Willy Rizzo, il fotografo di Marilyn Monroe, Coco Chanel & co finalmente in mostra a Parigi

Le fotografie di moda più belle del fotografo e designer italo-svizzero in mostra nel suo studio parigino, sulla riva sinistra della Senna.

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Willy Rizzo, Vogue Paris, aprile 1960 © Studio Willy Rizzo

Willy Rizzo è celebre per aver ritratto la modernità di un'epoca insieme al suo charme. La sua capacità di cogliere il candore di uno sguardo e il movimento di un abito, gli hanno permesso di muoversi con agilità tra star del cinema e design, reportage per Paris Match ed editoriali di moda, partendo proprio dalla direzione artistica di Marie Claire. Il temperamento seducente gli ha consentito di ritrarre Marilyn Monroe due settimana prima della scomparsa, o Coco Chanel alle prese con la sua giacca in tweed disegnata come una seconda pelle. Sono comunque le più belle fotografie di moda realizzate dal fotografo e designer italo-svizzero, a impreziosire la mostra Willy Rizzo, la mode pure. De 1947 à nos jours, nello Studio Willy Rizzo di Rue de Verneuil, a Parigi (18 maggio - 28 luglio 2018).

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Lungo la riva sinistra della Senna che respira creatività e libertà, lo studio di Willy Rizzo si prepara a un nuovo viaggio nella lunga ed eclettica carriera del fotografo. Nato nella Napoli del 1928, ma allevato a Parigi sin dagli anni trenta. Qui nel 1944 acquista la sua prima Rolleiflex al mercato nero e un decennio dopo inizia a fotografare le stelle del cinema francese. La vita privata delle celebrità ritratta per il settimanale France Dimanche, lo porta a documentare anche quella che affolla il primo festival di Cannes. In America spazia anche dai ritmi della grande mela a quelli dei divi di Hollywood. Dalla divina Marlene Dietrich a Audrey Hepburn, da Picasso e Salvador Dalì a Le Corbusier, la lista di star, icone e celebrità che immortala è lunghissima.

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La passione per la moda nasce tra il processo di Norimberga e la guerra francese in Indocina, nel corso della ventennale collaborazione con la rivista Paris Match (inaugurata con Winston Churchill sulla prima copertina). È lui stesso a raccontare in un'intervista (e sul suo sito): "Mi sono indirizzato verso la moda negli anni sessanta, quando ero a Paris Match. Ho lavorato molto in questo campo che mi appassionava. Per me è la disciplina più difficile. Offre a chi ci si dedica, un campo di ricerca e di d’invenzione inesauribile. Con il solo decoro di un fondo bianco o grigio, con una Nikon o una Hasselblad, con la luce del giorno o quella elettrica. In più occorre della magia per trasformare una modella elegante, ma materiale, in una creatura da sogno".

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Willy Rizzo, Deux mannequins Courrèges Studio Willy Rizzo Paris 1965
© Studio Willy Rizzo​

Talento, fascino, eleganza e ricchezza, finiscono per connotare anche l'approccio fotografico di Willy Rizzo, puntato sullo evoluzioni stilistiche della Francia del dopoguerra. Non solo quando fotografa Christian Dior ai piedi di una modella, inginocchiato in giacca e cravatta, per misurare con precisione la distanza dall'orlo della gonna al pavimento. Quando immortala il giovane Yves Saint Laurent (già il successore di Mr. Dior) seduto alla scrivania che sorride dolcemente a sua madre. Oppure la Saint-Tropez amata da Brigitte Bardot, Roger Vadim o Jack Nicholson. Al punto che il suo reportage su Maria Callas, ispira anche il personaggio del fotografo di Les Bijoux de la Castafiore, ventunesimo album della serie di fumetti The Adventures of Tintin creata da Hergé.

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Willy Rizzo, Monica Knowland Novembre 1954 New York
© Studio Willy Rizzo​​
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Alla fine degli anni Cinquanta, diventando direttore artistico di Marie Claire, inaugura la collaborazione con le principali testate di moda, insieme alla produzione di immagini fashion, con il rigore di un giornalista e una messa in scena quasi cinematografica. Segue il matrimonio con la modella Elsa Martinelli, il trasferimento a Roma e l'arredamento della loro dimora che lo spinge a progettare anche il design dei mobili che la arredano. Gli atelier del designer nascono semplicemente dal desiderio di averli, manifestato dall'entourage di amici del mondo della moda, del cinema e dello showbiz.

Dall'amicizia con Jack Nicholson sembra nascere anche l'apparizione come attore nel biopic Hoffa di Danny DeVito, stando al racconto di Rizzo della telefonata ricevuta da De Vito: "Gli aveva dato il mio contatto Jack Nicholson che era l’attore principale del film e mi domanda se accetto di partecipare a questa esperienza con la parte del padrino. Sono stato invitato in California come una stella del cinema, biglietti di prima classe, limousine, e avevo anche la mia roulotte con il mio nome stampato sulla porta. Un'esperienza molto divertente."

Willy Rizzo, Mode queue de cheval Elsa Elsa Martinelli, Vogue Italia 1967
© Studio Willy Rizzo​​
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La nuova mostra allestita nello Studio parigino gestito dagli eredi dopo la scomparsa di Rizzo del 2013, si concentra sulla sua visione della moda e dello stile attraverso una cinquantina di fotografie originali, a colori e in bianco e nero. Esposte e in vendita in edizione firmata e numerata da 8 copie.

Willy Rizzo, Moda Palazzo Farnese, Roma 1981, Vogue Italia
© Studio Willy Rizzo​​
Willy Rizzo e la sua modella Donna Mitchell, Milano 1962
© Studio Willy Rizzo​​
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