“Entrate nella polpa, lasciatevi prendere, lasciatevi ghermire, cercate, vivete, accettate l’invito al non banale anche dove il banale sembra servito e esibito, costruite itinerari solo vostri, reinventate i cliché, meravigliatevi, meravigliatevi come si meravigliavano nel Rinascimento, sorprendetevi, fate collegamenti o tutto il contrario, intraprendete un viaggio con la testa, col cuore, col naso e con la bocca, trovate il bandolo della vostra matassa personale e lasciatevi andare, per capire che poi, alla fine, tutto quello che abbiamo è attorno a noi, davanti ai nostri occhi”. Iniziamo dalla fine, cioè dall’epilogo di un discorso che è un prologo di un viaggio, un invito che non è solo un'invitation au voyage, ma molto di più. Iniziamo dalle cascate, vortici, rivoli scroscianti di parole di Cesare Cunaccia, giornalista, scrittore, curatore e autore dei testi del libro Tuscany Marvels (Assouline), in uscita il 3 giugno 2021 e disponibile su assouline.com, che “cerca di racchiudere la complessità inimmaginabile di questo luogo pieno di eccezioni e cose eccezionali”. Un racconto per immagini e parole, un compendio fotografico tra sacro e profano, che racconta una delle regioni più pop d’Italia, sì, ma lanciandoti fra le mani una chiave di (s)volta con cui attraversarla con occhi nuovi. “Certi luoghi hanno bisogno di essere letti e cantati ancora e ancora e ancora”, continua Cunaccia, “perché Toscana non è soltanto collina, cipressi, olivi e Firenze, ma un’infinità di continenti vicini e allo stesso tempo lontani, che dialogano oppure che si respingono, meravigliosamente”. Il nuovo titolo della casa editrice fondata nel 1994 a New York da Prosper e Martine Assouline si snoda fra storia dell’arte e dell’antropologia, geografia fisica e umana, grammatica enogastronomica, anatomia del territorio, educazione all’hôtellerie devota al lusso, e lo fa attraverso le battute dell’autore (“sono un grafomane, è stato difficile condensare tutto quello che avrei voluto dire”), gli scatti di fotografi illustri o fotografie dall’archivio di tempi della cultura o di casati seminascosti fra la vegetazione cangiante, camaleontica, in perenne mutamento, “come un film che continua a cambiare ripresa”.

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La cappella della Madonna di Vitaleta
© Gary Yeowell/Getty Images
Il Castello di Sammezzano a Leccio
© Massimo Listri

“Io preferisco riferirmi alla Toscana parlando di Toscanae, la chiamo proprio così all’inizio del libro. Uno spazio-ossimoro per via delle sue forti diversità, dove in quella finestra fra Medioevo e Rinascimento è accaduto di tutto, un compendio di storie, un luogo delle idee, e il paesaggio toscano ne è la dimostrazione concreta. Ti puoi ritrovare al centro delle Crete Senesi che assomigliano a deserti mediorientali, immerso dentro le foreste maremmane che arrivano quasi a bagnarsi nell’acqua del mare, o ai piedi di vallate che ti danno l’impressione di appartenere al Tirolo. C’è quella lingua di terra che va da Asciano a Monte Oliveto Maggiore dove dopo la vendemmia il terreno diventa quasi lunare, in assenza di vegetazione”, continua il curatore dei testi di Tuscany Marvels, presentato fra le morbide colline nel cuore della maremma dove sorge silenzioso, meraviglioso, il luxury resort L’Andana a Castiglione della Pescaia, debutto cullato con un talk a cura di Alessandro Preziosi. “Ci sono le colline tondeggianti, a perdita occhio, sintesi di quello che gli americani chiamano limitless, c’è il mare che cattura i riflessi del cielo, quando il vento spazza via le nuvole, come un quadro della grande pittura senese. E poi gli alberi, sono argentei, sono rossicci, pennellati di infinite palette che seguono le stagioni e i territori”.

florence, italy   november 01  the domed rooftop of florence's cathedral, basilica di santa maria del fiore, known as duomo in florence, italy the duomo is the main church of the city of florence construction was started in 1296 in the gothic style with the structure completed in 1436 the famous dome was designed by arnolfo di cambio and engineered by filippo brunelleschi florence, italy, 1st november 2017 photo by tim claytoncorbis via getty images
La cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze
© Tim Clayton/Corbis/Getty Images
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La vetrina di una gastronomia a Siena
© Gary Yeowell/Getty Images

“Anche le città rispondono a queste alterità. Siena ti apre più le porte che il suo cuore, come recita la scritta che campeggia al suo ingresso, incisa su Porta Camollia (Siena ti apre un cuore più grande, della porta che stai attraversando). Essendo rimasta libera dal giogo fiorentino fino al Cinquecento, ha un’identità propria, spuria da quella fiorentina, a cui è attaccata in modo viscerale. Lucca ha una storia a parte, figlia della repubblica aristocratica che l’ha sorretta fino al 700. Firenze è Rinascimento e oltre, è il luogo in cui si recupera la classicità e anche il pensiero dell’uomo, come se fosse una Silicon Valley ante litteram. Io vado a Firenze quando devo pensare, quando devo mettere ordine fra le idee, mi serve per il pensiero, non è una città che ti si dà, può essere molto ostica”, racconta Cunaccia. “Il mio luogo della mente a Firenze? Il posto più sottovalutato dai turisti? Il Tempietto dell’Alberti conservato nella cappella del Santo Sepolcro”. Al cospetto di quale dipinto dovremmo recarci in pellegrinaggio, senza se e senza ma? “La Deposizione del Pontormo nella Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze, un capolavoro del manierismo, dai colori psichedelici, inventati, poco naturalistici, un’incredibile danza di morte e di bellezza, un quadro catartico, circolare, come il tuffo dentro un mondo senza tempo”. Il tuo scatto coup de coeur fra le pagine del libro? “La fotografia di Henry Clarke scattata negli anni Settanta sul tetto di Palazzo Pucci. Dietro c’è Firenze in tutta la sua classicità, in primo piano c’è la modernità che Emilio Pucci portava avanti. E poi la foto del Castello di Sammezzano firmata da Massimo Listri, che evoca la follia di questa opera d’arte moresca”. Dove vorresti essere adesso? “A guardare la volta toscana di notte, le stelle a perdifiato, così vicine, a pensare di star facendo un colloquio intimo con il cielo”.

La copertina di "Tuscany Marvels" (Assouline)
Assouline
Villa Malaspina in provincia di Massa Carrara
© Massimo Listri