La giovane fotografia europea ama Parigi e Circulation(s) 2018

Che hanno in comune gli europei? Il festival francese dedicato alla giovane fotografia europea risponde con un ritratto, anzi tanti

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Cosmic surgery © Alma Haser /Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

Cosa hanno in comune gli europei? Definire l'Europa resta un'impresa ardua. A mostrarne i molteplici tratti dell'identità contribuiscono però i giovani sguardi di chi ci vive, pronti a tornare a Parigi con la sesta edizione del Festival francese interamente dedicato alla giovane fotografia europea.

Circulation(s) 2018 – Festival de la jeune photographie européenne animerà la primavera parigina con il ritratto dei fermenti più creativi della fotografia contemporanea nata e cresciuta in Europa. Un obiettivo ambizioso ben rappresentato dall'immagine guida di questa edizione. Il ritratto intrigante e inquietante della complessa struttura estetica del nostro mondo saturo d'immagini (della nostra Europa dalle molteplici identità), bramoso di ritocco e chirurgia che nascondono le singolarità identitarie per replicare modelli desiderabili.

Alma Haser, Cosmic surgery
© Alma Haser /Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

La delicata operazione è realizzata a mano, con la nobile arte orientale di piegare la carta, da una fotografa dislessica nata nella Foresta Nera. “Cosmic Surgery” (frutto della dislessia) della giovane tedesca ###b

Francesca Catastini, The modern spirit is vivisective
© Francesca Catastini/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

La riflessione di estrema attualità, si arricchisce di monti stimoli con i giovani artisti selezionati dalla giuria di esperti (su oltre 800 candidati). The modern spirit is vivisective per l'italiana Francesca Catastini e per la sua dissezione delle viscere del corpo umano e degli studi anatomici, di quello che colpisce l'occhio e gli è precluso. Il tessuto che emerge dalla selezione d'immagini d’archivio, accostate agli scatti della fotografa italiana, invita a riflettere sul ruolo esercitato dalla nostra produzione del visibile.

Judith Helmer, Identically Different
Jeanne Tullen, 27 Van Mierisstraat
© Jeanne Tullen/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018​​

Identically Different della fotografa dei Paesi Bassi Judith Helmer, si concentra sull'effetto che questa ha su due gemelli identici, dal momento che uno sceglie di cambiare sesso. La svizzera Jeanne Tullen compie un viaggio nell'ego interpretando i codici dei social network con 27 Van Mierisstraat. Gli accessori kitsch e contraffatti di Tales of Lipsticks and Virtue di ###b

Promise Me a Land del francese Clément Chapillon indaga il forte legame tra terra e identità, con quella promessa rivendicata dalla secolare tensione israelo-palestinese. La vita in carcere sembra tutt'altro che rosea, ma tra i sedici giovani artisti selezionati c'è anche Pink Cells della fotografa franco-svizzera ###b́lique>

Angélique Stehli, Pink Cells
© Angélique Stehli/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

Alessandra Calo, Kochan
© Alessandra Calo/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018​​
Lukasz Wierzbowski, Sisters
© Lukasz Wierzbowski /Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018
Rachael Woodson, Sound of Silence
© Rachael Woodson/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

Sound of Silence dell'inglese Rachael Woodson apre i suoi album di famiglia al pubblico insieme alla relazione tra vita privata e immagine pubblica. Lukasz Wierzbowski fa qualcosa di analogo fotografando per anni le nipoti con Sisters. Just Like You della tedesca Fiona Struengmann interviene su foto d'epoca per fornire nuove letture ai "ricordi silenziosi di una vita". La polacca Dominika Gesicka con This Is Not Real Life fotografa un luogo dove "nessuno nasce e nessuno muore", tra il sole di mezzanotte e la notte polare. Murray Ballard si spinge oltre congelando il corpo con The Prospect of Immortality.

Dominika Gesicka, This Is Not Real Life
© Dominika Gesicka/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018 ​

Sono le interazioni accidentali a vestire la volontà di Dio con Iviv - God’s Will dell'ucraino Viacheslav Poliakov? Di sicuro i Fragments della relazione amorosa a distanza arrivano in mostra con l'italiana Giulia Berto, tra gli artisti invitati direttamente da Susan Bright, madrina di questa edizione.

Viacheslav Poliakov, Iviv - God’s Will
© Viacheslav Poliakov/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018

La galleria europea scelta per i riflettori internazionali del festival è l'ucraina Rodovid Gallery che supporta Sergey Kammenoy e Olena Subach. La "Rodchenko Art School" arriva invece dalla Russia con amore, Last Night I’m Done di ###/iOlga Vorobyova.

Forte dell'incredibile successo ricevuto dall'edizione precedente con più di 56 000 visitatori, ovviamente questo non è che un piccolo assaggio del ricco programma della prossima. La mostra principale torna ad arricchirsi di una versione didattica a misura di bambini. Incontri, letture portfolio, workshop, una galleria online e studi fotografici, promettono più di una riflessione e ritratti per tutti, dal Centquatre-Paris agli eventi collaterali in città.

How to: Circulation(s) 2018 – Festival de la jeune photographie européenne, Centquatre-Paris, Parigi, 17 marzo - 6 maggio 2018

Frank Herfort, Russian Fairy Tales
© ​Frank Herfort/Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018
Olga Vorobyova, «girl who used to be», 2017
© Olga Vorobyova /Courtesy Circulation(s) – Festival de la jeune photographie européenne 2018
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