Auto d'epoca, atelier nascosti, il filo rosso di un peperone, weekend a Firenze

Dove non arrivano i turisti soggiornano i viaggiatori: tour di 48 ore in un angolo di paradiso verde (e ancestrale).

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Marco Valmarana

Di questo angolo di mondo Napoleone non ha capito nulla: e per fortuna oggi lo ritroviamo magicamente a dominare Firenze, lassù su una collina di Fiesole, ricco di fiori, antico e sapientemente accogliente. È l’hotel cinque stelle di Belmond Villa San Michele, un monastero medievale diventato prima fortino di guerra (per mano di Napoleone) e ora oasi del lusso. A raccontarlo basta il suo ingresso che preserva tutti i crismi di un luogo di fede (confessionale incluso) ma anche affreschi degli allievi dei più grandi del Rinascimento, suite dal cui giardino osservare il sole che illumina la cupola del Brunelleschi, nicchie dove leggere, grotte dove degustare vini corposi, vespe che aspettano solo di portarvi altrove.

Marco Valmarana

Nel dedalo di rose e lavanda, tra la piscina e la camera più romantica di tutto l’hotel (spoiler: era una cappella privata), il lusso scivola verso la tavola, con la follia romantica di Alessandro Cozzolino, chef che da Caserta a Hong Kong ha tratteggiato il suo filo rosso (come il peperone che caratterizza il suo piatto più signature, “nato otto anni fa ma ancora nei miei menu”). Oggi nella loggia di questo buen retiro di Fiesole, dove possono essere ospitate mostre temporanee (l'ultima le gigantografie delle foto di Massimo Listri) e calici di champagne, lo chef Cozzolino crea appositi menu legati all'arte (esempio la sua cucina di prospettive inverse dove si parte con il dolce, un equilibrio di zafferano, cioccolato e zucca per continuare con un clamoroso tortellino servito in un bicchiere da Negroni) ma concede anche l'animo più intimo ospitando due persone alla volta ad assaggiare le sue creazioni all'interno della cucina seduti in un vecchio forno convertito ad alcova.

Benedetta Bassanelli

Se le cene in terrazza vista Firenze sono un certificato di lifestyle per i molti turisti americani che amano questo hotel, l’invito/provocazione è quello di prenotare una cena qui anche se siete local fiorentini. Così come, salendo sulla Fiat Musona, auto d’epoca resa elettrica e personalizzata per l’hotel, ci si chiede se il sogno fiorentino vissuto dai turisti stranieri non debba appartenere con più orgoglio anche a noi italiani: il tour personalizzato parte dalla marcia lenta e paradisiaca di un’auto affascinante e conduce nelle vie più autentiche di Firenze. A condurci in questo Art of Making tour è Barbara Chiucini guida, appassionata, colta ed empatica, che invita a entrare negli atelier della città, dribblando il turismo da ombrellini e souvenir. L’esperienza proposta agli ospiti di Belmond Villa San Michele è la conferma che le storie non si copiano, si creano ex novo.

Courtesy

Così si scopre il laboratorio di Paolo Carandini, creatore di scatole del tempo dove la pergamena è materia antichissima con cui creare una cassaforte in miniatura, scrigni di segreti, opere d’arte ideate con cultura. Oppure si torna nel celebre AquaFlor, impero dei profumi di culto per fiorentini e non, per scoprire il laboratorio che si cela nelle viscere del palazzo dove si crea la propria fragranza, si immagina (e magari arreda) il salotto ideale nel nuovo spazio décor del marchio. Prima di rientrare in hotel, per lasciare affondare il sole nel vostro calice, potrebbe capitarvi di vedere una signora inglese intrufolarsi in un atelier di cappelli pronta a ritirare il suo copricapo per Ascott o gare di polo dall’altro capo del mondo: significa che siete davanti al regno di Antonio Gatto, creatore di cappelli artigianali con paglia di Firenze come cuffie di piume. Napoleone non sa cosa si è perso.

Joee Wong

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