e tagliatelle. Si va per bacari ma c’è un luogo che è più buono di tutti i bacari messi insieme: e Al Bottegon, (vero nome Cantine del Vino già Schiavi), quasi davanti allo Squero di San Trovaso dove i cicchetti al baccalà mantecato fanno l’amore con fiori secchi. Ci vorranno molte ombre de vin per convincervi ad andare a cena e non continuare il test.

Dove mascherarsi a Venezia durante il Carnevale. Ci sono negozi capolavori di maestranze dell’arte più oscura veneziana: la maschera e tutti i misteri che cela. Uno degli atelier più storici e bottega di talenti è La Bauta. Investimenti che costano e meritano: altro che cliché turistici qui 23enne operano su giganteschi volti di cartapesta. Wow. Chi opera nell’onirico e nell’antico è Antonia Sautter, la donna, pardon, dama dietro al Ballo del Doge, sontuosa festa di Carnevale che si celebra a Palazzo Pisani Moretta tra performance spettacolari, costumi costosissimi, albe che baciano i folli. Credeteci: prendere parte è un viaggio nel tempo che dà le vertigini. L’atelier dove nascono gli abiti è l’atelier Haute Couture degli abiti di Carnevale. E si trova? Di fianco al civico dove dormite (di cui sopra).

Che personaggi interpretare a Venezia durante il Carnevale. Scontata quanto attuale, potente quanto discreta è innegabile che Peggy Guggenheim sia la donna simbolo di un travestirsi quotidiano, di un nascondersi dietro le lenti di un genio, mecenate e amante del bello. Superate il ponte dell’Accademia per infiltrarvi nelle calli di Dorsoduro, tra il Museo Peggy Guggenheim, e poi oziare sulla sua terrazza ad annoiarsi “ di bellezza”. Vestirsi da Coco Chanel è troppo scontato? Per nulla: il tour dei luoghi di Coco è un viaggio nel microcosmo del lusso, della rivoluzione neo borghese degli espressi al Cafè Florian (dove nacque il caffè all’italiana). Tenera (e romantica è la notte): interpretate il fascino intellò e affrontate la notte nelle sue linee più dolci, direzione: all'Enoteca Mascareta dove Mauro Lorenzon in papillon vi servirà il gin-tonic dei miracoli, il rosé ghiacciato dei risvegli e voi potrete togliervi la maschera, finalmente?

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