Questi ragazzi hanno riscoperto il trekking più lungo d’Italia (e del mondo)

Va' Sentiero, il progetto speciale di Sara e Yuri, “l’amore è capace di resistere a tutto. Anche a tre anni di cammino, 7000 km tra Alpi e Appennini, una pandemia mondiale e, addirittura, alle vesciche”

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sara furlanetto

L'amore, dicono, è capace di resistere a tutto. Anche a tre anni di cammino, 7000 km tra Alpi e Appennini, una pandemia mondiale e, addirittura, alle vesciche. Lo assicura Sara Furlanetto, cofondatrice insieme al compagno Yuri e all'amico Giacomo del progetto Va' Sentiero che, dal 2019, si è proposto di riscoprire il Sentiero Italia, il trekking più lungo al mondo che attraversa da nord a sud tutto lo stivale. Ideato nel 1983, il Sentiero Italia segue le dorsali montuose di tutto il Paese attraverso 20 regioni e oltre 360 borghi, con un dislivello positivo di 350.000 metri, eppure se ne erano perse le tracce e da qualche tempo non rientrava più tra i grandi cammini che ogni anno attirano sempre più persone convinte che nell'incedere lento sia insita la risposta a un mondo frenetico. Va Sentiero nasce proprio da qui, dall'idea di riaccendere le luci sull'arteria che congiunge ogni angolo d'Italia, in un modo nuovo, che permette di prendere consapevolezza di ciò che ci circonda tornando a prendersene cura, incontrando, conoscendo e raccontando storie.

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«Era il 2016 quando Yuri, durante un viaggio lungo il Gr20 in Corsica, ha incontrato due ragazzi scandinavi che parlavano di questo Sentiero Italia di cui lui non aveva mai sentito parlare», racconta Sara. «Lanciato negli anni Novanta, questo percorso era finito nel dimenticatoio. Yuri ha iniziato per conto suo a farsi un'idea di cosa volesse dire lasciare tutto e mettersi in cammino, a informarsi e a lasciare sedimentare questo progetto. E soltanto diversi mesi dopo, quando era più convinto della fattibilità della cosa, l'ha condivisa con Giacomo e con me». Va' Sentiero nasce su base volontaria nel 2016, si trasforma in associazione l’anno successivo e in realtà vera e propria nel 2019, grazie a una campagna di Crowdfounding che ha permesso ai ragazzi di trovare i fondi necessari per la partenza. Lo stesso è successo i due anni successivi e anche per questo ultimo tratto che vedrà il suo epilogo con l'arrivo programmato il 25 settembre a Messina. Oggi il gruppo si è notevolmente allargato: del team fanno parte sei giovani camminatori di meno di 35 anni: oltre Sara Yuri e Giacomo si sono aggiunti Andrea, videomaker, Francesco, filosofo, cambusiere e responsabile della ricerca culturale; Martina specializzata in Economia e social media manager, Diego, grafico di Va' Sentiero e Giovanni, classe 1950, ex camionista in pensione e appassionato di trekking, driver del furgone. Oltre ai camminatori, ci sono Alberto ad Amsterdam e Giulia a Torino che danno supporto in remoto. Inoltre, il libro fotografico realizzato con le immagini di Sara dal titolo Voci dalle Terre Alte è alla seconda stampa, e oggi Va' Sentiero ha stretto una partnership con AIGAE – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche e il sostegno di diversi brand del mondo outdoor e istituzioni.

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Ma la storia nasce da più lontano. Originaria di Castelfranco Veneto, in piena pianura, Sara cresce con due genitori appassionati di montagna. «Ho la cultura della montagna che mi ha trasmesso la famiglia anche se da bambina non amavo troppo fare fatica. La lampadina si è accesa più tardi, verso la fine del liceo. In quel periodo ho anche conosciuto Yuri: Io avevo 19 anni e lui 25 e seppure stessimo vivendo fasi molto diverse delle nostre vita, ci accomunava la voglia di avvicinarci alla montagna». «Oggi di anni ne ho 28 e sono quasi 10 anni che camminiamo insieme, in tutti i sensi. Ci siamo conosciuti lavorando per un'agenzia di found raising», racconta. «Il mio sogno post liceo era quello di partire per un viaggio in Sud America e questo lavoretto mi permetteva di mettere da parte i soldi per realizzare il mio desiderio. La scintilla tra noi due è nata abbastanza in fretta, ci siamo trovati a livello emotivo e intellettuale sotto tanti aspetti». Eppure, nel colpo di fulmine non sono mancate le difficoltà. «Non è stato un periodo facile quello dei miei 20 anni e la nostra è stata una storia che ha richiesto tempo per essere coltivata. Io ho voltato pagina su tanti livelli e ho preso la decisione di fare l'Università a Londra seguendo un corso di foto giornalismo e documentaristica. Non avevo esperienza in quel senso, ma mia sorella più grande, Elisa, è stilista e mi ha introdotto alla bellezza dell'immagine». L'Università londinese approva la sua candidatura, Sara si sposta nella capitale inglese per restarci tre anni e mezzo, eppure la storia con Yuri non finisce. «Abbiamo vissuto tanti anni a distanza e sono convinta che sia stato molto salutare per la nostra relazione perché ci ha permesso di avere vite autonome. Yuri venne a Londra in autostop dall'Italia per farmi una sorpresa insieme a Gianmarco, suo amico storico. Per un concorso di coincidenze alla fine sono rimasti per un anno intero dedicandosi alla musica, suonando blues rock con influenze sicule. Abbiamo lasciato Londra insieme alla fine del 2016 poi Yuri è partito per percorrere il Gr20 in Corsica... E qui ha inizio tutta un'altra storia». Dopo aver capito che intraprendere quel viaggio alla scoperta del Sentiero Italia sarebbe stata un'esperienza irripetibile, Yuri decide di parlarne a Sara. «Era un periodo in cui ero molto aperta e mi facevo stimolare: trovavo interessante l'idea di poter intraprendere un percorso per conoscere meglio il mio Paese. Ho subito pensato a come aggiungere valore all'esperienza con la mia prospettiva. Nel frattempo, mi iscrivo ad Antropologia a Venezia, lavoro in uno studio di comunicazione e partecipo alla creazione del progetto di Va' Sentiero. Un periodo intenso, difficile e bellissimo sfociato nella mia decisione di lasciare tutto a settembre 2018 per dedicarmi al 100% al nostro sogno, con la partenza fissata in calendario a maggio 2019».

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Il momento del “via” fu nel 2019 a Trieste e da allora è iniziata un'avventura incredibile che ha portato il team alla scoperta dell'arco Alpino e delle regioni settentrionali. «Non ho mai avuto ripensamenti. C'era l'estrema convinzione che avremmo dovuto provarci e, a guidarci, una sana ingenuità. Nessuno di noi era particolarmente inserito nel mondo dei cammini né nell'associazionismo. Tutto era nuovo». In primis, il loro modo di stare insieme, di Sara e Yuri, era nuovo. «Non è stato semplice viaggiare in coppia, soprattutto il primo anno quando ero l'unica donna del team, sentivo la pressione di dover dimostrare di non essere solo la “ragazza di Yuri”, ma Sara, fotografa e cofondatrice del progetto. Avevo bisogno di affermarmi, cosa che ha un po' influenzato il mio modo di essere. Sicuramente non è facile raggiungere un equilibrio tra essere una coppia e fare un progetto così grande: ogni giorno è una scuola». Eppure di chilometri a piedi i due ne hanno percorsi e di tempi ne è passato con tanto di stop a causa del covid. Lungo il percorso hanno incontrato persone, visto paesaggi, parlato con le comunità locali, hanno provato diversi modi di muoversi, dalla bicicletta al sup, testando le diverse possibilità che lo stare in contatto con la natura può offrire. Il tragitto che stanno coprendo in questo momento è partito dalla Sicilia ad aprile, sta attraversando la Sardegna per poi proseguire, entro la fine dell’estate, lungo le ultime 3 regioni che mancano all’appello per completare il Sentiero Italia: Campania, Basilicata e Calabria. Un percorso che ora diventerà anche una docu-serie che verrà raccontata per la prima volta in tv da “Va’ Sentiero – L’Italia a piedi”, una produzione originale laF, realizzata da Ascent Film, in onda da lunedì 19 luglio alle ore 21.10 su laF (Sky 135) e disponibili on demand su Sky e Sky Go e in streaming su NOW. Le prime 4 puntate saranno trasmesse dal 19 luglio al 4 agosto e avranno come protagonisti territori di nord Italia. Ogni puntata seguirà il percorso e l’evoluzione di uno dei ragazzi portando alla luce le dinamiche di un gruppo, nato un po’ per caso, che si è ritrovato a condividere un’esperienza collettiva unica e imprevedibile. Da metà settembre i mancanti quattro appuntamenti di cui il primo avrà come protagonista proprio Sara. Quando sentiamo Sara, è la fine di giugno e il gruppo si trovava in mezzo alla Sardegna. «In questi ultimi giorni è esploso il caldo e siamo un po' stanchi Ci siamo trovati a dover cambiare gli orari, la gestione delle singole giornate ed è un qualcosa che abbiamo imparato con l'esperienza. Quando scorro le foto e i video di me nel 2019, quando tutto è cominciato, mi sembra di vedere una bambina. Sono maturata molto lungo il tragitto, ho preso sicurezza sulle mie capacità e ho trovato il mio posto nel mondo. Con una grande consapevolezza: quella di avere al mio fianco un ottimo compagno di viaggio».

sara furlanetto

L'idea di riportare alla luce il “Sentiero Italia CAI” nasce dal Club Alpino Italiano, che fin dagli anni ’90 se ne occupa e che negli ultimi anni ha provveduto a rendere nuovamente percorribile il sentiero più lungo del mondo, grazie all’aiuto di oltre 6000 volontari soci del CAI. I volontari hanno dedicato e dedicano il loro tempo a sistemare, ripulire, ridefinire, rimarcare i percorsi del Sentiero Italia CAI nelle diverse regioni. All’opera per aggiornare carte e percorsi, per adeguare le strutture ricettive, per monitorare lo stato ambientale ci sono, tra l’altro, le competenze della struttura operativa Sentieri e Cartografia, della Commissione Centrale Escursionismo, Rifugi e Tutela Ambiente Montano. Il progetto Sentiero Italia CAI è più attivo che mai e non è solo camminare, ma una filosofia che promuove le comunità, la tradizione e l’economia della media montagna in un’ottica di turismo etico, sostenibile e consapevole.

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