Cronache femminili (e sostenibili) dal 61° Salone Nautico di Genova

Passeggiata e chiacchierata con la CEO di Amer Yacht Barbara Amerio, tra gli spazi dell'ultimo modello dell'azienda di famiglia, il più green oriented del mondo.

Amer Yacht

Tra blue economy, green revolution e focacce liguri, il 61° Salone Nautico di Genova si è rivelato un successo di pubblico, documentato da un week end sold out. Forte anche della sua eredità, la cui pietra miliare viene posata nel 1961, in quel di Milano, per poi approdare subito l’anno successivo nella sua sede corrente (e coerente) nel capoluogo ligure. A chi capita di partecipare alla kermesse come visitatore per la prima volta si apre un mondo, nonché la storia. Tra i diversi stand, infatti, è possibile ammirare manufatti nautici frutto di un evoluzione il cui segmento temporale è possibile contarlo in decenni, se non, sebbene in rarissimi casi, un secolo, sia a livello globale che nazionale. Protagonista assoluto in tal senso è Amer Yacht, progetto voluto dal Gruppo (e cantiere) Permare, nato nel 1973, grazie al suo fondatore, Fernando Amerio, per offrire servizi nautici alla crescente clientela ligure e della vicina Costa Azzurra. Da quel momento in poi, con raffinate intuizioni e visioni all’avanguardia, l’azienda diventa tra le più apprezzate del mercato mondiale, conseguendo successi con alcune delle loro creazioni, come l'Amer Cento Quad, il quale, nel 2016, viene premiato a Cannes nell’ambito dei World Yacht Trophies come yacht più innovativo ed ecosostenibile dell’anno, grazie a una configurazione unica al mondo che ha consentito una drastica riduzione di consumi ed emissioni, aumentando, parallelamente, le prestazioni e il comfort di bordo. E lo sposalizio tra estetica, funzionalità e sostenibilità è sostenuto oggi da Noemi, Rodolfo e Barbara Amerio, la nuova generazione al timone dell’impresa, insieme al resto dello staff. In particolare è Barbara, nella sua figura distinta, a gestire la parte legata all’ambiente. E quando le si fa notare che per i più sembra un paradosso accostare questo aspetto con il mondo delle barche a motore sorride e risponde che in ogni caso “per Amer è molto importante questo elemento, ragionando soprattutto in un’ottica di outsearching. E tale approccio dovrebbe valere anche per tutte le case di yacht. In questo caso, infatti, non dovrebbero esserci questioni strategiche dietro, di rivalità: le mie competenze potrebbero servire a un'altra realtà e viceversa. Il cambiamento climatico riguarda tutti noi come esseri umani in primis, non solo settori specifici dell’industria”. Ed ecco che allora, tra un bellissimo (e sicuramente comodo) salotto en plein air situato a poppa, tra le zone più belle, si scopre di essere sull'Amer 120, imbarcazione tra le più ecologiche al mondo. "Lo è per via dei motori installati. Sono prodotti in collaborazione con Volvo Penta e sono molto performanti. La loro installazione, insieme ad altri elementi, dà fino al 50% di riduzione di consumi e il 30% in meno di emissioni in atmosfera”, spiega la CEO dell’azienda, che aggiunge: “Per noi è un tema molto importante, il nostro cantiere è votato verso questi aspetti. Siamo stati infatti i primi a spingere perché il segmento degli super yacht, che è una vetrina internazionale dove l’Italia gode di una leadership senza pari, sia più sensibile in questo campo”. Dettagli, tra cui la creazione di un composito riciclabile che al momento vede il basalto come unico materiale ma vi è il goal di aggiungere, fra gli altri, la resina, ingrediente fino a oggi non proprio sostenibile, sono fondamentali per Barbara e il cantiere Permare sin dagli esordi. Tanto che la realtà con sede a Sanremo non si è mai posta il problema sul “fine vita” dei suoi modelli navali. “E questo grazie ai materiali che usiamo, perché sono di altissima qualità e quindi durano nel tempo”, racconta Amerio.

Amer Yacht

Nasce così una filiera di ricerca di aziende, non solo italiane, la quale è stata presentata nella giornata di venerdì proprio al 61° Salone Nautico di Genova con l’obiettivo di essere utilizzata nel prossimo futuro. “Speriamo di poterla sfruttare completamente. Noi, come Amer, lo faremo sicuramente”. E di quale futuro si parla? “Dopo i tempi di ricerca in laboratorio e quelli dovuti alle certificazioni. Noi, intanto, nell’attesa che ciò avvenga, stiamo cercando di ridurre il composito a bordo, andando a sostituire elementi di costruzione con materiali riciclabili. E l’aspetto creativo, unito a una spiccata sensibilità verso le "questioni green", emerge anche negli interni dell’Amer 120. Tra vasi dall’allure contemporanea mescolati a pregiati giochi cromatici dei tessuti con cui sono rivestite le sedute e la biancheria da letto, si scopre, ad esempio, che il teak degli interni (un legno molto robusto con il quale vengono realizzati i pavimenti delle barche, anche a vela) è un elemento di economia circolare: “Arriva dall’isola di Java, da case coloniche dismesse lavorate in doghe da un artigiano italiano il quale compra materiale di recupero e lo fa tornare in vita”, prosegue Barbara, il cui sguardo s’illumina quando dice che per la famiglia “questo sia molto importante. Si tratta del risultato di come la tradizione possa viaggiare allo stesso ritmo dell’avanguardia, che è poi il leitmotiv del nostro cantiere da 50 anni”. Ma come si fa a tenere tutti questi aspetti sotto controllo? “Attraverso una precisa organizzazione e una filiera che, passo dopo passo, partecipa alla realizzazione rispettando il più possibile una visione kilometro zero”. Modus operandi che per tutti gli Amer Yacht è frutto di una costante collaborazione anche con il cliente. Infatti i modelli sono personalizzabili nella maggior parte della struttura e disegno. E pare che tra gli armatori (così vengono chiamati in gergo nautico gli acquirenti delle barche) stia aumentando la fetta di torta delle donne proprietarie di yacht. “Sono sicuramente di più di quello che si possa pensare. Hanno le idee molto chiare - direi marine -, approfittano del mare appena possono, conducendo una vita estiva intensa con le loro imbarcazioni”, sussurra complice Barbara Amerio, mentre si accinge a mostrare i bagni realizzati in pietra di Verona, uno tra tutti gli elementi made in Italy dell’ultimo nato in casa Amer. Decisamente femminile e ricercato, come Barbara Amerio che si congeda con il suo sorriso, alla volta di altri progetti, sfide e bagni di mare.

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